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28/02/2003

'BAGGIOVARA, OCCASIONE PER QUALIFICARE LA SANITA''

Il sindaco sul sistema ospedaliero: 'Col nuovo ospedale si concretizza una razionalizzazione a tutto vantaggio dei servizi offerti agli utenti'
Trasmettiamo una dichiarazione del sindaco Giuliano Barbolini che riassume l'intervento al convegno odierno sulla rete ospedaliera: 'La programmata apertura, entro il 2004, del nuovo ospedale di Baggiovara, unitamente a quella dell'ospedale di Sassuolo, costituisce un traguardo di grande importanza sulla strada del rinnovamento e della qualificazione del sistema sanitario e ospedaliero modenese. I cittadini e gli operatori del settore avranno a disposizione una moderna struttura, sia dal punto di vista del comfort alberghiero che tecnologico. Con l'apertura di Baggiovara si porta così a compimento una importante opera di razionalizzazione del sistema, a tutto vantaggio degli utenti. Verranno infatti chiusi due ospedali, di cui è evidente l'inadeguatezza strutturale, derivante in primo luogo dall'essere ospitati in edifici storici pensati per ben altre funzioni e che ancora oggi costringono i pazienti in stanze per lo più inadeguate e prive dei servizi essenziali. Sui tempi di realizzazione, nonostante il rilevante impegno finanziario che ha coinvolto significativamente la Regione, l'Ausl e anche il Comune di Modena, hanno pesato in maniera decisiva i tempi di erogazione dei fondi nazionali, risalenti, è bene ricordarlo, alla Finanziaria del 1988. Una constatazione che però non deve mettere in discussione la qualità del nuovo intervento di Baggiovara, il cui progetto è stato via via aggiornato, sul piano tecnologico e infrastrutturale. E' comunque evidente che si tratta di un ripensamento sistematico della sanità modenese sia nelle relazioni con la rete ospedaliera del territorio provinciale, sia per l'ambito cittadino, che vedrà a fianco del polo di Baggiovara un Policlinico all'interno del quale proseguire, con adeguate risorse, l'opera di ristrutturazione e riqualificazione. E' poi da sottolineare che, con la nuova organizzazione a regime, il numero di posti letto complessivi non aumenterà, ma nel rispetto dei vincoli e dei parametri indicati dalle norme nazionali (5 posti letto complessivi ogni 1000 abitanti), ai circa 600 posti di Baggiovara si uniranno i 740 posti del Policlinico (che oggi ne ha 980 più i 390 di Estense e Sant'Agostino). E' dunque evidente come il governo delle strutture ospedaliere dovrà avvenire in una logica unitaria, attenta a valorizzare l'offerta del servizio per i cittadini, a qualificare le prestazioni sanitarie e sviluppare lo spazio per la ricerca e la formazione. Occorre garantire una connessione operativa e funzionale, con uno sforzo da parte dei diversi soggetti coinvolti, dall'Asl, all'Azienda Policlinico, all'Università, che dovranno riuscire a svolgere il proprio fondamentale ruolo, ma entro una logica di sistema, non semplice da sviluppare in pratica, ma indispensabile per garantire adeguate risposte agli utenti. La nuova struttura ospedaliera sorge in un'area alla periferia della città, rispetto alla collocazione centrale di Sant'Agostino ed Estense, e dunque l'impegno per garantire accessi e collegamenti è fondamentale. Oltre al piano parcheggi, che prevede una adeguata dotazione di posti, per la sistemazione della viabilità sono previste due nuove rotatorie che sorgeranno sulla via Giardini. E' poi da ricordare che, oltre al servizio pubblico di autobus, l'ospedale di Baggiovara sarà servito da una apposita fermata dal treno Modena-Sassuolo, così come voglio ricordare il recente pronunciamento del consiglio comunale per realizzare anche una pista ciclabile. E' in questo quadro che occorre lavorare nei prossimi mesi, per completare l'intervento su Baggiovara, per definire e affinare funzioni che in questa struttura saranno presenti, per sviluppare una programmazione che sappia integrare sempre più i servizi ospedalieri, all'assistenza rivolta direttamente alle famiglie, al lavoro dei servizi sociali, alle strutture decentrate. Sono gli obiettivi che ci siamo dati con i Piani di zona ed il Piano per la salute. Strumenti di programmazione che abbiamo già avviato e che devono, con uno sforzo congiunto di tutti i soggetti coinvolti, aiutarci a garantire, senza sprechi inutili, una sanità sempre più qualificata e vicina alle esigenze dei cittadini'.

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