Nel 2005 numerose donazioni hanno incrementato le raccolte comunali d'arte
Merletti e trombe, cartoline postali e ceramiche, calchi in gesso e dipinti. E' lungo l'elenco delle donazioni ricevute nel 2005 dal Museo civico d'arte di Modena, che ha incrementato il patrimonio delle raccolte comunali anche grazie alla generosità dei cittadini. Marisa Mari ha donato circa cento pezzi tra cui ceramiche, pubblicazioni, frammenti tessili, capi di biancheria e abbigliamento, guanti, ventagli e scarpe dell'Otto e del Novecento. Claudio Paolinelli ha regalato al Museo una cartolina postale con ritratto silhouette di Pio Gibellini, Carlo Giovannini un frammento di merletto del Seicento, Gabriele Beccantini una tromba di Antonio Apparuti, Giuliano della Casa due ceramiche da lui realizzate. Ma non è ancora tutto. Danilo Bartoli ha donato due capi di biancheria ricamati in oro dell'Ottocento e una foto del primo Novecento, Silvia Mari, Ennio e Luigi Rizzati un frammento di tessuto copto (in memoria di Emilio Mari e Eugenia Rizzatti) ed Emanuela Borgonzoli Ferrari 71 calchi in gesso, matrici di sculture, attrezzi da lavoro, 300 stampe fotografiche e 6 mila diapositive del restauratore Uber Ferrari. Il Soroptimist di Modena ha, infine, donato un porte-enfant dell'Ottocento e Franca Semprebon tre dipinti del padre Bruno. 'A partire dalla fondazione, nel 1871, e fino al 1914 era consuetudine a Modena rendere pubblico ogni anno l'elenco dei doni ricevuti dal Museo Civico', racconta Francesca Piccinini, responsabile del Museo civico d'arte. 'Lunghe liste di oggetti e opere d'arte riempivano così, verso fine anno, le pagine dei quotidiani locali, contribuendo a sottolineare e a rinnovare lo stretto legame che univa la neonata istituzione museale ai cittadini. Ciò consentiva di riflettere periodicamente sui termini del dialogo tra il museo e la città, della cui identità culturale il primo si faceva portavoce riflettendo a livello locale più generali indirizzi di pensiero'. Negli ultimi anni, un ruolo rilevante nel campo dell'incremento del patrimonio del Museo è stato svolto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che ha reso possibile nel 2000 l'acquisto di un nucleo di 124 disegni di autori modenesi del primo Novecento provenienti dalla raccolta Monti.
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