Il Consiglio comunale ha dato l'ok alla convenzione preliminare tra i Comuni Meta, Agac, Amps e Tesa, gestione integrata dei servizi pubblici locali
Il Consiglio comunale di ieri, lunedì 24 novembre, ha approvato la convenzione preliminare tra i Comuni di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza in ordine all'avvio del processo d'aggregazione tra Agac spa, Amps spa, Tesa spa, Meta spa per la gestione integrata dei servizi pubblici locali. Il provvedimento è stato votato dalla maggioranza (Ds, Margherita, Udeur), contrari i gruppi di An, Fi e Udc, astenuti Rifondazione e il consigliere Paolo Ballestrazzi di Modena a Colori. Il dibattito in aula è stato introdotto dal sindaco Giuliano Barbolini. Barbolini ha ribadito 'il valore strategico di questo percorso e dell'orizzonte del processo aggregativo di quattro aziende e quattro territori di riferimento, che prefigura la quarta azienda multiutility italiana per dimensioni e fatturato. Un progetto che ha bisogno di essere pianificato concretamente nelle sue condizioni di fattibilità con un piano industriale che verifichi tra l'altro obiettivi e assetto statutario. Oggi al Consiglio comunale sottoponiamo dunque un documento che non dà tutte le risposte ma dà il via ad un percorso di approfondimento che tutti i soci valuteranno. Già le varie amministrazioni locali che abbiamo consultato hanno dato comunque una condivisione convinta di questo percorso e le stesse rappresentanze dei lavoratori hanno condiviso la validità di questo progetto'. 'Non è un tema in discussione la nostra presenza in Borsa perché questo è stato un passaggio importante, di vantaggio e di convenienza per Meta ' ha continuato Barbolini ' mentre dal punto di vista dello smaltimento dei rifiuti l'inceneritore una volta completato servirà all'autosufficienza provinciale purché si realizzi in toto l'obiettivo 2005 del 55% della raccolta differenziata sul volume dei rifiuti prodotti: siamo dunque vincolati al rispetto degli obiettivi di programmazione provinciale. Sottolineo anche che questo non è un progetto chiuso in sé stesso ma che può fungere da riferimento attrattore per altre realtà dell'Emilia, per gestire bacini ottimali dal punto di vista territoriale. Siamo attenti al ruolo del pubblico poi sia per quello che riguarda il controllo sulla futura società che per l'autorevolezza di riferimento, prevedendo meccanismi di controllo di obiettivi e soddisfazione degli utenti. Ci sta a cuore infine pure il radicamento territoriale del nuovo soggetto e gli stessi lavoratori ci hanno chiesto di ribadire la valenza industriale e non solo finanziaria della nuova società'. Francesco Frieri di Rifondazione Comunista ha presentato in aula due emendamenti alla delibera relativa alla convenzione preliminare: 'Si è impedita a causa della ristrettezza dei tempi la discussione sul tema, in un consiglio comunale che tra l'altro ' ha detto ' è in scadenza e si prende la responsabilità di votare una cosa così importante. Noi non vogliamo fare ostruzionismo ma ribadire l'importanza del controllo politico e democratico dei consigli comunali, a tutela della rappresentanza e delle minoranze'. Giorgio Barbolini, capogruppo di Forza Italia, ha sottolineato invece presentando un ordine del giorno del suo gruppo che su questa fusione ci sono miriadi di punti interrogativi. 'La delibera che andremo a votare è generica, non dà risposte, è un salto nel vuoto: meglio ritirarla ' ha spiegato - e rimandare la discussione per evitare che il civico consesso funga solo da cassa di risonanza'. Ercole Toni dei Ds ha dal canto suo chiesto quali manovre si celino dietro questi tira e molla su Meta e ha rimarcato anche il fatto che questo accordo deve essere fatto in fretta per rafforzare la tenuta occupazionale. Olga Vecchi di Forza Italia invece si è chiesta dove fosse finita la Margherita 'che prima strombazza dissenso e poi sta a guardare. Non firmeremo una cambiale in bianco, una delibera-farsa e anche i piani provinciali dei rifiuti possono cambiare ' ha affermato - in caso di necessità'. Andrea Galli di Alleanza Nazionale invece ha evidenziato che 'si respira qualche perplessità nelle fila della maggioranza mentre Meta appare come un acquario tropicale dove il pesce colorato è quello più inconsistente. Il progetto ' ha concluso - non ci convince e in più dovrebbe poi essere approvato in tempi strettissimi, entro il 31 gennaio'. Leonarda Leonardi (Ds) ha dal canto suo sottolineato che occorre fare maggiore attenzione ai problemi dei cittadini: 'si può stare sul mercato ' ha proferito - senza dimenticare il rapporto con loro e la qualità della città sostenibile'. Achille Caropreso (Forza Italia) ha invece stigmatizzato il fatto che non si capisca il significato della delibera in votazione. 'Sospetto che i testi delle delibere dei 4 comuni siano diversi, ricordo che il consiglio comunale di Parma ha votato un allegato dove si dice che il problema dei rifiuti si risolverà grazie a Modena''. Antonio Maienza dell'Udeur ha poi chiesto durante il suo intervento 'se ci saranno anche società locali dopo la nascita del nuovo soggetto aziendale, quale sarà il ruolo del servizio di distribuzione dell'energia elettrica, di Sat e Aimag e infine quale la sede della nuova azienda' mentre Adolfo Morandi di Forza Italia si è invece domandato quale peso dovrà avere una municipalizzata rispetto alle altre. 'Difficile dare un giudizio su questo tipo di percorso, c'è stata troppa fretta ' ha ribadito - nel presentare questo percorso aggregativo che non si sa nemmeno come si realizzerà, se per incorporazione o per fusione'. Paolo Ballestrazzi di Modena a Colori ha chiesto di capire quale ruolo avrà Modena in un processo di aggregazione come quello che si vuole costruire. 'Le aggregazioni bancarie le abbiamo già vissute ' ha affermato - e hanno portato i centri decisionali lontano del nostro territorio. In quattro anni e mezzo nessuna aggregazione promossa da Meta è andata a buon fine, non siamo riusciti a fare sistema neanche con Sat e Aimag. La Borsa è stata poi una scelta sciagurata e la Giunta ne è responsabile, con due assessori che dicono no alla privatizzazione e mostrano tutte le contraddizioni della maggioranza. Non si può poi negare che Meta abbia fatto i soldi bruciando rifiuti: come si fa così a dire di no a quelli che possano arrivare da Parma, Reggio, Piacenza. Questo documento è il nulla e gli emendamenti di Rifondazione Comunista inficiano il senso dato all'azienda negli ultimi anni'. Giandomenico Glorioso, capogruppo della Margherita, annunciando che il suo gruppo non avrebbe partecipato al voto sugli emendamenti di Rc 'che non si sa ora cosa cambierebbero nella delibera' ha ricordato invece il ruolo avuto dal suo gruppo nell'impostare le modifiche al documento in discussione. 'Quella di Parma era una delibera inaccettabile perché non riconosceva ad esempio il valore aggiunto della quotazione a Piazza Affari. Ritengo ' ha detto Glorioso - la fusione la forma migliore ma bisognerà controllare che questo documento d'indirizzi sia coerente con la risultanza del processo d'aggregazione. E'comunque necessario un maggiore collegamento con gli altri comuni'. Antonio Finelli (Ds) ha dal canto suo affermato che l'obiettivo è la cosa importante in uno scenario dove già da Castelfranco in poi è nata Hera mentre in Emilia non si è riusciti a dare ancora vita ad aziende più grandi, necessarie per evitare di farsi spazzare via dai mutamenti del mercato dei servizi. 'La nostra convenienza è quella di fissare una meta e questa è l'unificazione, se non facessimo nulla ' ha concluso - non faremmo gli interessi di Modena. E le preoccupazioni di Frieri sono inutili perché il Consiglio comunale non viene spogliato dei suoi poteri di controllo'. Giorgio Pighi, capogruppo Ds, ha spiegato infine che il carattere pubblico del nuovo soggetto, il rapporto con il territorio e i rispettivi Consigli comunali 'sono un valore che può consentire che altre imprese più piccole possano avviare un processo di aggregazione, opzione migliore anche per la gestione dei servizi. Non mi sfugge il senso politico degli emendamenti di Rifondazione ' ha sottolineato Pighi - ma faccio più fatica a vedere negli strumenti prospettati una soluzione possibile'. Roberto Prioreschi di Bain & Co, consulente del Comune nel percorso di aggregazione tra le quattro aziende municipalizzate per la gestione dei servizi pubblici locali in forma integrata, ha spiegato, rispondendo ad alcune domande del consigliere Galli, che 'la tempistica è sfidante ma che in cinque giorni per Hera si sono espressi ben 135 comuni. La fusione è meglio rappresentabile come soluzione per questo territorio in caso di aggregazione, non prefigurandosi una holding finanziaria. Con Hera comunque, di cui abbiamo seguito il progetto, non abbiamo conflitti d'interesse'. Il sindaco Giuliano Barbolini chiudendo il dibattito che ha definito 'ricco e utile' ha poi detto di non condividere la rappresentazione che Ballestrazzi ha fatto della realtà locale. 'La nostra operazione serve ' ha spiegato - per vedere se le politiche locali possano aiutare a costruire realtà aziendali moderne che aiutino le dinamiche sul territorio, in rapporto con esso. Questa è un'alleanza che non esclude nessuno, né Sat né Aimag. E non è un salto nel vuoto. La delibera non contraddice l'atto votato da Parma, le nostre linee guida sono le stesse ma più ricche di elementi di dettaglio e più nette su alcuni passaggi. Non esistono patti e intese segrete né è previsto il delisting, e non succede nulla anche per quello che riguarda l'energia elettrica. L'approvvigionamento di energia comunque dipende dai vincoli di legge e dal fatto che ci sono soggetti istituzionali che definiscono i prezzi e una programmazione nazionale, regionale e provinciale. Nulla vieta ' ha concluso Barbolini - che siano le Commissioni consiliari dei quattro comuni interessati a lavorare insieme sulle linee di indirizzo e definiscano un piano di lavoro comune'. Dopo le dichiarazioni di voto - che hanno visto un ulteriore inasprimento delle polemiche tra maggioranza e centro-destra ed in particolare tra la consigliera Isabella Bertolini di Forza Italia e il sindaco Giuliano Barbolini - si è andati come detto all'approvazione a maggioranza della delibera relativa alla convenzione preliminare, mentre i due emendamenti di Rifondazione Comunista sono stati bocciati con i soli voti favorevoli di Rc, l'astensione dei consiglieri Ds Leonardi e Mezzetti e con l'uscita dall'aula dei consiglieri della Margherita. L'ordine del giorno presentato da Giorgio Barbolini infine è stato votato da Fi, An e Udc, astenuti Margherita, Udeur e Ballestrazzi (Modena a Colori), contrari Ds e Prc.
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