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26/01/2004

""TASSE INVARIATE, MA IL GOVERNO TAGLIA QUASI 10 MILIONI""

"Il sindaco Barbolini sintetizza il bilancio comunale 2004-2006. "Non aumentano Ici, Tarsu, addizionale Irpef e Tosap. Settima struttura protetta e più posti nei nidi""
""Non aumentiamo i tributi e non tagliamo i servizi. Realizzeremo la settima struttura protetta per anziani e amplieremo l'offerta per i nidi e l'assistenza domiciliare investendo anche nella casa, nelle infrastrutture e nella fascia ferroviaria". Così il sindaco di Modena Giuliano Barbolini sintetizza il bilancio comunale 2004-2006, che oggi pomeriggio viene sottoposto al voto del Consiglio. "Ici, Tarsu, addizionale Irpef e Tosap restano invariati - spiega - non ci saranno tagli ai servizi, prevediamo 203 milioni di euro di spese correnti nel 2004 e 300 milioni di euro di investimenti in tre anni. Avremmo potuto fare anche di più se la Finanziaria, il maxi-decreto sui conti pubblici e altri provvedimenti non ci facessero mancare nel 2004 circa 9,6 milioni di euro tra minori entrate e maggiori spese. E per avere un'idea di ciò che significa basti pensare che per i bambini che frequentano i nidi d'infanzia spendiamo 7,9 milioni di euro, per l'assistenza domiciliare agli anziani 3,8 milioni e per la manutenzione del patrimonio comunale - scuole, impianti sportivi, sedi di associazioni e istituti comunali - 9,4 milioni. Come se non bastasse - aggiunge Barbolini - la situazione è resa ancor più grave dai mancati contributi o rimborsi da parte dello Stato per prestazioni erogate dal Comune di Modena in seguito al trasferimento di funzioni". Il credito è oggi di circa 7,6 milioni di euro, di cui 4,7 milioni derivanti da spese per il funzionamento degli uffici giudiziari. "In Comune non ci sono prestigiatori che riescono a trasformare i tagli in risorse", aggiunge il sindaco. "Raccogliamo tuttavia i frutti della politica finanziaria e patrimoniale perseguita dall'Amministrazione in questi anni, una politica che ha permesso di ridurre l'incidenza dell'indebitamento sulle entrate dal 16,4% del 1995 al 3,4% del 2003, ma dovremo comunque comprimere il ricorso a prestiti bancari per finanziare il programma di opere pubbliche e selezionare le priorità. Con tagli così consistenti da parte del Governo Berlusconi è difficile immaginare fasi di grande crescita e bisogna puntare a salvaguardare la qualità e la dimensione dei servizi". "

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