L'assessore Guerzoni risponde ad un'interrogazione di Ballestrazzi (Modena a Colori)
“L’Amministrazione ha interesse a condividere con le organizzazioni sindacali del commercio e dell’artigianato le proprie linee di intervento e tenere conto degli interessi delle categorie. L’Amministrazione deve però anche proporre scelte che salvaguardino l’interesse generale della città e del suo sviluppo, tanto è vero che il piano per i pubblici esercizi e sugli interventi in aree commerciali dovrà passare al vaglio del Consiglio Comunale e, come l’assessore alle Politiche economiche Prampolini ha già anticipato durante la presentazione del regolamento e della Convenzione del mercato Albinelli, quella sarà l’occasione per una discussione di merito”.
L’assessore al Centro storico Roberto Guerzoni ha risposto così ad un’interrogazione – poi trasformata in interpellanza - con cui Paolo Ballestrazzi (Modena a Colori) ricordava il recente documento di Lapam-Federimpresa “sui problemi del Centro storico a soli pochi mesi dal voto di uno specifico progetto”, chiedendo se l’amministrazione fosse a conoscenza dell’iniziativa della Lapam e se ravvisasse “elementi di condivisione” con il documento stesso, ma anche se “oltre al documento citato e alla nota diffusa da Confesercenti in luglio, altre associazioni di categoria hanno reso noto all’assessore competente o alle giunta elementi di divergenza rispetto al progetto dell’Amministrazione”. Infine, Ballestrazzi chiedeva se l’Amministrazione, “a fronte di tali gravi e particolari rilievi, non ritenga opportuno riscrivere tale oggetto all’ordine del giorno del primo consiglio comunale, eventualmente con la partecipazione delle associazioni sociali ed economiche”.
Illustrando l’interrogazione, Ballestrazzi ha dichiarato che i documenti in questione sollevavano il tema di una serie di problemi per il Centro storico: “I problemi del centro sono seri, altrimenti non si capisce perché istituire un assessorato specifico. Le politiche, però, secondo questi documenti appaiono contraddittorie. L’attuale segretario provinciale dei Ds, quando era assessore al Centro storico, a maggio aveva licenziato un documento specifico sulle politiche del centro storico. Ad agosto ecco le cannonate nei confronti dell’amministrazione a cui si imputa che su questi problemi manca la capacità di dire esattamente che cosa si vuole fare. I temi sono noti: commercio, le attività, la residenza, la mobilità, i parcheggi, le risorse. Su queste cinque cose le associazioni di categoria scrivono che è tutto sbagliato, tutto da rifare e aggiungono che siamo in mancanza di una prospettiva al punto tale che preferiremmo avere un progetto serio non condivisibile, piuttosto che la solita litania che il centro è un problema complesso, le solite parole che servono a mascherare il nulla”.
Dopo aver chiarito che le sollecitazioni della Confesercenti sul piano per i pubblici esercizi troveranno risposta in Consiglio, Guerzoni è entrato nel merito dei contenuti del documento della Lapam, che “pone invece interrogativi generali sulle politiche per il Cento storico. A me pare che questi interrogativi abbiano trovato largamente risposte nell’ultima occasione di discussione del Consiglio quando l’assessore Bonaccini, prima di passare al nuovo incarico, portò all’attenzione del Consiglio una dettagliata e ampia relazione. In quel documento non vi era solo un bilancio dell’azione svolta e una valutazione positiva dei risultati che emergevano dai principali indicatori (aumento della residenza, saldo positivo dal 2001 tra aperture e cessioni degli esercizi, apertura nuovi locali pubblici tra i quali il bar Molinari, avvio del piano di recupero dei grandi contenitori e delle aree di intervento tra i quali l’area di Sant’Agostino, 100 milioni di investimenti, nuove manifestazioni, aumento dei turisti), ma si indicavano i principali interventi per i prossimi anni, in particolare sulle scelte della Giunta per la seconda parte della consigliatura. Mi verrebbe da dire – ha proseguito Guerzoni - che per l’amministrazione gran parte delle domande che vengono rivolte in quel documento possono essere considerate nella categoria delle domande retoriche, in quanto non possiamo che considerare il centro storico il cuore della città, che i musei vanno valorizzati al massimo nel tessuto edilizio va innestata nuova tecnologia, che ci vogliono sia i parcheggi che il potenziamento del trasporto pubblico”. Secondo l’assessore al centro storico “il punto non è questo, poiché all’Amministrazione non può bastare ribadire questi impegni, ma deve perseguirli con coerenza e attuarli. E’ sulla coerenza fra indirizzi e politiche concrete che si esercita la responsabilità politica a cui non ci si può sottrarre. E io non voglio certo sottrarmi. E’ per questo che non ritengo utile a distanza solo di alcuni mesi, tra l’altro con l’estate in mezzo, venire in Consiglio per ribadire ciò che è stato già detto con qualche aggiornamento. Ritengo che per l’utilità del confronto e anche del pieno coinvolgimento del Consiglio sia decisamente meglio che una verifica del lavoro possa essere fatta con un primo step all’interno della discussione sul Bilancio per il 2007 e poi all’inizio dell’anno nuovo con una seduta dedicata specificatamente al centro storico, sulla base dell’impegno preso di avere una verifica annuale del programma presentato”.
Nel corso del dibattito Sergio Celloni (Udc) ha dichiarato: “Fin dall’inizio, da quando mi sono insediato in Consiglio, ho fatto attenzione alle politiche di centro storico. Non vedo questo quadro così idilliaco. Io feci anche un questionario tra 250 negozianti che criticavano un’amministrazione che non fa, perché non c’è la capacità di capire i problemi. Manca il marketing cittadino che può portare supporto a queste realtà. Io anticipo che metterò anche al centro del mio interesse il tema del discorso dei banchetti ambulanti, a proposito di rilancio del centro storico e della sua identità, un centro con ambulanti presenti in molti punti, con un degrado del centro storico. Bisogna capire le reali esigenze dei commercianti. Parliamo di molte realtà, ma quelle dei commercianti devono essere importanti ora, non nel futuro, non può aspettare i cambiamenti dei prossimi anni. Quindi io sono fortemente critico verso questa amministrazione. Il commercio in centro non va”.
Giovanna Lolli (Ds) ha ricordato “la complessità del centro storico, vissuta nella quotidianità. Non possiamo permetterci di non considerare che le voci autorevoli delle associazioni possono esprimere occasioni di riflessione. Alcuni titoli di agenda istituzionali sono presenti all’amministrazione, penso ad esempio al Mercato di via Albinelli, al progetto del Moi, al progetto di riqualificazione che interessa una parte del centro. Non si possono sottovalutare problemi come quello degli immobili e dei costi di gestione e degli affitti, rispetto ai quali abbiamo spesso le mani legate. Come cittadini dobbiamo sapere che dove ci sono immobili da trasformare, ci sono opportunità che portano ad altri tipi di scelte. Non si possono non creare spunti di riflessione, ma in una logica più complessiva. Penso infine che una verifica annuale sui risultati degli interventi in Centro storico sia un fatto positivo”.
Dante Mazzi (Forza Italia) ha aggiunto che “tutti concordano sul fatto che il centro debba essere rianimato, ma i fatti non ci sono concretamente. A maggio c’è stato un dibattito sulle linee guida per il centro, che vanno nella direzione di un suo rilancio. Però poi alla chetichella l’istituto Sigonio viene sfrattato da una zona che si vuole ripopolare. Questo non è coerente con le parole, i fatti vanno nel senso opposto. Dov’è la famosa concertazione? L’amministrazione ha voluto così, punto e basta”.
In fase di replica Paolo Ballestrazzi ha sottolineato di essere perplesso rispetto all’intervento di Giovanna Lolli, da cui emerge la “tendenza perversa di voler ricondurre il tema del centro a quello della riqualificazione degli immobili. Nessuno ha la bacchetta magica, ma le critiche non vengono dall’opposizione, ma dalle associazioni di categoria, tra cui quelle schierate politicamente dalla vostra parte, che criticano le politiche di questi ultimi sei anni. A meno che – ha aggiunto – anche nel corso delle associazioni ci possano essere voci stonate, ma bisogna avere l’onesta di dire chi sono, perché ci sono associazioni che ricevono fior di contributi da questa amministrazione. Le associazioni non fanno una critica generale, al contrario, individuano cinque punti e indicano anche tre assessori, cioè Monticelli, Lugli e Prampolini. Le associazioni criticano questi assessori. Per concludere, pur salutando con favore la riapertura del Bar Molinari, non può di punto in bianco risollevare le sorti del commercio in centro storico. Ci siamo riempiti la bocca con la vicenda del mercato di via Albinelli, ma ci abbiamo messo undici anni, è una vicenda vergognosa per questa città. Stiamo con i piedi piantati a terra e vediamo di non liquidare le esigenze di una parte consistente di questa città come se le preoccupazioni fossero dettate da esigenze di tipo politico”.
Guerzoni, intervenendo in chiusura, ha sottolineato che “da più parti si è valutato utile avere un momento di verifica. E’ compito nostro tenere aperto un confronto con la città e le associazioni. Su un punto sollevato dalla nota della Confesercenti, la discussione sta approdando ad un punto di convergenza. Siamo ad una seconda fase delle politiche: dopo la forzatura per aprire e rivitalizzare si è sviluppata, oggi – mantenendo questo obiettivo – si deve lavorare anche per selezionare e qualificare, montando su un treno che sta correndo positivamente. Abbiamo inaugurato altri punti nel centro, di qualità. Dopo la Pomposa si sta lavorando su Saragozza, con gli strumenti concessi dalla legislazione. Rispetto alle discussione di primavera, oggi siamo alle proposte progettuali per la Manifattura Tabacchi, quindi ad uno step successivo. In altre parole, bisogna uscire dalla logica di chiedersi se il centro stia morendo o meno, ma focalizzarci sugli interventi che sono in corso per una riqualificazione e un rilancio che è in atto”.
L’assessore al Centro storico Roberto Guerzoni ha risposto così ad un’interrogazione – poi trasformata in interpellanza - con cui Paolo Ballestrazzi (Modena a Colori) ricordava il recente documento di Lapam-Federimpresa “sui problemi del Centro storico a soli pochi mesi dal voto di uno specifico progetto”, chiedendo se l’amministrazione fosse a conoscenza dell’iniziativa della Lapam e se ravvisasse “elementi di condivisione” con il documento stesso, ma anche se “oltre al documento citato e alla nota diffusa da Confesercenti in luglio, altre associazioni di categoria hanno reso noto all’assessore competente o alle giunta elementi di divergenza rispetto al progetto dell’Amministrazione”. Infine, Ballestrazzi chiedeva se l’Amministrazione, “a fronte di tali gravi e particolari rilievi, non ritenga opportuno riscrivere tale oggetto all’ordine del giorno del primo consiglio comunale, eventualmente con la partecipazione delle associazioni sociali ed economiche”.
Illustrando l’interrogazione, Ballestrazzi ha dichiarato che i documenti in questione sollevavano il tema di una serie di problemi per il Centro storico: “I problemi del centro sono seri, altrimenti non si capisce perché istituire un assessorato specifico. Le politiche, però, secondo questi documenti appaiono contraddittorie. L’attuale segretario provinciale dei Ds, quando era assessore al Centro storico, a maggio aveva licenziato un documento specifico sulle politiche del centro storico. Ad agosto ecco le cannonate nei confronti dell’amministrazione a cui si imputa che su questi problemi manca la capacità di dire esattamente che cosa si vuole fare. I temi sono noti: commercio, le attività, la residenza, la mobilità, i parcheggi, le risorse. Su queste cinque cose le associazioni di categoria scrivono che è tutto sbagliato, tutto da rifare e aggiungono che siamo in mancanza di una prospettiva al punto tale che preferiremmo avere un progetto serio non condivisibile, piuttosto che la solita litania che il centro è un problema complesso, le solite parole che servono a mascherare il nulla”.
Dopo aver chiarito che le sollecitazioni della Confesercenti sul piano per i pubblici esercizi troveranno risposta in Consiglio, Guerzoni è entrato nel merito dei contenuti del documento della Lapam, che “pone invece interrogativi generali sulle politiche per il Cento storico. A me pare che questi interrogativi abbiano trovato largamente risposte nell’ultima occasione di discussione del Consiglio quando l’assessore Bonaccini, prima di passare al nuovo incarico, portò all’attenzione del Consiglio una dettagliata e ampia relazione. In quel documento non vi era solo un bilancio dell’azione svolta e una valutazione positiva dei risultati che emergevano dai principali indicatori (aumento della residenza, saldo positivo dal 2001 tra aperture e cessioni degli esercizi, apertura nuovi locali pubblici tra i quali il bar Molinari, avvio del piano di recupero dei grandi contenitori e delle aree di intervento tra i quali l’area di Sant’Agostino, 100 milioni di investimenti, nuove manifestazioni, aumento dei turisti), ma si indicavano i principali interventi per i prossimi anni, in particolare sulle scelte della Giunta per la seconda parte della consigliatura. Mi verrebbe da dire – ha proseguito Guerzoni - che per l’amministrazione gran parte delle domande che vengono rivolte in quel documento possono essere considerate nella categoria delle domande retoriche, in quanto non possiamo che considerare il centro storico il cuore della città, che i musei vanno valorizzati al massimo nel tessuto edilizio va innestata nuova tecnologia, che ci vogliono sia i parcheggi che il potenziamento del trasporto pubblico”. Secondo l’assessore al centro storico “il punto non è questo, poiché all’Amministrazione non può bastare ribadire questi impegni, ma deve perseguirli con coerenza e attuarli. E’ sulla coerenza fra indirizzi e politiche concrete che si esercita la responsabilità politica a cui non ci si può sottrarre. E io non voglio certo sottrarmi. E’ per questo che non ritengo utile a distanza solo di alcuni mesi, tra l’altro con l’estate in mezzo, venire in Consiglio per ribadire ciò che è stato già detto con qualche aggiornamento. Ritengo che per l’utilità del confronto e anche del pieno coinvolgimento del Consiglio sia decisamente meglio che una verifica del lavoro possa essere fatta con un primo step all’interno della discussione sul Bilancio per il 2007 e poi all’inizio dell’anno nuovo con una seduta dedicata specificatamente al centro storico, sulla base dell’impegno preso di avere una verifica annuale del programma presentato”.
Nel corso del dibattito Sergio Celloni (Udc) ha dichiarato: “Fin dall’inizio, da quando mi sono insediato in Consiglio, ho fatto attenzione alle politiche di centro storico. Non vedo questo quadro così idilliaco. Io feci anche un questionario tra 250 negozianti che criticavano un’amministrazione che non fa, perché non c’è la capacità di capire i problemi. Manca il marketing cittadino che può portare supporto a queste realtà. Io anticipo che metterò anche al centro del mio interesse il tema del discorso dei banchetti ambulanti, a proposito di rilancio del centro storico e della sua identità, un centro con ambulanti presenti in molti punti, con un degrado del centro storico. Bisogna capire le reali esigenze dei commercianti. Parliamo di molte realtà, ma quelle dei commercianti devono essere importanti ora, non nel futuro, non può aspettare i cambiamenti dei prossimi anni. Quindi io sono fortemente critico verso questa amministrazione. Il commercio in centro non va”.
Giovanna Lolli (Ds) ha ricordato “la complessità del centro storico, vissuta nella quotidianità. Non possiamo permetterci di non considerare che le voci autorevoli delle associazioni possono esprimere occasioni di riflessione. Alcuni titoli di agenda istituzionali sono presenti all’amministrazione, penso ad esempio al Mercato di via Albinelli, al progetto del Moi, al progetto di riqualificazione che interessa una parte del centro. Non si possono sottovalutare problemi come quello degli immobili e dei costi di gestione e degli affitti, rispetto ai quali abbiamo spesso le mani legate. Come cittadini dobbiamo sapere che dove ci sono immobili da trasformare, ci sono opportunità che portano ad altri tipi di scelte. Non si possono non creare spunti di riflessione, ma in una logica più complessiva. Penso infine che una verifica annuale sui risultati degli interventi in Centro storico sia un fatto positivo”.
Dante Mazzi (Forza Italia) ha aggiunto che “tutti concordano sul fatto che il centro debba essere rianimato, ma i fatti non ci sono concretamente. A maggio c’è stato un dibattito sulle linee guida per il centro, che vanno nella direzione di un suo rilancio. Però poi alla chetichella l’istituto Sigonio viene sfrattato da una zona che si vuole ripopolare. Questo non è coerente con le parole, i fatti vanno nel senso opposto. Dov’è la famosa concertazione? L’amministrazione ha voluto così, punto e basta”.
In fase di replica Paolo Ballestrazzi ha sottolineato di essere perplesso rispetto all’intervento di Giovanna Lolli, da cui emerge la “tendenza perversa di voler ricondurre il tema del centro a quello della riqualificazione degli immobili. Nessuno ha la bacchetta magica, ma le critiche non vengono dall’opposizione, ma dalle associazioni di categoria, tra cui quelle schierate politicamente dalla vostra parte, che criticano le politiche di questi ultimi sei anni. A meno che – ha aggiunto – anche nel corso delle associazioni ci possano essere voci stonate, ma bisogna avere l’onesta di dire chi sono, perché ci sono associazioni che ricevono fior di contributi da questa amministrazione. Le associazioni non fanno una critica generale, al contrario, individuano cinque punti e indicano anche tre assessori, cioè Monticelli, Lugli e Prampolini. Le associazioni criticano questi assessori. Per concludere, pur salutando con favore la riapertura del Bar Molinari, non può di punto in bianco risollevare le sorti del commercio in centro storico. Ci siamo riempiti la bocca con la vicenda del mercato di via Albinelli, ma ci abbiamo messo undici anni, è una vicenda vergognosa per questa città. Stiamo con i piedi piantati a terra e vediamo di non liquidare le esigenze di una parte consistente di questa città come se le preoccupazioni fossero dettate da esigenze di tipo politico”.
Guerzoni, intervenendo in chiusura, ha sottolineato che “da più parti si è valutato utile avere un momento di verifica. E’ compito nostro tenere aperto un confronto con la città e le associazioni. Su un punto sollevato dalla nota della Confesercenti, la discussione sta approdando ad un punto di convergenza. Siamo ad una seconda fase delle politiche: dopo la forzatura per aprire e rivitalizzare si è sviluppata, oggi – mantenendo questo obiettivo – si deve lavorare anche per selezionare e qualificare, montando su un treno che sta correndo positivamente. Abbiamo inaugurato altri punti nel centro, di qualità. Dopo la Pomposa si sta lavorando su Saragozza, con gli strumenti concessi dalla legislazione. Rispetto alle discussione di primavera, oggi siamo alle proposte progettuali per la Manifattura Tabacchi, quindi ad uno step successivo. In altre parole, bisogna uscire dalla logica di chiedersi se il centro stia morendo o meno, ma focalizzarci sugli interventi che sono in corso per una riqualificazione e un rilancio che è in atto”.
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