Per il welfare quasi il 50% della spesa corrente e 11 milioni e mezzo di investimenti.
25 nuovi posti nei nidi d'infanzia, 32 posti in più alla casa protetta Cialdini e 40 in due nuovi centri diurni per anziani: con questa espansione di servizi, il Comune di Modena cerca di rispondere nel proprio bilancio 2006 alle crescenti esigenze di famiglie, bambini e anziani, con qualche sacrificio per altre attività ritenute meno prioritarie. Ammontano a quasi il 50% della spesa corrente più 11 milioni e mezzo di investimenti le risorse destinate alle politiche di welfare: una cifra che ben rappresenta la scelta politica dell'amministrazione, che nonostante i tetti imposti alla spesa e i tagli ai fondi ministeriali per le Politiche sociali e per l'affitto, continua a puntare sull'offerta di servizi educativi e sociali come un fattore chiave per lo sviluppo e il benessere del territorio. Né l'area istruzione né l'area servizi sociali facevano ricorso a consulenze esterne, tuttavia si è cercato di razionalizzare e contenere i costi dei servizi in modo da liberare risorse per rispondere ad esigenze nuove. La domanda d'intervento in questi settori, infatti, non solo non può essere ridotta, ma è anzi aumentata con l'incremento demografico, l'aumento dell'età media della popolazione e quindi degli anziani, l'aumento della povertà e la crescente immigrazione. Entrando nel dettaglio delle politiche previste, nei nidi d'infanzia comunali e convenzionati, oltre a mantenere per tutto il 2006 i 30 nuovi posti attivati da settembre 2005, potranno essere accolti 25 bambini in più; per le scuole d'infanzia aprirà una nuova sezione in una scuola convenzionata e all'aumento dei bambini si continuerà a rispondere inserendo 26 anziché 25 alunni per sezione, sia nelle scuole comunali sia in quelle statali. Questa misura, che dovrebbe garantire un centinaio di posti aggiuntivi nel 2006, comporta uno sforzo da parte delle insegnanti, senza contare la presenza sempre più numerosa di bambini con difficoltà socio-economiche, che richiederebbe un rapporto insegnanti/alunni più basso. Diminuiranno, nel 2006, le risorse per la formazione dei docenti, mentre le convenzioni e gli appalti per la gestione dei servizi, come quello per il sostegno ai ragazzi disabili, saranno rinnovati per le stesse somme del 2005, salvo le variazioni già previste nei contratti. La razionalizzazione ha significato anche raddoppiare le strutture scolastiche in cui le pulizie sono in appalto e aumentare le cucine gestite all'esterno. Non sarà infine possibile fornire alle scuole d'infanzia statali le integrazioni d'organico che sarebbero necessarie per coprire le mancate assegnazioni di insegnanti da parte del ministero. Ammontano invece a 500 mila euro, al netto delle tariffe pagate dagli utenti e dei contributi da altri enti, le risorse aggiuntive che il Comune di Modena riesce a destinare nel 2006 all'espansione dei servizi sociali. Oltre ai 32 nuovi posti residenziali a disposizione nella struttura protetta Cialdini dopo i restauri, apriranno nel 2006 due nuovi centri diurni per anziani: 'Opera pia casa di riposo' e 'Madonna pellegrina', convenzionati con il Comune e in grado di ospitare in tutto 40 anziani per attività diurne. È poi prevista la realizzazione di una serie di mini alloggi per anziani, mentre il programma di assistenza domiciliare Serdom beneficerà di 130mila euro di risorse aggiuntive, derivanti dagli aumenti delle rette e di un cofinanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. L'Agenzia per la casa, avviata nel secondo semestre 2005, continuerà nel 2006 la propria attività di ricerca e affitto di alloggi a canone concordato grazie a un fondo di garanzia di 130mila euro. Le tariffe dei servizi, in particolare nidi, scuole d'infanzia, refezione scolastica e assistenza domiciliare, aumenteranno nel 2006 tra l'1,5% e il 2%, in proporzione alla capacità di pagamento degli utenti rilevata attraverso l'Isee - Indicatore della situazione economica equivalente: un incremento comunque inferiore all'aumento dei costi sostenuti dal Comune. In questo quadro, l'espansione dei servizi è stata possibile solo contenendo le spese in alcune voci, dalla promozione delle politiche sociali all'utilizzo degli alberghi per l'accoglienza d'emergenza, dalle spese per le comunità per minori a quelle per l'integrazione degli stranieri e la mediazione culturale. La forte riduzione di contributi da parte dello Stato, che già nel 2005 ha finanziato solo al 50% il Fondo per le politiche sociali, ha infatti costretto il Comune a rinunciare già lo scorso anno ad attività programmate e a coprire alcune spese con altre risorse. Oltre a questa mancata erogazione di 750 mila euro nel 2005, sono previsti nel 2006 ulteriori tagli al Fondo per le politiche sociali e al Fondo sociale per l'affitto.
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