Gli interventi dei consiglieri sulla delibera presentata da Simona Arletti
La delibera delle politiche cimiteriali presentata nei giorni scorsi in Consiglio comunale dall’assessore al decentramento Simona Arletti, ha visto maggioranza e opposizione divise in particolare sul ruolo del cimitero di Aldo Rossi e sui cimiteri del forese. In particolare, la maggioranza ha sostenuto il progetto di concludere i lavori di completamento dell’opera dell’architetto Rossi, mentre l’opposizione ha sottolineato che i modenesi non hanno mai veramente apprezzato quel cimitero, preferendo quelli del forese, verso i quali sono aumentate le domande di sepoltura negli ultimi anni proprio in alternativa a quello di Aldo Rossi.
Simona Arletti, illustrando la delibera – approvata con il voto favorevole della maggioranza e del Gruppo Indipendente e voto contrario dell’opposizione - ha sottolineato che “la proposta al consiglio delle linee di indirizzo sulle politiche cimiteriali non vuole solamente dare seguito alle richieste contenute nella legge regionale 19/2004 ‘Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria’, ma dare impulso a un piano coordinato di interventi di medio e lungo termine che mirino a valorizzare il cimitero di San Cataldo come cimitero cittadino e i cimiteri frazionali come punto di riferimento essenziale dell’identità delle comunità frazionali. All’ interno di San Cataldo, inoltre, è in corso di costruzione una "sala del commiato" per l’ultimo saluto anche laico ai defunti. E’ stata anche predisposta un'area per la dispersione delle ceneri da cremazione e si propone che nel prossimo anno sia avviato il percorso per la realizzazione di un forno crematorio che dia un servizio adeguato ai cittadini sempre più numerosi che scelgono questa pratica”. L’assessore, infine, ha sottolineato che “la delibera propone in maniera graduale di introdurre nuovi criteri di assegnazione delle sepolture. Tali criteri dovranno favorire maggiormente chi abita in prossimità del cimitero, chi ha congiunti stretti già sepolti nello stesso e chi ha handicap certificati”.
Il dibattito si è quindi aperto con l’intervento di Ercole Toni (Ds), che ha sottolineato come “negli ultimi tempi molti residenti del nostro comune esprimono il desiderio di una sepoltura in un cimitero frazionale di loro gradimento. Questo fa sì che mentre nel cimitero di San Cataldo o del Costa non ci siano problemi di spazio o di posti, nei cimiteri frazionali si tende all’esaurimento della disponibilità nonostante i vari ampliamenti degli ultimi anni, precludendo così la possibilità ai residenti della zona di essere sepolti nel loro cimitero frazionale”. Secondo Toni “i nostri sforzi devono concentrarsi sul rendere più gradito ai modenesi il cimitero di San Cataldo”. Il consigliere, inoltre, ha citato i vari interventi sul cimitero Costa e sul Cimitero ebraico, invitando quindi a stanziare un contributo alle famiglie in stato di necessità che fanno richiesta di cremazione dei loro defunti. Infine. Toni si è dichiarato soddisfatto dell’apertura del cosiddetto “portale dei partigiani”.
Secondo Achille Caropreso (Gruppo indipendente) “i cimiteri sono a ridosso delle città, non c’è più spazio e questo comporta che l’esigenza della cremazione sia quasi ineludibile. L’incentivo alla cremazione va divulgato, perché non so se i cittadini conoscano questa possibilità. Condivido – ha concluso - le riserve sui cimiteri del forese”.
Adolfo Morandi (Forza Italia) ha dichiarato di apprezzare il Cimitero monumentale, “costruito sulla base della nostra cultura, intendendo il cimitero come luogo accogliente con vialetti e alberi”, sottolineando che invece il cimitero di Aldo Rossi “non è un cimitero come intendiamo noi, è un grande condominio, una sorta di capannone, un magazzino di loculi impilati l’uno sopra l’altro. E’ un luogo orrido ed è per questo che i modenesi si sono allontanati e chiedono i cimiteri frazionali. Voi oggi dite che i modenesi si devono seppellire al cimitero di Aldo Rossi, ma togliete loro il diritto ultimo. Avrò pure il diritto di essere sepolto dove voglio, intorno ai cimiteri del forese c’è spazio a iosa per ampliarli”.
Per Baldo Flori (Modena a Colori) “il cimitero di Aldo Rossi non piace perché non ha anima. Non basta invocare grande un nome per cogliere valori di riferimento di un comune. Quindi vanno garantite alternative partendo dai bisogni di diritto naturale, rovesciando il problema, partendo dalla domanda e programmare l’offerta. Dico quindi no a divieti e limitazioni e si al rispetto delle scelte, ampliando i cimiteri del forese. Sono anche d’accordo sulla politica di incentivi a certe forme di sepoltura. Se non possiamo scegliere le aree dove abitare, almeno dobbiamo poter scegliere il posto in cui essere sepolti”.
Danilo Bassoli (Ds) ha sottolineato che “noi abbiamo una situazione felicemente anomala, con 18 cimiteri, quando di solito le città medie scelgono un solo cimitero. A Modena c’è un’anomalia positiva, che partiva dal presupposto di raddoppiare San Cataldo e lavorare sugli altri, una scelta giusta che poi non ha avuto seguito. Il nucleo della delibera di oggi è che finalmente si decide di completare e valorizzare il cimitero di Aldo Rossi. La scelta di dove essere sepolti di per sé non è un diritto, nemmeno nel passato, ci sono criteri precisi che lo stabiliscono. Si tratta quindi si agire con equilibrio e razionalità, si riavvia un percorso di completamento del cimitero urbano”.
Secondo Antonio Maienza (Udeur) l”assessore ha saputo cogliere la domanda dei modenesi che, oltre al completamento del cimitero di Aldo Rossi, vogliono anche la regolamentazione della sepoltura nei cimiteri del forese. Io – ha aggiunto - non credo che il cimitero debba avere un’anima, ma deve essere a misura dell’uomo che rispetta i propri cari, quindi bisogna offrire un’idea flessibile della sepoltura in base alla domanda che ci viene posta”.
Anche per Mauro Manfredini (Lega Nord) “l’opera di Rossi ha avuto successo, ma i cittadini non l’hanno apprezzata e per questo motivo c’è la richiesta di essere sepolti nei cimiteri del forese. E’una richiesta legittima che deve essere rispettata senza se e senza ma. Secondo noi è sbagliato il completamento del progetto di Rossi, è un progetto che nasce male e continua male, anche perché da sempre le amministrazioni non hanno tenuto in seria considerazione quel luogo, dai marciapiedi all’erba”.
Per Ivo Esposito (Forza Italia) “la morte deve essere valorizzata nella sua complessità, non è un attimo marginale. Il momento del passaggio è fondamentale e si deve valorizzare e nessuna motivazione di ordine urbanistico o igienico può influire su questo momento. Si discriminano la nostra tradizione e la nostra identità culturale, non ci sono motivazioni che tengano. Il mio giudizio è negativo quando si cerca di limitare le scelta di chi resta perché in questo modo si perde il valore della propria identità”.
Giuseppe Campana (Ds) ha sottolineato che “da anni la chiesa cattolica acconsente alla cremazione, purché avvenga in un contesto di rispetto della salma. Vorrei poi in questa sede ricordare che sei anni fa con Leonarda Leonardi presentai un’istanza dicendo che c’era la necessità della sala del commiato, ora in fase avanzata. Avrei preferito che nell’ordine fosse segnalata innanzitutto la sensibilità laica e poi le diverse culture, se non altro per lo spirito della Costituzione”. Anche per Campana è necessario “tenere aperta anche l’opzione dei cimiteri del forese”.
Enrico Artioli (Margherita) ha evidenziato “l’aspetto positivo di Modena di non aver accentrato in un'unica struttura le sepolture, ma contemporaneamente c’è il paradosso di un cimitero capolavoro come quello di Rossi che non è apprezzato dai cittadini. E’ una situazione da gestire e le proposte avanzate sono proposte accettabili e di buon senso per dare ordine, da graduare e da accompagnare per gestire le politiche cimiteriali nel loro complesso. Bisogna rilanciare il cimitero per renderlo più intimo. Questa è la sfida vera”
In fase di replica Simona Arletti ha ribadito che “questa delibera non limita la libertà di scelta. Attualmente i parenti debbono scegliere nell’ambito delle risorse disponibili, quindi non è situazione diversa da quella che si prospetterà, se non per il margine di riserva che daremo ai residenti delle frazioni per incentivare il tema dell’identità frazionale. Sulle prospettive, ci si poteva limitare ad allargare in base alle risorse, ma è una non scelta. Invece si programma e si governano i processi, orientando la domanda in rapporto all’offerta. Allargare a dismisura i frazionali sfocerebbe in uno snaturamento di quella dimensione ‘piccola ma bella’ che viene apprezzata. Accolgo infine le sollecitazioni sul forno crematorio”.
In fase di dichiarazione di voto Achille Caropreso si è detto perplesso sull’eventualità di “installare telecamere per motivi di sicurezza, perché il cimitero è luogo di culto. La struttura della delibera è valida. Il cimitero di Aldo Rossi non piace, ma va portato a compimento e reso più appetibile ai cittadini. Per questo voterò a favore”. Baldo Flori ha invece ribadito di non condividere l’idea che “il cimitero serva soli ai vivi, non vedo perché io da vivo non possa disporre del luogo in cui sarò sepolto da morto. Voto contrario. Avremmo gradito che la delibera avesse stabilito che si finisse il cimitero di Rossi e contemporaneamente si garantisse il diritto di scelta di chi vuole andare nel forese. Le aree si possono ampliare se c’è la domanda e se questo va incontro alla sensibilità delle persone”.
Olga Vecchi (Forza Italia) ha sottolineato di “amare la libertà di scegliere e anche di morire. Non auguro a nessuno di trovarsi a dover fare scelte in un momento di tragedia. Questa libertà, proprio in quel momento, deve esserci, perché tante altre cose toccano nella tragedia. Un cimitero come quello di Aldo Rossi è un anomalo condominio che non ha nulla che permetta di fare il colloquio con i tuoi cari. E’ di un grande architetto, ma non vuol dire niente, non aveva deciso di metterci qualcuno dei suoi. Perché insistere su questo e non si allargano quelli della periferia? Ce ne sono tanti, abbiamo tanti spazi. Lasciamo che la gente vada dove vuole almeno dopo la vita. Io sono contraria a questo obbligo”.
Simona Arletti, illustrando la delibera – approvata con il voto favorevole della maggioranza e del Gruppo Indipendente e voto contrario dell’opposizione - ha sottolineato che “la proposta al consiglio delle linee di indirizzo sulle politiche cimiteriali non vuole solamente dare seguito alle richieste contenute nella legge regionale 19/2004 ‘Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria’, ma dare impulso a un piano coordinato di interventi di medio e lungo termine che mirino a valorizzare il cimitero di San Cataldo come cimitero cittadino e i cimiteri frazionali come punto di riferimento essenziale dell’identità delle comunità frazionali. All’ interno di San Cataldo, inoltre, è in corso di costruzione una "sala del commiato" per l’ultimo saluto anche laico ai defunti. E’ stata anche predisposta un'area per la dispersione delle ceneri da cremazione e si propone che nel prossimo anno sia avviato il percorso per la realizzazione di un forno crematorio che dia un servizio adeguato ai cittadini sempre più numerosi che scelgono questa pratica”. L’assessore, infine, ha sottolineato che “la delibera propone in maniera graduale di introdurre nuovi criteri di assegnazione delle sepolture. Tali criteri dovranno favorire maggiormente chi abita in prossimità del cimitero, chi ha congiunti stretti già sepolti nello stesso e chi ha handicap certificati”.
Il dibattito si è quindi aperto con l’intervento di Ercole Toni (Ds), che ha sottolineato come “negli ultimi tempi molti residenti del nostro comune esprimono il desiderio di una sepoltura in un cimitero frazionale di loro gradimento. Questo fa sì che mentre nel cimitero di San Cataldo o del Costa non ci siano problemi di spazio o di posti, nei cimiteri frazionali si tende all’esaurimento della disponibilità nonostante i vari ampliamenti degli ultimi anni, precludendo così la possibilità ai residenti della zona di essere sepolti nel loro cimitero frazionale”. Secondo Toni “i nostri sforzi devono concentrarsi sul rendere più gradito ai modenesi il cimitero di San Cataldo”. Il consigliere, inoltre, ha citato i vari interventi sul cimitero Costa e sul Cimitero ebraico, invitando quindi a stanziare un contributo alle famiglie in stato di necessità che fanno richiesta di cremazione dei loro defunti. Infine. Toni si è dichiarato soddisfatto dell’apertura del cosiddetto “portale dei partigiani”.
Secondo Achille Caropreso (Gruppo indipendente) “i cimiteri sono a ridosso delle città, non c’è più spazio e questo comporta che l’esigenza della cremazione sia quasi ineludibile. L’incentivo alla cremazione va divulgato, perché non so se i cittadini conoscano questa possibilità. Condivido – ha concluso - le riserve sui cimiteri del forese”.
Adolfo Morandi (Forza Italia) ha dichiarato di apprezzare il Cimitero monumentale, “costruito sulla base della nostra cultura, intendendo il cimitero come luogo accogliente con vialetti e alberi”, sottolineando che invece il cimitero di Aldo Rossi “non è un cimitero come intendiamo noi, è un grande condominio, una sorta di capannone, un magazzino di loculi impilati l’uno sopra l’altro. E’ un luogo orrido ed è per questo che i modenesi si sono allontanati e chiedono i cimiteri frazionali. Voi oggi dite che i modenesi si devono seppellire al cimitero di Aldo Rossi, ma togliete loro il diritto ultimo. Avrò pure il diritto di essere sepolto dove voglio, intorno ai cimiteri del forese c’è spazio a iosa per ampliarli”.
Per Baldo Flori (Modena a Colori) “il cimitero di Aldo Rossi non piace perché non ha anima. Non basta invocare grande un nome per cogliere valori di riferimento di un comune. Quindi vanno garantite alternative partendo dai bisogni di diritto naturale, rovesciando il problema, partendo dalla domanda e programmare l’offerta. Dico quindi no a divieti e limitazioni e si al rispetto delle scelte, ampliando i cimiteri del forese. Sono anche d’accordo sulla politica di incentivi a certe forme di sepoltura. Se non possiamo scegliere le aree dove abitare, almeno dobbiamo poter scegliere il posto in cui essere sepolti”.
Danilo Bassoli (Ds) ha sottolineato che “noi abbiamo una situazione felicemente anomala, con 18 cimiteri, quando di solito le città medie scelgono un solo cimitero. A Modena c’è un’anomalia positiva, che partiva dal presupposto di raddoppiare San Cataldo e lavorare sugli altri, una scelta giusta che poi non ha avuto seguito. Il nucleo della delibera di oggi è che finalmente si decide di completare e valorizzare il cimitero di Aldo Rossi. La scelta di dove essere sepolti di per sé non è un diritto, nemmeno nel passato, ci sono criteri precisi che lo stabiliscono. Si tratta quindi si agire con equilibrio e razionalità, si riavvia un percorso di completamento del cimitero urbano”.
Secondo Antonio Maienza (Udeur) l”assessore ha saputo cogliere la domanda dei modenesi che, oltre al completamento del cimitero di Aldo Rossi, vogliono anche la regolamentazione della sepoltura nei cimiteri del forese. Io – ha aggiunto - non credo che il cimitero debba avere un’anima, ma deve essere a misura dell’uomo che rispetta i propri cari, quindi bisogna offrire un’idea flessibile della sepoltura in base alla domanda che ci viene posta”.
Anche per Mauro Manfredini (Lega Nord) “l’opera di Rossi ha avuto successo, ma i cittadini non l’hanno apprezzata e per questo motivo c’è la richiesta di essere sepolti nei cimiteri del forese. E’una richiesta legittima che deve essere rispettata senza se e senza ma. Secondo noi è sbagliato il completamento del progetto di Rossi, è un progetto che nasce male e continua male, anche perché da sempre le amministrazioni non hanno tenuto in seria considerazione quel luogo, dai marciapiedi all’erba”.
Per Ivo Esposito (Forza Italia) “la morte deve essere valorizzata nella sua complessità, non è un attimo marginale. Il momento del passaggio è fondamentale e si deve valorizzare e nessuna motivazione di ordine urbanistico o igienico può influire su questo momento. Si discriminano la nostra tradizione e la nostra identità culturale, non ci sono motivazioni che tengano. Il mio giudizio è negativo quando si cerca di limitare le scelta di chi resta perché in questo modo si perde il valore della propria identità”.
Giuseppe Campana (Ds) ha sottolineato che “da anni la chiesa cattolica acconsente alla cremazione, purché avvenga in un contesto di rispetto della salma. Vorrei poi in questa sede ricordare che sei anni fa con Leonarda Leonardi presentai un’istanza dicendo che c’era la necessità della sala del commiato, ora in fase avanzata. Avrei preferito che nell’ordine fosse segnalata innanzitutto la sensibilità laica e poi le diverse culture, se non altro per lo spirito della Costituzione”. Anche per Campana è necessario “tenere aperta anche l’opzione dei cimiteri del forese”.
Enrico Artioli (Margherita) ha evidenziato “l’aspetto positivo di Modena di non aver accentrato in un'unica struttura le sepolture, ma contemporaneamente c’è il paradosso di un cimitero capolavoro come quello di Rossi che non è apprezzato dai cittadini. E’ una situazione da gestire e le proposte avanzate sono proposte accettabili e di buon senso per dare ordine, da graduare e da accompagnare per gestire le politiche cimiteriali nel loro complesso. Bisogna rilanciare il cimitero per renderlo più intimo. Questa è la sfida vera”
In fase di replica Simona Arletti ha ribadito che “questa delibera non limita la libertà di scelta. Attualmente i parenti debbono scegliere nell’ambito delle risorse disponibili, quindi non è situazione diversa da quella che si prospetterà, se non per il margine di riserva che daremo ai residenti delle frazioni per incentivare il tema dell’identità frazionale. Sulle prospettive, ci si poteva limitare ad allargare in base alle risorse, ma è una non scelta. Invece si programma e si governano i processi, orientando la domanda in rapporto all’offerta. Allargare a dismisura i frazionali sfocerebbe in uno snaturamento di quella dimensione ‘piccola ma bella’ che viene apprezzata. Accolgo infine le sollecitazioni sul forno crematorio”.
In fase di dichiarazione di voto Achille Caropreso si è detto perplesso sull’eventualità di “installare telecamere per motivi di sicurezza, perché il cimitero è luogo di culto. La struttura della delibera è valida. Il cimitero di Aldo Rossi non piace, ma va portato a compimento e reso più appetibile ai cittadini. Per questo voterò a favore”. Baldo Flori ha invece ribadito di non condividere l’idea che “il cimitero serva soli ai vivi, non vedo perché io da vivo non possa disporre del luogo in cui sarò sepolto da morto. Voto contrario. Avremmo gradito che la delibera avesse stabilito che si finisse il cimitero di Rossi e contemporaneamente si garantisse il diritto di scelta di chi vuole andare nel forese. Le aree si possono ampliare se c’è la domanda e se questo va incontro alla sensibilità delle persone”.
Olga Vecchi (Forza Italia) ha sottolineato di “amare la libertà di scegliere e anche di morire. Non auguro a nessuno di trovarsi a dover fare scelte in un momento di tragedia. Questa libertà, proprio in quel momento, deve esserci, perché tante altre cose toccano nella tragedia. Un cimitero come quello di Aldo Rossi è un anomalo condominio che non ha nulla che permetta di fare il colloquio con i tuoi cari. E’ di un grande architetto, ma non vuol dire niente, non aveva deciso di metterci qualcuno dei suoi. Perché insistere su questo e non si allargano quelli della periferia? Ce ne sono tanti, abbiamo tanti spazi. Lasciamo che la gente vada dove vuole almeno dopo la vita. Io sono contraria a questo obbligo”.
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