Saranno utilizzati per estinzioni anticipate di mutui e per finanziare opere pubbliche
Potranno cambiare cassa già dai prossimi giorni gli ultimi 30,5 miliardi dei 55 di obbligazioni ordinarie del Comune emesse al momento della costituzione di Meta quale controvalore per la cessione della rete elettrica dal Comune alla nuova società. L'atto conclusivo delle operazioni di vendita dal Comune alla Azienda Spa di Via Razzaboni è stato assunto ieri dal Civico consesso che con un voto a maggioranza ha approvato la delibera di variazione di bilancio. A favore del provvedimento si sono pronunciati i gruppi Ds, I Democratici e Udeur. Contrari tutti gli altri gruppi, dal Polo a Rc. E' una operazione - ha detto l'assessore Ennio Cottafavi - fondata sulla reciproca convenienza, che permetterà al Comune di estinguere in forma anticipata 15 miliardi di mutui con un risparmio di 236 milioni anno per 15 anni e di avviare investimenti in opere pubbliche per altri 15 miliardi, e a Meta di risparmiare quasi 2 punti percentuale sul tasso d'interesse sul finanziamento ora bancario. Anche per Giorgio Pighi, capogruppo dei Ds, l'operazione trova la sua idea forza nella oggettiva reciproca convenienza. Intervenendo nel dibattito, Pighi ha ricordato la scelta compiuta e condivisa da Comune e Meta in sede di costituzione della nuova società di non capitalizzare tutti gli impianti conferiti dal Comune per garantire equilibri proprietari condivisi e rispettosi delle diverse presenze. Equlibrii importanti, che l'intera azione di compravendita non ha alterato. Di ben altro avviso, Adolfo Morandi (Fi) per il quale, invece - al di là dei dati strettamente finanziari - l'operazione compiuta è di corto respiro, al di fuori da un minimo piano industriale, incurante dei necessari percorsi verso la borsa. Critico, sia pure per ragioni diametralmente opposte, anche Francesco Frieri, capogruppo di Rc. Troviamo sbagliato cedere tante risorse, tanto più prima che Meta sia quotata in borsa. Pollice verso anche sulla destinazione dei miliardi ricavati dalla cessione delle obbligazioni. Si investe solo o quasi in strade e viadotti dimenticando voci importanti per la qualità della vita a Modena come i trasporti pubblici, il verde e l'ambiente. Per Davide Torrini, capogruppo di Modena a Colori, la compravendita non può essere letta unicamente in chiave strettamente finanziaria. In essa trovo tutta la scarsa lungimiranza programmatoria testimoniata al momento della costituzione della società. Allora e non ora si dovevano sistemare questi problemi, anche per evitare queste operazioni che sembrano veri e propri pagamenti di Meta al Comune rateizzati. Non capisco come si possa parlare di politiche di corto respiro - ha replicato l'assessore Ennio Cottafavi - quando oltre la metà delle risorse finanziarie ricavate dalla cessione delle obbligazioni viene destinato ad investimenti. Anche sulle critiche mosse alla scelta di monetizzare e non di capitalizzare in Meta le obbligazioni, Cottafavi non ha nascosto la sua sorpresa. Abbiamo pensato prima di tutto alla città ad in particolare ad alcune importanti opere diversamente non finanziabili.
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