Trasmettiamo una nota di Carlo Pallotti, Presidente della Circoscrizione Centro Storico San Cataldo in merito alla celerazione della santa Messa dedicata a tutti i caduti
"E' strano che Palumbo e Grandi si accorgano solo oggi della Santa Messa per tutti i caduti, promossa dalla Circoscrizione 1 e celebrata, per il terzo anno consecutivo, sempre alla stessa ora e nello stesso luogo. Incredibili sono, poi, le deliranti affermazioni di questi esponenti comunisti per i quali io non sarei "degno di rappresentare il popolo italiano". Ricordo a questi signori che non siamo in regime comunista (per fortuna), quindi non spetta a loro stabilire chi è degno oppure no di rappresentare l'istituzione circoscrizionale, ma solo ai cittadini che liberamente hanno votato, dando la maggioranza al centro destra nella Circoscrizione Centro Storico e, quindi, solo essi hanno i titoli per dire se sono degno di guidare e rappresentare la Circoscrizione di cui sono Presidente, regolarmente eletto dal Consiglio, unico organo a cui rispondo. E' una regola della democrazia liberale che i nostri comunisti non hanno ancora ben compreso, forse perché il loro modello è il regime totalitario e dittatoriale di Fidel Castro. Ancora più assurda, anche se finisce per sconfinare nel ridicolo, la richiesta di dimissioni dalla carica di Presidente della Circoscrizione 1 a causa di una gravissima colpa, quella di avere organizzato una S. Messa a suffragio di tutti i caduti, indipendentemente dalla loro appartenenza o schieramento. Se questa è la colpa, ebbene sì, sono colpevole! E il tribunale rivoluzionario popolare di Rifondazione Comunista ha già emesso la sentenza di condanna. E' incredibile, ma ancora oggi, a quasi sessant'anni di distanza, la celebrazione di una Messa a suffragio di tutti i caduti dell'ultima guerra scatena isteriche e furiose reazioni in una sinistra che usa ancora strumentalmente le celebrazioni del 25 Aprile per fini politici e di parte, nel tentativo di mantenere vivi anacronistici odii e barriere ideologiche, come se il tempo non fosse passato, come se fossimo ancora nel 1945. Un suffragio e una lapide non si negano neppure al peggiore degli assassini, ma a Modena i morti, civili e militari, uccisi per mano dei vincitori, non hanno ancora questo diritto, e chi lo ricorda è reo di colpa grave. Eppure il significato e lo spirito di questa iniziativa, che solo un'istituzione pubblica può promuovere, proprio perché rappresenta tutti i cittadini, era ed è sempre stato chiaro, sia nella lettera di invito, sia nel comunicato stampa. Se i signori Grandi e Palumbo si fossero degnati di leggerla, avrebbero scoperto che celebrare l'uguaglianza di tutti i caduti di fronte alla morte e alla sofferenza non significa confondere e mettere sullo stesso piano le scelte che gli stessi hanno fatto in vita e che c'è un'enorme differenza fra chi ha combattuto per ridare all'Italia la libertà e la democrazia e chi, invece, ha combattuto per difendere la dittatura nazi - fascista. E' proprio in questa ottica che abbiamo onorato i caduti partigiani, facendo deporre delle corone nei cippi commemorativi nel territorio della Circoscrizione Centro Storico, cosa di cui gli esponenti di Rifondazione si sono ben guardati di parlare. Una distinzione, questa, che abbiamo sempre avuto presente e che ha ben compreso anche il senatore dei DS Lanfranco Turci che, pur non essendo presente, ha formalmente aderito alla nostra iniziativa che, proprio per evitare l'accusa di sovrapposizione con quella "ufficiale", è stata celebrata due ore dopo rispetto a quella in Duomo. Evidentemente, però, i signori Grandi e Palumbo erano troppo impegnati ad inventarsi calunnie sul sottoscritto, come la mia presunta "simpatia per Forza Nuova", che sfido chiunque a dimostrare, per accorgersi del senso vero di questa iniziativa, sempre più apprezzata e a cui hanno aderito tanti cittadini modenesi. Il Presidente Carlo Pallotti "
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