Un Ordine del Giorno in attesa della sentenza del Tar prevista il 22 giugno
Il Consiglio comunale ha approvato un Ordine del Giorno con cui si chiede al Governo di rinunciare alla dismissione e vendita delle sedi degli enti previdenziali o, almeno, di soprassedere fino al pronunciamento del Tar sul ricorso del Comitato di Vigilanza di Inail, Inps e Inpdap, e dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cisal, Cida, Ugl di Reggio Emilia, previsto per mercoledì 22 giugno. Il documento, approvato con il voto favorevole della maggioranza, quello contrario dell'opposizione e il non voto di Michele Barcaiuolo (An), ricorda che il Decreto interministeriale del 23 dicembre 2004, emanato dal Ministro dell'economia, prevede che siano dismessi e venduti immobili demaniali individuati dall'Agenzia del demanio, e ciò attraverso la loro cessione al Fondo di Investimento Immobiliare appositamente costituito dal Ministro dell'Economia e delle Finanze e affidato alla gestione della Società: Investire Immobiliare SGR (Spa). Tra questi beni sono compresi: immobili di proprietà e utilizzati per le loro attività, di enti previdenziali (Inps, Inail, Inpdap) comprese 6 sedi in Emilia Romagna e le sedi Inps, Inail e Inpdap di Modena: 'Dette sedi, una volta cedute, si prevede vengano affittate da parte degli stessi enti previdenziali già proprietari. Si potrebbero verificare casi nei quali l'affitto annuale della sede, a carico dell'istituto previdenziale, in pochi anni possa raggiungere e superare la somma introitata dalla vendita e che ciò comporterà - oltre ad un evidente danno economico - la dissoluzione di una garanzia patrimoniale a favore degli enti e dei lavoratori'. L'Ordine del Giorno, inoltre, mette in rilievo che 'il procedimento di vendita e del successivo affitto di fatto sono imposti, in aperto contrasto con l'autonomia degli enti previdenziali in materia di indirizzi finanziari e patrimoniali' e che 'osservatori specializzati ed autorità economiche e monetarie, compreso il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.), hanno manifestato contrarietà, riserve e perplessità sulla manovra governativa finora richiamata, poiché tra l'altro la vendita degli immobili utilizzati da amministrazioni previdenziali, negli anni futuri peserà sulla finanza pubblica'. Infine, i firmatari hanno sottolineato che 'sussiste il rischio di esiti antieconomici, dannosi per i bilanci degli enti, per i lavoratori e per i pensionati modenesi derivanti dalla vendita degli immobili a prezzi inferiori ai costi di mercato e dalla successiva necessità di affittare a prezzi correnti le sedi degli enti previdenziali di Modena: Inps, Inail e Inpdap'.
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