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26/06/2001

INFERMIERE POLACCHE DESTINATE AI SERVIZI PER ANZIANI

"Ne sono arrivate 40 a conclusione di un innovativo percorso messo in piedi da Comune e Asl. Già inoltrata la richiesta per altri 19 arrivi . L'assessore Caldana: "Una risposta positiva a fronte delle carenze di offerta a Modena" "
"Sono 40 infermiere polacche, arrivate a Modena da tre giorni, ma già entrate in servizio nelle strutture per anziani cui sono state assegnate e che al lavoro affiancano un corso di formazione (anch'esso già partito) per apprendere al meglio l'italiano e completare così il loro inserimento in Italia. A costruire il non semplice e innovativo percorso che ha consentito di approdare a questo esito, dando così risposta a una strutturale carenza di personale infermieristico in questo tipo di servizi, sono stati il Comune di Modena, assieme all'Azienda sanitaria provinciale, ed a Modena formazione. Le 40 infermiere lavoreranno in 3 cooperative sociali che gestiscono strutture protette del Comune, per 7 gestori di case protette private ma convenzionate col Comune, per villa Igea e villa Pineta di Gaiato entrambe convenzionate con l'Asl e infine in strutture dell'Asl stessa. Tutto il percorso è iniziato circa un anno fa, quando si decise, a fronte della perdurante carenza di infermieri in ambito locale, di andare alla ricerca di realtà che invece offrissero personale di questo tipo. Venne così individuata la città polacca di Legnica, nella regione della Slesia. Un tempo sede del comando militare del patto di Varsavia, questa città, dopo la caduta del muro di Berlino, si era bruscamente trovata con una quantità di servizi (anche ospedalieri) nettamente al di sopra delle esigenze di una popolazione drasticamente ridotta nel numero. In questi mesi, a più riprese, delegazioni modenesi si sono recate a Legnica per verificare e raccogliere le disponibilità a trasferirsi in Italia del personale infermieristico impiegato presso il locale ospedale e per avviare le complesse procedure legate al riconoscimento dei titoli professionali. In seguito anche una delegazione di infermiere si è recata in Italia per visitare le future sedi di lavoro. Questo iter si è concluso con la raccolta di una sessantina di disponibilità. Con i datori di lavoro italiani si è poi raggiunto un accordo affinchè questi anticipassero le spese (di circa 1 milione a persona) per le pratiche di traduzione e convalida dei titoli di studio (va ricordato che lo stipendio medio di un'infermiera in Polonia è inferiore alle 400 mila lire mensili). Infine, a maggio è arrivato il decreto del governo sui flussi migratori, che conteneva l'indicazione delle quote riservate agli infermieri. Se per le 40 infermiere ora già a Modena tutto si è risolto senza problemi, per altre 19 persone è emerso come, per ottenere il riconoscimento del titolo di studio in Italia, mancassero 100 ore di formazione. Per tale motivo il Comune ha deciso di chiamare lo stesso queste persone in Italia attraverso il meccanismo, previsto dalla legge, dell'invito di lavoratori stranieri con sponsorizzazione (da parte del Comune stesso). Si è però scoperto che tale meccanismo già valido per i privati, non è mai stato sperimentato con enti pubblici. Il Comune ha pertanto presentato lo stesso la domanda per far arrivare in Italia le altre 19 infermiere, ma nel contempo l'assessore Caldana ha scritto al ministro dell'Interno Scajola al fine di ottenere un positivo sblocco della situazione. Per queste 19 infermiere, nel caso di loro arrivo in Italia, è previsto un utilizzo, sempre nelle strutture per anziani, solo come operatrici per l'assistenza di base. Ma è si sta già predisponendo il periodo di formazione di 100 ore mancanti per ottenere il riconoscimento del titolo. Sempre su questo piano è da sottolineare come, con la collaborazione di Modena Formazione, sia già attivo da ieri il corso che consentirà alle infermiere polacche di perfezionare il loro italiano. Il progetto messo in campo ha anche consentito di trovare una prima soluzione al problema casa. Ventotto infermiere saranno infatti ospitate, previa apposita convenzione con la curia, presso l'edificio degli ex-Gesuiti in via dei Servi. Le altre saranno ospitate in appartamenti messi a disposizione dai datori di lavoro. "Sono soddisfatto di poter presentare questo risultato - spiega l'assessore Alberto Caldana - Abbiamo costruito una esperienza originale che dà soluzione concreta a un problema che si trascinava da tempo. Inoltre, la Regione Emilia Romagna è intenzionata a riproporre il nostro schema grazie al fatto che, sempre a Legnica, c'è una disponibilità a trasferirsi in Italia da parte di altri 100 infermieri". "

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