Venerdì 26 aprile, a tre anni esatti dalla morte dello storico modenese, l'Archivio del Comune e l'Università di Bologna presentano due volumi con 35 saggi di autori diversi
"I processi modenesi del Sant'Uffizio, il rapporto tra magia e scienza, Modena e Ferrara nell'età estense, le figure dell'umanista Bartolomeo Paganelli da Prignano e del parroco giansenista di Corlo don Sante Montorsi. E, ancora, la peste, gli esorcisti, gli stregoni erranti, le cerimonie musicali alla corte di Bisanzio, riflessioni e temi di storia della storiografia. Con 35 saggi e studi di colleghi ed ex studenti - due tomi di quasi mille pagine complessive - Modena rende omaggio alla figura dello storico Albano Biondi, nato a Fiumalbo nel 1930 e morto in città il 26 aprile di tre anni fa. I volumi, che si intitolano "Il piacere del testo", sono stati curati da Adriano Prosperi con la collaborazione di Gian Paolo Brizzi e Massimo Donattini e pubblicati da Bulzoni Editori, che li mette in vendita a 67,14 euro. Il primo raccoglie saggi dedicati a Inquisizione e società e al rapporto tra magia e scienza, mentre il secondo si occupa di studi su Modena e Ferrara nell'età estense e di riflessioni e temi di storia della storiografia. Per iniziativa dell'Archivio storico del Comune di Modena e del Dipartimento di discipline storiche dell'Università di Bologna, l'opera sarà presentata alla città venerdì 26 aprile alle 16 nel teatro settecentesco della Fondazione Collegio San Carlo, in via san Carlo 5 (ingresso libero, informazioni al numero 059 200450 e al sito internet www.comune.modena.it/archiviostorico). Intervengono il sindaco di Modena Giuliano Barbolini, Alberto Tenenti, direttore di studi all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, e l'Accademico dei Lincei Cesare Vasoli. Partecipano inoltre Adriano Prosperi dell'Università di Pisa e Amedeo Quondam dell'Università La Sapienza di Roma. Presiede Aldo Borsari, direttore dell'Archivio storico del Comune. "Tre sono i temi intorno a cui si possono raccogliere gli interessi di storico di Albano Biondi", ricorda Prosperi nell'introduzione: "il rapporto tra l'antico e il moderno nella cultura dell'età umanistica; il sacro e i conflitti di religione dell'età della Riforma e della Controriforma; la storiografia, come cronaca civile, racconto del passato che documenta e alimenta un contesto civico e un impegno civile. Su come li abbia affrontati, molto ci sarebbe da dire, non solo per l'intelligenza e la finezza che lo hanno imposto all'attenzione dei lettori al di là dei recinti accademici e disciplinari, ma per la sua sovrana libertà intellettuale". Nelle prime commemorazioni di Albano Biondi avvenute a ridosso della morte, è quasi sempre emersa l'immagine dello storico locale, del conoscitore erudito della storia di Modena. "Immagine totalmente falsa e riduttiva - spiega Emilio Mattioli nel contributo che chiude i due volumi - di uno studioso dalla cultura vastissima e fortemente interessato ai problemi teorici di ampio respiro. La sua profonda conoscenza della cultura classica, la sua straordinaria padronanza del latino e del greco sono in realtà la premessa fondante della sua ricerca storica, i suoi studi sull'Umanesimo e il Rinascimento hanno il respiro ampio che dà la famigliarità con i classici". "
Azioni sul documento
