L'assessore Orlando risponde in Consiglio ad un'interrogazione di Tesauro (verdi)
'Non risultano ad oggi ulteriori interventi di tombamento che interessano il Canale San Pietro per nuovi interventi edilizi. Sarà comunque cura di questa Amministrazione accentuare la vigilanza ed i controlli per evitare che canali così importanti siano oggetto di interventi non concordati con la proprietà, tenendo conto che sono soggetti a particolare tutela, sia sotto l'aspetto paesaggistico che idraulico, con conseguente forte limitazione degli interventi, ammessi, in generale, solo per ragioni igieniche o di sicurezza'. Lo ha dichiarato oggi nel corso del Consiglio comunale l'assessore alle Politiche Ambientali Giovanni Franco Orlando, in risposta ad un'interrogazione di Mauro Tesauro (Verdi) con cui il consigliere chiedeva quali azioni l'amministrazione intendesse mettere in campo 'per difendere e tutelare un bene idraulico prezioso del territorio'. L'interrogazione di Tesauro nasceva dalla constatazione di interventi di tombinatura e successiva asfaltatura avvenuti in alcuni tratti del canale nel comune di Spilamberto, effettuati per ricavarne dei parcheggi, 'con conseguenti danni paesaggistico-ambientali e problematiche eventuali inerenti la sicurezza idraulica del territorio'. Orlando ha ricordato che la vicenda risale al 2003, quando ' il Settore Ambiente del Comune di Modena, avuta notizia della copertura di un tratto del Canale San Pietro sul territorio del Comune di Spilamberto, chiese informazioni sulla vicenda al Comune di Spilamberto e al Consorzio di Burana che gestisce per conto del Comune di Modena (proprietario del Canale) il servizio irriguo'. Il Comune di Spilamberto rispose che 'non era a conoscenza di lavori di tombinatura e che risultavano in corso solo le opere di urbanizzazione, regolarmente autorizzate, del comparto del P.P. Sitma-Muvi che prevedevano, sul canale, due ponti carrabili ed una passerella pedonale e per le quali il Consorzio di Burana aveva espresso parere favorevole'. L'assessore ha quindi sottolineato che 'in seguito al sopralluogo del 12 maggio del 2004 si è verificato, invece, che il canale era stato tombato per un tratto di 115 metri', fatto che costò una diffida d'immediata sospensione al direttore dei lavori: 'In seguito abbiamo accertato che i lavori erano avvenuti in forza ad una DIA (Dichiarazione Inizio Attività) che prevedeva la copertura del canale nell'ambito della sistemazione del cortile del comparto, basata su un parere preventivo alla copertura rilasciato del Consorzio di Bonifica di Burana. Il progetto di chiusura del canale ' ha proseguito Orlando - aveva una qualche pretesa di risistemazione ambientale poiché prevedeva di ricostruire sopra alla tombinatura un fosso in terra con lo scopo di lasciare una lettura, seppure artificiale, del corpo d'acqua nascosto. C'è inoltre da aggiungere che dal punto di vista dell'efficacia idraulica lo scatolare realizzato risulta sovradimensionato rispetto alla sezione del Canale S. Pietro in quel tratto, pertanto durante i periodi di magra si determina un rallentamento della scarsa portata e si possono determinare odori sgradevoli. Per evitare ciò è' stata predisposta una proposta di modifica della tombinatura, da realizzare all'interno dello scatolare, discussa con il direttore dei lavori, di adeguamento idraulico dei lavori fatti'. Tesauro ha assicurato che continuerà a vigilare: 'Pare che ci siano intenzioni di ulteriori interventi ' ha detto Tesauro - C'è poi da dire che il Consorzio Burana facilita queste pratiche e ci mette del suo. Proprio per questo invito a vigilare per capire se tutto è corretto. Ciò che è stato tombato si può 'stombare'. Andate anche a vedere la convenzione con il Consorzio Burana perché ci sono cose che probabilmente andranno ridiscusse. Il problema, in conclusione, sta nella libertà che il Consorzio ha nel dare questi permessi, bypassando noi che siamo tenuti al controllo'.
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