Sabato 19 marzo, a Palazzo dei Musei, un convegno organizzato dall'Assessorato ai Servizi sociali fa il punto sulla situazione e conclude il progetto avviato due anni fa.
La giustizia può non essere necessariamente od esclusivamente penale, così come si può arrivare alla mediazione anche tra l'autore di un reato e la sua vittima. Sono certamente concetti non facili, né tanto meno diffusi, ma di 'giustizia riparativa' e di 'mediazione penale' a Modena si parla da alcuni anni. Per fare il punto sulla situazione in Italia e per aprire la strada ad un nuovo servizio, sabato 19 marzo, nella Sala ex Oratorio di Palazzo dei Musei, si terrà il convegno 'La giustizia riparativa e la mediazione penale adulti: a che punto siamo in Italia''. Il seminario è organizzato dagli Assessorati alle Politiche sociali del Comune di Modena e della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio della Provincia di Modena e del Ministero della Giustizia. Nel 2003 la Regione ha affidato al nostro Comune la gestione del progetto 'Mediazione penale - Promozione di un intervento giudiziario e sociale riparativo', nato con l'obiettivo di avviare un lavoro di rete tra autori di reato e vittime. Nell'arco di questi due anni almeno una cinquantina, tra operatori sociali degli enti locali e di pubblica sicurezza (Polizia di Stato e Municipale), educatori, avvocati, operatori degli uffici giudiziari e degli istituti di pena, volontari di associazioni impegnate con i carcerati e di altre che si occupano delle vittime di reato, hanno potuto partecipare agli incontri d'introduzione al tema della giustizia riparativa e della mediazione penale. Inoltre, una decina di operatori già formati alla mediazione sociale o familiare, hanno seguito un percorso di formazione specifico finalizzato a coinvolgerli in un nuovo servizio di promozione d'interventi a carattere riparativo dei danni conseguenti a reati penali. La giustizia riparativa è un modello d'intervento sui conflitti originati da un reato penale o espressi attraverso un reato, che si avvale non della pena o delle sanzioni tradizionali, ma di strumenti che tendono a promuovere la riparazione del danno causato, soprattutto, ma non solo, attraverso la riconciliazione tra autore e vittima. L'attività riparativa è un percorso volontario e deve pertanto essere liberamente scelto; può affiancarsi, o anche sostituire, soprattutto nel caso di reati lievi, la pena. 'E' innanzitutto importante che la giustizia riparativa sia funzionale al recupero della persona, è questo l'aspetto che più ci interessa ' afferma Francesca Maletti, assessore alle Politiche sociali del Comune di Modena - Inteso sia come recupero della persona che ha commesso il reato, quindi non solo e non necessariamente attraverso l'annullamento della pena, ma anche con percorsi di reinserimento per i detenuti; sia come attenzione nei confronti di chi ha subito il reato, un'attenzione che già dal '99 ha portato ad estendere a tutte le circoscrizioni il servizio 'Non da soli' di ascolto e aiuto alle vittime di reati. Accanto a questi percorsi di accoglienza alle vittime, l'amministrazione ha consolidato una lunga esperienza nei processi di mediazione: dalla mediazione familiare svolta dal Centro per le Famiglie, alla mediazione sociale e dei conflitti gestita dal Punto d'accordo, esperienza che può essere messa al servizio della giustizia riparativa'. La mediazione penale è appunto uno degli strumenti privilegiati della giustizia riparativa: fa incontrare l'autore del reato e la vittima. Ad esempio, nel caso di un piccolo furto, se vittima e autore del reato sono d'accordo, il giudice di pace potrebbe decidere di rinviare i contendenti alla mediazione che per attuarsi si serve di una terza figura, un mediatore simile a quello utilizzato nella mediazione sociale o familiare. L'autore del reato, oltre ad una riflessione sul gesto compiuto, sarà impegnato nella 'riparazione' del danno, che potrebbe anche consistere in un impegno presso uffici pubblici o in servizi gestiti da associazioni di volontariato o di cooperazione; la riparazione va sempre pensata ed individuata per ogni caso specifico. 'Non dimentichiamo, comunque, che per costruire questi percorsi è necessario definire protocolli operativi d'intesa con gli uffici giudiziari e l'amministrazione penitenziaria perché le tematiche in oggetto non sono di pertinenza esclusiva dell'ente locale, coinvolgono bensì una molteplicità di soggetti' conclude l'assessore Maletti coordinatrice del Comitato locale 'Carcere' che raggruppa i responsabili dei due Istituti di pena di Modena e di quello di Castelfranco Emilia, le istituzioni locali dei territori dove gli Istituti si trovano e le associazioni di volontariato in essi operanti. Programma del seminario 19 marzo 2005, Palazzo dei Musei ' Modena Ore 9 Inizio lavori con i saluti di Giorgio Pighi, sindaco di Modena; Andrea Stoppini, dirigente Assessorato Regionale Politiche Sociali, Nello Cesari, provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria, Ministero della Giustizia; Benedetto Pansini, Questore di Modena. Ore 9,30 Adolfo Ceretti ' Università Biccocca di Milano 'Principi e valori della giustizia riparativa e della mediazione penale' Ore 10,15 Presentazione del progetto sperimentale 'Mediazione penale ' Promozione di un intervento giudiziario sociale e riparativo' a cura di Roberto Calzolai, responsabile Area Adulti del Servizio Sociale di Base del Comune di Modena Ore 11,15 Forum: 'Vittima e autore di reato: la mediazione penale come mezzo per riconquistare la dignità' con Lino Rossi dell'Università di Modena e Reggio E.; Maria Pia Giuffrida (DAP- Ministero di Giustizia); Susanna Vezzadini dell'Università di Bologna e Forlì; Marco Bouchard, magistrato e giudice presso il Tribunale dei minorenni di Torino; Antonio Buonatesta, Ass. Mediante (Belgio). Ore 14 Forum: 'Quali gli spazi e le opportunità legislative per la giustizia riparativa e la mediazione penale'' con Augusta Tannini, Capo Dipartimento Affari di Giustizia, Ministero di Giustizia; Claudia Mazzucato dell'Università Cattolica di Milano e Piacenza; Lorenzo Ricotti dell'Università di Verona; Gianpietro Costa, presidente Tribunale di Sorveglianza di Bologna; Paul Schroeder del Centre de Médiation a.s.b.l. (Lussemburgo). Ore 15,45 Forum: 'Il ruolo della comunità nei percorsi di giustizia riparativa' con Silvio Ciappi dell'Università di Siena; Patrizia Guerra, dirigente del Servizio Sociale Educativo Assistenziale di Base del Comune di Modena; Mauro Mariotti, responsabile Neuropsichiatria Infantile dell'Ausl Modena; Rossella Selmini, responsabile Area Polizia Locale, servizio promozione e sviluppo delle politiche per la sicurezza della Regione Emilia-Romagna; Alessandro Padovani, psicologo e direttore Istituto don Calabria di Verona. Ore 17,30 Conclusioni di Francesca Maletti, Assessore Politiche sociali, per la Casa e per l'Integrazione.
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