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23/04/2004

DONNE E SALUTE, UN PROGRAMMA CON 51 AZIONI

Un Piano da oltre cinque milioni di euro votato ieri dal Consiglio
51 schede relative alle azioni compiute, in corso o in progetto, 65 soggetti che intervengono, oltre 5 milioni e 300 mila gli euro da investire da qui al 2005. Questo in estrema sintesi è il programma di azioni Salute Donna, che è stato al centro della prima parte del Consiglio comunale di Modena di giovedì 22 aprile. L'assessore alle Pari Opportunità Morena Manfredini ha presentato in aula il programma, che è il sesto ed ultimo della serie 'passato' in Consiglio, a completamento così del Piano per la Salute del Comune di Modena. 'Le donne hanno problematiche specifiche ' ha esordito Manfredini ' ad esempio per il loro ruolo, carico di lavoro, nell'organizzazione della società. In città sono, siamo, in 92mila circa e tra le politiche messe in atto dall'amministrazione comunale ci sono innanzitutto la costituzione di un Osservatorio sulla qualità della vita, con l'esigenza di trovare conciliazione tra i tempi di lavoro e di vita delle donne, puntando altresì all'aumento quantitativo dei servizi dell'infanzia e sociali e alla messa in rete delle informazioni, diffondendo la cultura di genere e l'importanza della valorizzazione delle differenze. Abbiamo assunto poi l'ottica della centralità sociale del bambino per costruire un sistema formativo integrato tra diversi soggetti e tipologie dei servizi per l'infanzia. Stiamo lavorando su tempi e orari della città con il progetto 'Giochi di squadra', importante è stata la manifestazione 'Le donne intrecciano le culture' per diffondere la cultura di genere e le Pari Opportunità, si è operato infine per prevenire e contrastare le forme di violenza nei confronti delle donne e il disagio femminile. Con il coinvolgimento dell'Università abbiamo sperimentato ' ha concluso Manfredini - i Bilanci di genere: già in Consiglio comunale è transitato recentemente il Piano strategico dei servizi, dove questa ottica è stata applicata alle trasformazioni urbanistiche della città'. In aula sono poi intervenuti Tindara Addabbo, del Centro Analisi delle Politiche Pubbliche dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che ha tracciato alcuni dati quantitativi sulla condizione femminile a Modena, Annibale Volpe, direttore dell'Unità operativa di Ginecologia ed Ostetricia dell'Azienda Policlinico, che invece si è diffuso sulle attività del suo Dipartimento e non solo, Ennio Gallo, direttore del Dipartimento dei Servizi diagnostici e per immagini sempre del Policlinico, che invece ha affrontato il tema dello screening mammografico e infine Silvana Borsari, responsabile del servizio Salute donna del Distretto AUsl di Modena, che ha puntato dal canto suo a descrivere le attività del Consultorio familiare. Aprendo il dibattito la consigliera Cristina Cavani (Ds) ha sottolineato come questi Piani 'diano un quadro che mostra come a Modena si siano ascoltati i problemi reali dei cittadini, responsabilizzando diversi soggetti e valorizzando diverse competenze, in primis l'associazionismo femminile, portando a sintesi le politiche messe in atto negli anni scorsi. La prossima amministrazione avrà una grande eredità, e ad esempio dovrà puntare di più a progetti per le donne anziane e sole o immigrate'. Achille Caropreso (Fi) ha invece delineato una situazione non positiva, come quella del calo delle nascite, parlando di 'perdita dell'istinto naturale alla riproduzione. Un'assistenza nei confronti della donna che eviti il più possibile il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza diventa un contributo importante alla salute non solo fisica ma psichica della donna. E convengo che lo Spazio giovani del Consultorio vada rafforzato'. Il collega di partito Adriano Dallari ha invece puntato il dito sui ritardi delle liste d'attesa, 'che non si conciliano ' ha spiegato - con i risultati qui presentati sullo screening mammografico' mentre Giorgio Pighi, capogruppo Ds, ha ricordato come il Consiglio comunale si fosse preso l'impegno di approvare il Piano per la Salute entro la fine del mandato, 'pur avendo scelto il percorso più complesso. Era indispensabile una lettura di genere per delineare strategie ed obiettivi, promuovere opportunità che attenuino carichi di lavoro di cura delle donne, favorire e migliorare gli interventi a favore dell'infanzia, mitigare le situazioni di disagio. La sfida non è solo mantenere, migliorare e potenziare il sistema di cura per promuovere la salute integrata ma anche intervenire sui fattori che la determinano, relativi alla salute e alla qualità della vita globale, costruendo strategie che coinvolgano diversi soggetti. Il lavoro portato avanti in questa Consigliatura ' ha concluso - dovrà continuare anche nella prossima'. Il consigliere Mario Santantonio (Margherita) ha dal canto suo stigmatizzato il fatto che la delibera in discussione prolunghi per il 2004 anche il programma d'azione relativo alla Sicurezza stradale e a Salute anziani, senza che peraltro in aula se ne sia discusso. Marta Andreoli (Rc) si è poi chiesta se la salute delle donne sia migliorata davvero negli ultimi anni. 'Salta sempre fuori però quando si parla di donne ' ha affermato - il ruolo della legge 194, una conquista importante per il sesso femminile'. L'assessore Manfredini ha replicato che dall'86 la natalità in città è in crescita, 'a dimostrazione di come sono importanti i servizi all'infanzia sul territorio. E in merito alla legge 194 non credo che nessuna donna abbia mai pensato all'aborto, comunque in calo, come ad un anticoncezionale, si tratta di una scelta personale'. Il sindaco Giuliano Barbolini infine in chiusura di dibattito si è detto orgoglioso del fatto che Modena sia la prima città in regione a dare concreta attuazione alla riforma Bindi, per dare alle comunità territoriali il controllo strategico dei servizi sanitari, orientando il benessere della comunità stessa attraverso progetti specifici e temi d'azione. 'Stiamo così facendo sistema, attraverso un Piano della Salute distrettuale che comprende azioni coordinate di soggetti diversi. Riguardo ai piani su Sicurezza stradale e Salute anziani non abbiamo ancora tutti gli indicatori necessari, è un lavoro lungo e faticoso ma bisogna secondo me andare avanti lo stesso per il 2004, nello spirito e con gli obiettivi che hanno ispirato questi programmi specifici. Spero che la nuova amministrazione decida comunque di portare questi temi alla discussione del Consiglio comunale che verrà'. Al momento del voto si sono espressi a favore del programma di azioni Salute Donna i consiglieri Ds, Udeur, Margherita, Udc, Rc, astenuti invece i rappresentanti di Forza Italia.

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