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23/04/2002

25 APRILE, LIBERAZIONE E RICONCILIAZIONE

Il Consiglio approva a larga maggioranza un Odg della maggioranza Non passano altri due documenti di Fi e Rc.
"La Liberazione realizzò prima di tutto la riconciliazione nazionale. Lo ha ribadito il Consiglio comunale che nel corso della seduta di ieri, lunedì 22 Aprile, ha approvato a larga maggioranza un Ordine del Giorno sottoscritto dai gruppi Ds e Udeur proposto all'attenzione del Civico consesso dal Capogruppo dei Ds, Giorgio Pighi, in occasione dell'ormai prossimo 57° anniversario del 25 Aprile, festa nazionale della liberazione dal nazifascismo. A favore del documento, che nel suo appello finale condanna senza riserve ogni esaltazione neofascista, hanno votato tutti i gruppi di maggioranza, Rifondazione comunista e il consigliere Paolo Ballestrazzi di Modena a Colori. Contrari Fi e An. Centrale, dunque, è stata la condivisione dello spirito di riconciliazione nazionale proposto dalla ricorrenza della Liberazione del Paese portata a compimento dalla Resistenza il 25 Aprile 1945; "con essa i Partigiani, sconfiggendo la complice alleanza dei fascisti con gli invasori tedeschi - si legge nell'ultimo paragrafo del documento - riconquistarono da quel giorno la libertà e la democrazia per tutti gli Italiani, senza distinzioni razziali, politiche e religiose". Pollice verso, invece, per altri due Ordini del Giorno, proposti e discussi nel corso dello stesso dibattito, presentati da Rc e Fi.. Per il primo, illustrato in aula dal capogruppo Francesco Frieri poi condiviso in sede di voto solo dal gruppo proponente con l'astensione del consigliere Paolo Ballestrazzi, lo spirito della Resistenza rimane ancora di grande attualità. Per questo si sottolinea in particolare, sono inaccettabili politiche come l'adesione del nostro Paese alla guerra accettandola come strumento di risoluzione delle controversie internazionali o, ancora, la concessione del permesso di ingresso in Italia degli eredi di Casa Savoia come immotivata opportunità di riconciliazione che tanto sa di tentativo di revisionismo storico. Tutto teso a proporre nuovi percorsi per una "liberazione come valore di tutti gli italiani, il secondo Ordine del Giorno, anch'esso respinto dal Consiglio, sottoscritto da Fi e illustrato in aula dal consigliere Achille Caropreso. Non si tratta di riscrivere la storia, si legge nel documento respinto dalla maggioranza e votato da Fi e An, ma solo di ricordare e riconoscere la buona fede di chi fece scelte diverse credendo . come ha affermato Ciampi - di servire ugualmente l'onore della propria Patria". Intervenendo nel dibattito Giuseppe Campana (Ds) il 25 Aprile è stata Liberazione per tutti gli italiani, anche se alcuni di essi non si rendevano conto del loro stato di oppressi. Per Andrea Galli così come per il suo capogruppo Gianpaolo Verna (An) appare difficile immaginare percorsi comuni di conciliazione se non si condanna, insieme e con uguale forza, il nazismo e il comunismo. Una analisi, la loro, poi proposta in un emendamento, respinto a larga maggioranza in sede di voto, a integrazione dell'OdG di Rc con il quale si invitava il Governo a perseguire "ogni tentativo di istaurare anche in Italia un regime comunista". Davide Torrini (Modena a Colori), dopo aver annunciato la sua non partecipazione al voto, ha espresso tutta la sua preoccupazione per l'incapacità di guardare al 25 Aprile con oggettività partendo prima di tutto dalle tragedie generate dai regimi fascisti e comunisti. Un percorso, questo, più che mai indispensabile oggi che la cronaca ci consegna preoccupanti vittorie elettorali della destra in Francia come dei posti comunisti in Ungheria. Quello che stiamo facendo oggi, qui in Consiglio, non serve ne a noi ne alla Nazione". Per Antonio Finelli (Ds) da un po' di tempo c'è una strana tendenza a rivisionare la storia, a rimettere in discussione tutto. Non credo sia questa la strada più produttiva per ricercare, insieme, nella Liberazione, la riconciliazione nazionale. Quello della maggioranza, ha detto Francesco Signorile (Fi) è un Odg che tace su troppe cose a cominciare dalle pagine gravi dell'antisemitismo. Signorile ha poi invitato i Ds e la maggioranza a ritirare il loro documento a favore di una comune ricerca per un unico documento unitario. Paolo Balletrazzi (Modena a Colori), infine, non ha nascosto la sua preoccupazione di fronte ai troppi gravi tentativi di voler trattare temi come i grandi valori universali della carta dei cittadini con l'occhio rivolto alle considerazioni politiche attuali. "

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