In discussione i documenti presentati da Margherita, Forza Italia e Gruppo Indipendente
La presenza del presepe nelle scuole, intesa come espressione del sentimento religioso dei credenti cristiani, ma anche come simbolo di valori universali, è stata al centro di una lunga discussione nel corso del Consiglio comunale. Il dibattito si è sviluppato a partire da tre differenti documenti presentati da Forza Italia, Margherita e dal Gruppo Indipendente e ha dato l’occasione di allargare la discussione anche a temi come quello della convivenza con altre culture e del ruolo della scuola, arrivando alla fine a tre votazioni distinte con cui si sono approvate la mozione della Margherita e l’Ordine del Giorno del Gruppo Indipendente, respingendo invece la mozione di Forza Italia.
Ad aprire il dibattito è stato Andrea Leoni (Forza Italia), che ha sottolineato come “l’Europa versi in una grave crisi culturale, che indebolisce la sua identità, mette in discussione le sue radici morali e spirituali di matrice giudaico-cristiana e contestualmente l’universalità dei valori e dei principi da cui trae origine la sua civiltà”, evidenziando poi il “devastante ed autolesionistico indebolimento della identità comune europea”, causato – secondo il consigliere di Forza Italia “da correnti ideologiche e culturali come il relativismo ed il nichilismo”. Leoni ha aggiunto che “che la vera e grande novità nel panorama della cultura politica italiana ci viene dal centro-destra dove si è aperta una profonda discussione ed un proficuo confronto sulla riaffermazione e sul rilancio delle radici storiche e culturali, comuni a laici e credenti, della nostra tradizione”, inserendo il presepe tra gli aspetti peculiari “di questo movimento culturale e politico”. Per Leoni, infatti, il Presepio “oltre ad essere una espressione religiosa profondamente radicata nella popolazione e densa di significati, rappresenta anche il simbolo di valori universali, e per questo riconducibili anche alla sfera laica, che sono peculiari della nostra civiltà e sui quali siamo chiamati quotidianamente a riflettere ed a riferirci, come la famiglia nella sua unità, il ruolo fondamentale della donna, l’accettazione gioiosa della maternità, la valorizzazione degli individui anche i più poveri ed umili, la natura come valore da tutelare, il cambiamento di ottica sull’uomo che dal cristianesimo viene valorizzato pienamente in quanto tale, senza alcuna discriminazione”. Puntando al “superamento del relativismo culturale e del multiculturalismo esasperato” e considerato che “gran parte del centro-sinistra italiano si attarda in una visione conformista, superficiale e ideologizzata di questi temi dirimenti per la tenuta della nostra civiltà”, Leoni auspicava che nei programmi scolastici “venga dato l’opportuno rilievo alle matrici culturali ed ideali della civiltà occidentale” e che “il Presepio, come altre espressioni facenti parti della nostra tradizione fin dalle origini, sia presente nelle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e sia motivo di riflessione sui valori della vita”.
E’ stata poi la volta di Enrico Artioli (Margherita) che, presentando la propria mozione, ha auspicato che “il presepe, come altre espressioni facenti parte della nostra tradizione, possa costituire un motivo di riflessione sui temi e sui valori dell’esistenza umana”. Secondo Artioli “il futuro della nostra società sarà sempre più improntato al rapporto, franco e costruttivo, con altre culture e tradizioni” e “il tratto tipico e caratterizzante dell’attuale cultura europea è considerare la diversità come valore e non come occasione di scontro”. In questo contesto, secondo Artioli, “nel pieno rispetto dell’autonomia e della libertà di insegnamento, la scuola, quale luogo di costruzione e trasmissione di sapere, di formazione delle giovani generazioni, nonché di incontro tra culture diverse rappresenta l’istituzione più idonea a rendere concreti e praticabili i principi enunciati al fine di realizzare una società socialmente più coesa e ricca”. Per questo motivo, Artioli ha auspicato che “nella formazione delle giovani generazioni si continui a dare adeguato rilievo alle matrici culturali della nostra civiltà ed ai valori che ne informano la storia, con un approccio critico che consenta un confronto aperto e schietto con altre civiltà, affinché lo scenario di una società complessa e pluralista si fondi sempre più sul reciproco ascolto e dialogo”.
Il consigliere della Margherita, inoltre, ha sottolineato che “i presupposti che hanno ispirato la mozione prendono le mosse dalla considerazione che il futuro della nostra società dovrà sempre più fare i conti con un contesto di globalizzazione e quindi dovrà attrezzarsi per gestire al meglio il rapporto con altre culture, il confronto con altre civiltà, l’incontro con altri stili di vita. In tale incontro e confronto, che si auspica non degeneri in scontro, occorre trovare un approccio che consenta di vagliare criticamente le diverse proposte e sappia fare delle differenze un elemento di ricchezza per tutti. Perché tale rapporto sia costruttivo e proficuo – ha aggiunto Artioli - occorre evitare due errori opposti: da un lato la convinzione di una propria superiorità che pregiudica già in partenza gli esiti del confronto, dall’altro la rinuncia o l’occultamento delle proprie convinzioni, a partire da chiari presupposti identitari e sempre tuttavia con la convinzione che la verità non può essere posseduta, nel senso di ritenersene gli esclusivi proprietari, bensì può solo essere ricercata, in un continuo e faticoso sforzo, di confronto e di dialogo con gli altri”.
Illustrando l’ordine del giorno a propria firma, inoltre, Achille Caropreso (Gruppo Indipendente), ha evidenziato che “il presepe è una rappresentazione che deve coinvolgere tutti coloro che credono nel messaggio cristiano anche se cristiani non sono o credono di non esserlo”. Inoltre, ha formalmente richiesto al Sindaco di Modena che “in occasione dell’esposizione dei Presepi che avverrà il prossimo Natale presso la Chiesa comunale del Voto, siano invitate – se ciò già non avviene – le rappresentanze delle comunità non cristiane ospiti sul territorio modenese affinché, particolarmente i bambini di dette comunità, possano – nell’assoluto rispetto della propria identità. ammirare e contemplare il presepe quale momento di incontro tra tutti gli uomini di buona volontà”.
Dopo la presentazione dei documenti sono iniziati gli interventi dei consiglieri, a partire da Mauro Manfredini (Lega Nord), che ha sottolineato come sia “sbagliato mettere in dubbio la propria identità e dare spazio solo alle minoranze. Bisogna tramandare con tranquillità i nostri riti ai nostri figli”, a cui è seguito l’intervento di Giusepe Campana (Ds) che ha rilevato “un malinteso senso di pluralismo e di multiculturalità, che non si attua per sottrazione o per rinuncia. Bisogna partire dai solidi fondamenti costituzionali, dalla laicità delle istituzioni pubbliche, con il rispetto dei cittadini in quanto tali”. Michele Barcaiuolo (An) ha ricordato che “già due anni fa il Coniglio votò un documento che portava a sintesi due proposte analoghe, una firmata da noi e una a firma del consigliere Massamba dei Ds, ed era un documento che già andava nella direzione di continuare a coltivare le tradizioni di questo paese indipendentemente dall’aspetto metafisico e religioso dei simboli”. Adolfo Morandi (Forza Italia) ha sottolineato che “questi Ordini del Giorno nascono perché varie notizie all’epoca segnalavano situazioni di rinuncia nelle scuole alla tradizione di rappresentare il presepe, ai canti natalizi, praticamente proibiti. Rinunciamo alla nostra identità in nome della laicità? A me sembra ridicolo”, seguito da Achille Caropreso (Indipendente) che ha ribadito la volontà di “aprirsi e confrontarsi”.
Secondo Baldo Flori (Modena a Colori) “rispetto a quanto successo nelle scuole bisogna stare cauti, perché sono coperte da una riserva di autonomia. Quindi le decisioni non possono essere imposte dall’alto. Non si pensi però di costruire o difendere il multiculturalismo a partire dalla rinuncia. Si difende se c’è rispetto, confronto e tolleranza. Quindi non capisco che cosa ci sia nel mantenere la tradizione del presepe di offensivo verso le altre tradizioni”.
Il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha sottolineato che anche quest’anno si ripeterà l’iniziativa di esporre un presepe di rilevanza storico-artistica presso la Chiesa comunale del Voto, iniziativa che dovrebbe prevedere anche l’esposizione di altri presepi delle collezioni modenesi: “E’ un momento significativo perché ci sarà la presenza di un presepe come momento che richiama le festività natalizie e non c’è atteggiamento preclusivo, ma non lo è in un ordinamento indipendente tra Stato e Chiesa. E’ quindi significativo non tanto evidenziare le potenziali difficoltà, ma valorizzare gli elementi che sono segnale di una armonia, quella che ha voluto la nostra Costituzione”. Il sindaco, inoltre, ha ribadito che “in tutte le scuole comunali viene realizzato il presepe. L’interreligiosità ha sempre questo problema, cioè del principio di non contraddizione. O si fa scattare il principio di tolleranza o si rischia di non far tornare i conti. Siccome viviamo in stato laico e lamentiamo che in altri ordinamenti, sotto influssi di religioni diverse, questa idea di laicità fa più fatica di affermarsi, non è il caso di fare noi dei passi indietro. Il nostro sistema ha maturato rapporti tra religione e stato su reciproca autonomia. Non abbiamo perciò tentennamenti sul simbolo”.
Alberto Caldana (Margherita) ha sottolineato la propria perplessità sul fatto che “Barcaiuolo si chieda perchè non siamo d’accordo con loro visto che avevamo fatto certi ragionamenti in altri tempi. Leggendo il loro testo, colpisce che due punti centrali non sono sul presepe, ma sull’evidenziazione del ruolo del centro destra come ‘defensor fidei’ rispetto al centro sinistra che propaga il relativismo. Quindi il presepe sembra centrare poco. Noi rischiamo di passare del tempo a parlare di questioni presentate sempre dal centro destra in un modo assolutamente svilito, dentro logiche di contrapposizione. La società multiculturale non si costruisce tra identità forti e deboli, ma tra identità. Quindi se all’interno della scuola si pensa che la neutralità serva a costruire dialogo – ha proseguito Caldana - non si capisce tra che cosa si dialoghi”.
Secondo Eugenia Rossi (Ds) “tutti siamo d’accordo sulla presenza del presepe, che ha anche valenza culturale. E’ inaccettabile la condanna del relativismo, perché così si condanna tutta l’eredità culturale e filosofica. Il presepe può essere il presepe di tutti, dei laici, dei diseredati, di San Francesco. Il problema non è il presepe, ma cosa si intenda per cultura e come noi ci approciamo alla nostra cultura prima che a quelle degli altri”
E’ poi intervenuta Adriana Querzè, assessore alla Scuola del Comune di Modena, definendo “surreale” il dibattito in corso: “Siamo più vicini a Ferragosto che a Natale – ha detto – e poi la scuola ha altri problemi. A Natale, voglio ricordare, nelle scuole non c’è che abbondanza di presepi. L’anno scorso c’era un presepe nelle scuole e addirittura a volte due, è diffuso. Significa che ha ragione Caldana quando dice che qui si fa il gioco delle parti per chi difende di più l’identità. Dovremo invece fare un passo avanti, per capire di cosa si sta parlando. Le questioni sono due: una è il tema dell’autonomia, l’altra quella del Concordato. L’insegnamento della religione è regolamentata in base al Concordato per cui si decide se farla o meno. Molti italiani scelgono di non avvalersene. In senso stretto il presepe come simbolo religioso dovrebbe stare nelle due ore di religione, per chi le vuole. Ovviamente gli insegnanti non sono così rigidi da non capire quali altri valori universali stanno dentro questo simbolo fortemente connaturato nella nostra tradizione. Autonomia vuol dire che se gli insegnanti decidono di fare il presepe è tutto regolare, ma se qualche insegnate decide di non farlo va bene lo stesso. Questo significa autonomia. Autonomia – ha spiegato - è un tratto costituzionale. L’insegnante che non lo fa avrà ragioni che avrà anche condiviso con i genitori. Spezzo infine una lancia per chiedere di non sventolare delibere leggendarie che vieterebbero l’allestimento dei presepi perché queste non ci sono e, se anche ci fossero, gli insegnanti farebbero benissimo a non tenerne conto”.
Olga Vecchi (Forza Italia) ha aggiunto che “integrazione significa accettare, condividere, sopportare, ma non significa rinunciare. Nessuno deve rinunciare alle proprie abitudini e alla propria cultura. Ricordo però un fatto, che in una scuola al presepe era stata sostituita la fiaba di Pinocchio. Questo significa abdicare qualcosa a favore di qualcos’altro, Quindi questo non è il gioco delle parti da parte del centro destra. Ogni popolo, sia ospitante che ospite, deve mantenere la propria cultura”.
Anche Antonio Maienza (Udeur) è intervenuto, dichiarando di “aver firmato la mozione, ma mi sembra costruita per non urtare la suscettibilità altrui piuttosto che preservare i nostri valori. Io sono d’accordo con ciò che ho firmato, ma interiormente sento l’insopprimibile esigenza di sottolineare che il presepe è stato ideato da San Francesco d’Assisi che ha voluto rappresentare la famiglia”.
In fase di replica Enrico Artioli (Margherita) ha ribadito le posizioni espresse durante la presentazione della mozione, dichiarando inoltre di non riconoscersi nell’impostazione del documento di Forza Italia poiché “c’è un approccio difensivo perdente in partenza. Contestiamo anche le derive laiciste. L’errore politico sarebbe di perdere l’identità nel cercare di difenderla”.
In fase di dichiarazione di voto Giuseppe Campana (Ds) ha ricordato di aver per primo “respinto l’idea di un pluralismo per sottrazione. Sono stupito – ha detto in relazione all’intervento di Flori – nel sentire con toni aggressivi queste stesse cose. Noi – ha aggiunto - siamo portatori di più identità, non solo singolari”.
Andrea Leoni (Forza Italia) ha quindi concluso dichiarando che “il dibattito viziato da Caldana sulle rivendicazione di uno spazio in determinati posti politici è una battaglia che francamente non ci appartiene”.
Si è quindi passati alle votazioni, che hanno portato all’approvazione del documento della Margherita e del Gruppo Indipendente e a respingere quello di Forza Italia. Nel dettaglio, la mozione della Margherita ha ottenuto il voto favorevole di tutti i consiglieri ad esclusione di Baldo Flori (Modena a Colori), mentre quello di Forza Italia è stato respinto con il voto favorevole dell’opposizione e del Gruppo Indipendente, l’astensione di Modena a Colori e il voto contrario della maggioranza. Sul documento presentato dal gruppo Indipendente, il gruppo dei Ds ha lasciato alla libera scelta il voto dei propri consiglieri. L’esito della votazione ha quindi registrato voto favorevole da parte del Gruppo Indipendente e di parte della maggioranza. Si sono astenuti i Ds Andreana, Bassoli, Garagnani, Masini, Sgarbi e Rossi insieme con Leoni e Morandi di Forza Italia e Flori di Modena a Colori. Non hanno votato Cigni e Vetrugno dei Ds e hanno votato contro Campana (Ds) e Colombo (Prc).
Ad aprire il dibattito è stato Andrea Leoni (Forza Italia), che ha sottolineato come “l’Europa versi in una grave crisi culturale, che indebolisce la sua identità, mette in discussione le sue radici morali e spirituali di matrice giudaico-cristiana e contestualmente l’universalità dei valori e dei principi da cui trae origine la sua civiltà”, evidenziando poi il “devastante ed autolesionistico indebolimento della identità comune europea”, causato – secondo il consigliere di Forza Italia “da correnti ideologiche e culturali come il relativismo ed il nichilismo”. Leoni ha aggiunto che “che la vera e grande novità nel panorama della cultura politica italiana ci viene dal centro-destra dove si è aperta una profonda discussione ed un proficuo confronto sulla riaffermazione e sul rilancio delle radici storiche e culturali, comuni a laici e credenti, della nostra tradizione”, inserendo il presepe tra gli aspetti peculiari “di questo movimento culturale e politico”. Per Leoni, infatti, il Presepio “oltre ad essere una espressione religiosa profondamente radicata nella popolazione e densa di significati, rappresenta anche il simbolo di valori universali, e per questo riconducibili anche alla sfera laica, che sono peculiari della nostra civiltà e sui quali siamo chiamati quotidianamente a riflettere ed a riferirci, come la famiglia nella sua unità, il ruolo fondamentale della donna, l’accettazione gioiosa della maternità, la valorizzazione degli individui anche i più poveri ed umili, la natura come valore da tutelare, il cambiamento di ottica sull’uomo che dal cristianesimo viene valorizzato pienamente in quanto tale, senza alcuna discriminazione”. Puntando al “superamento del relativismo culturale e del multiculturalismo esasperato” e considerato che “gran parte del centro-sinistra italiano si attarda in una visione conformista, superficiale e ideologizzata di questi temi dirimenti per la tenuta della nostra civiltà”, Leoni auspicava che nei programmi scolastici “venga dato l’opportuno rilievo alle matrici culturali ed ideali della civiltà occidentale” e che “il Presepio, come altre espressioni facenti parti della nostra tradizione fin dalle origini, sia presente nelle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e sia motivo di riflessione sui valori della vita”.
E’ stata poi la volta di Enrico Artioli (Margherita) che, presentando la propria mozione, ha auspicato che “il presepe, come altre espressioni facenti parte della nostra tradizione, possa costituire un motivo di riflessione sui temi e sui valori dell’esistenza umana”. Secondo Artioli “il futuro della nostra società sarà sempre più improntato al rapporto, franco e costruttivo, con altre culture e tradizioni” e “il tratto tipico e caratterizzante dell’attuale cultura europea è considerare la diversità come valore e non come occasione di scontro”. In questo contesto, secondo Artioli, “nel pieno rispetto dell’autonomia e della libertà di insegnamento, la scuola, quale luogo di costruzione e trasmissione di sapere, di formazione delle giovani generazioni, nonché di incontro tra culture diverse rappresenta l’istituzione più idonea a rendere concreti e praticabili i principi enunciati al fine di realizzare una società socialmente più coesa e ricca”. Per questo motivo, Artioli ha auspicato che “nella formazione delle giovani generazioni si continui a dare adeguato rilievo alle matrici culturali della nostra civiltà ed ai valori che ne informano la storia, con un approccio critico che consenta un confronto aperto e schietto con altre civiltà, affinché lo scenario di una società complessa e pluralista si fondi sempre più sul reciproco ascolto e dialogo”.
Il consigliere della Margherita, inoltre, ha sottolineato che “i presupposti che hanno ispirato la mozione prendono le mosse dalla considerazione che il futuro della nostra società dovrà sempre più fare i conti con un contesto di globalizzazione e quindi dovrà attrezzarsi per gestire al meglio il rapporto con altre culture, il confronto con altre civiltà, l’incontro con altri stili di vita. In tale incontro e confronto, che si auspica non degeneri in scontro, occorre trovare un approccio che consenta di vagliare criticamente le diverse proposte e sappia fare delle differenze un elemento di ricchezza per tutti. Perché tale rapporto sia costruttivo e proficuo – ha aggiunto Artioli - occorre evitare due errori opposti: da un lato la convinzione di una propria superiorità che pregiudica già in partenza gli esiti del confronto, dall’altro la rinuncia o l’occultamento delle proprie convinzioni, a partire da chiari presupposti identitari e sempre tuttavia con la convinzione che la verità non può essere posseduta, nel senso di ritenersene gli esclusivi proprietari, bensì può solo essere ricercata, in un continuo e faticoso sforzo, di confronto e di dialogo con gli altri”.
Illustrando l’ordine del giorno a propria firma, inoltre, Achille Caropreso (Gruppo Indipendente), ha evidenziato che “il presepe è una rappresentazione che deve coinvolgere tutti coloro che credono nel messaggio cristiano anche se cristiani non sono o credono di non esserlo”. Inoltre, ha formalmente richiesto al Sindaco di Modena che “in occasione dell’esposizione dei Presepi che avverrà il prossimo Natale presso la Chiesa comunale del Voto, siano invitate – se ciò già non avviene – le rappresentanze delle comunità non cristiane ospiti sul territorio modenese affinché, particolarmente i bambini di dette comunità, possano – nell’assoluto rispetto della propria identità. ammirare e contemplare il presepe quale momento di incontro tra tutti gli uomini di buona volontà”.
Dopo la presentazione dei documenti sono iniziati gli interventi dei consiglieri, a partire da Mauro Manfredini (Lega Nord), che ha sottolineato come sia “sbagliato mettere in dubbio la propria identità e dare spazio solo alle minoranze. Bisogna tramandare con tranquillità i nostri riti ai nostri figli”, a cui è seguito l’intervento di Giusepe Campana (Ds) che ha rilevato “un malinteso senso di pluralismo e di multiculturalità, che non si attua per sottrazione o per rinuncia. Bisogna partire dai solidi fondamenti costituzionali, dalla laicità delle istituzioni pubbliche, con il rispetto dei cittadini in quanto tali”. Michele Barcaiuolo (An) ha ricordato che “già due anni fa il Coniglio votò un documento che portava a sintesi due proposte analoghe, una firmata da noi e una a firma del consigliere Massamba dei Ds, ed era un documento che già andava nella direzione di continuare a coltivare le tradizioni di questo paese indipendentemente dall’aspetto metafisico e religioso dei simboli”. Adolfo Morandi (Forza Italia) ha sottolineato che “questi Ordini del Giorno nascono perché varie notizie all’epoca segnalavano situazioni di rinuncia nelle scuole alla tradizione di rappresentare il presepe, ai canti natalizi, praticamente proibiti. Rinunciamo alla nostra identità in nome della laicità? A me sembra ridicolo”, seguito da Achille Caropreso (Indipendente) che ha ribadito la volontà di “aprirsi e confrontarsi”.
Secondo Baldo Flori (Modena a Colori) “rispetto a quanto successo nelle scuole bisogna stare cauti, perché sono coperte da una riserva di autonomia. Quindi le decisioni non possono essere imposte dall’alto. Non si pensi però di costruire o difendere il multiculturalismo a partire dalla rinuncia. Si difende se c’è rispetto, confronto e tolleranza. Quindi non capisco che cosa ci sia nel mantenere la tradizione del presepe di offensivo verso le altre tradizioni”.
Il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha sottolineato che anche quest’anno si ripeterà l’iniziativa di esporre un presepe di rilevanza storico-artistica presso la Chiesa comunale del Voto, iniziativa che dovrebbe prevedere anche l’esposizione di altri presepi delle collezioni modenesi: “E’ un momento significativo perché ci sarà la presenza di un presepe come momento che richiama le festività natalizie e non c’è atteggiamento preclusivo, ma non lo è in un ordinamento indipendente tra Stato e Chiesa. E’ quindi significativo non tanto evidenziare le potenziali difficoltà, ma valorizzare gli elementi che sono segnale di una armonia, quella che ha voluto la nostra Costituzione”. Il sindaco, inoltre, ha ribadito che “in tutte le scuole comunali viene realizzato il presepe. L’interreligiosità ha sempre questo problema, cioè del principio di non contraddizione. O si fa scattare il principio di tolleranza o si rischia di non far tornare i conti. Siccome viviamo in stato laico e lamentiamo che in altri ordinamenti, sotto influssi di religioni diverse, questa idea di laicità fa più fatica di affermarsi, non è il caso di fare noi dei passi indietro. Il nostro sistema ha maturato rapporti tra religione e stato su reciproca autonomia. Non abbiamo perciò tentennamenti sul simbolo”.
Alberto Caldana (Margherita) ha sottolineato la propria perplessità sul fatto che “Barcaiuolo si chieda perchè non siamo d’accordo con loro visto che avevamo fatto certi ragionamenti in altri tempi. Leggendo il loro testo, colpisce che due punti centrali non sono sul presepe, ma sull’evidenziazione del ruolo del centro destra come ‘defensor fidei’ rispetto al centro sinistra che propaga il relativismo. Quindi il presepe sembra centrare poco. Noi rischiamo di passare del tempo a parlare di questioni presentate sempre dal centro destra in un modo assolutamente svilito, dentro logiche di contrapposizione. La società multiculturale non si costruisce tra identità forti e deboli, ma tra identità. Quindi se all’interno della scuola si pensa che la neutralità serva a costruire dialogo – ha proseguito Caldana - non si capisce tra che cosa si dialoghi”.
Secondo Eugenia Rossi (Ds) “tutti siamo d’accordo sulla presenza del presepe, che ha anche valenza culturale. E’ inaccettabile la condanna del relativismo, perché così si condanna tutta l’eredità culturale e filosofica. Il presepe può essere il presepe di tutti, dei laici, dei diseredati, di San Francesco. Il problema non è il presepe, ma cosa si intenda per cultura e come noi ci approciamo alla nostra cultura prima che a quelle degli altri”
E’ poi intervenuta Adriana Querzè, assessore alla Scuola del Comune di Modena, definendo “surreale” il dibattito in corso: “Siamo più vicini a Ferragosto che a Natale – ha detto – e poi la scuola ha altri problemi. A Natale, voglio ricordare, nelle scuole non c’è che abbondanza di presepi. L’anno scorso c’era un presepe nelle scuole e addirittura a volte due, è diffuso. Significa che ha ragione Caldana quando dice che qui si fa il gioco delle parti per chi difende di più l’identità. Dovremo invece fare un passo avanti, per capire di cosa si sta parlando. Le questioni sono due: una è il tema dell’autonomia, l’altra quella del Concordato. L’insegnamento della religione è regolamentata in base al Concordato per cui si decide se farla o meno. Molti italiani scelgono di non avvalersene. In senso stretto il presepe come simbolo religioso dovrebbe stare nelle due ore di religione, per chi le vuole. Ovviamente gli insegnanti non sono così rigidi da non capire quali altri valori universali stanno dentro questo simbolo fortemente connaturato nella nostra tradizione. Autonomia vuol dire che se gli insegnanti decidono di fare il presepe è tutto regolare, ma se qualche insegnate decide di non farlo va bene lo stesso. Questo significa autonomia. Autonomia – ha spiegato - è un tratto costituzionale. L’insegnante che non lo fa avrà ragioni che avrà anche condiviso con i genitori. Spezzo infine una lancia per chiedere di non sventolare delibere leggendarie che vieterebbero l’allestimento dei presepi perché queste non ci sono e, se anche ci fossero, gli insegnanti farebbero benissimo a non tenerne conto”.
Olga Vecchi (Forza Italia) ha aggiunto che “integrazione significa accettare, condividere, sopportare, ma non significa rinunciare. Nessuno deve rinunciare alle proprie abitudini e alla propria cultura. Ricordo però un fatto, che in una scuola al presepe era stata sostituita la fiaba di Pinocchio. Questo significa abdicare qualcosa a favore di qualcos’altro, Quindi questo non è il gioco delle parti da parte del centro destra. Ogni popolo, sia ospitante che ospite, deve mantenere la propria cultura”.
Anche Antonio Maienza (Udeur) è intervenuto, dichiarando di “aver firmato la mozione, ma mi sembra costruita per non urtare la suscettibilità altrui piuttosto che preservare i nostri valori. Io sono d’accordo con ciò che ho firmato, ma interiormente sento l’insopprimibile esigenza di sottolineare che il presepe è stato ideato da San Francesco d’Assisi che ha voluto rappresentare la famiglia”.
In fase di replica Enrico Artioli (Margherita) ha ribadito le posizioni espresse durante la presentazione della mozione, dichiarando inoltre di non riconoscersi nell’impostazione del documento di Forza Italia poiché “c’è un approccio difensivo perdente in partenza. Contestiamo anche le derive laiciste. L’errore politico sarebbe di perdere l’identità nel cercare di difenderla”.
In fase di dichiarazione di voto Giuseppe Campana (Ds) ha ricordato di aver per primo “respinto l’idea di un pluralismo per sottrazione. Sono stupito – ha detto in relazione all’intervento di Flori – nel sentire con toni aggressivi queste stesse cose. Noi – ha aggiunto - siamo portatori di più identità, non solo singolari”.
Andrea Leoni (Forza Italia) ha quindi concluso dichiarando che “il dibattito viziato da Caldana sulle rivendicazione di uno spazio in determinati posti politici è una battaglia che francamente non ci appartiene”.
Si è quindi passati alle votazioni, che hanno portato all’approvazione del documento della Margherita e del Gruppo Indipendente e a respingere quello di Forza Italia. Nel dettaglio, la mozione della Margherita ha ottenuto il voto favorevole di tutti i consiglieri ad esclusione di Baldo Flori (Modena a Colori), mentre quello di Forza Italia è stato respinto con il voto favorevole dell’opposizione e del Gruppo Indipendente, l’astensione di Modena a Colori e il voto contrario della maggioranza. Sul documento presentato dal gruppo Indipendente, il gruppo dei Ds ha lasciato alla libera scelta il voto dei propri consiglieri. L’esito della votazione ha quindi registrato voto favorevole da parte del Gruppo Indipendente e di parte della maggioranza. Si sono astenuti i Ds Andreana, Bassoli, Garagnani, Masini, Sgarbi e Rossi insieme con Leoni e Morandi di Forza Italia e Flori di Modena a Colori. Non hanno votato Cigni e Vetrugno dei Ds e hanno votato contro Campana (Ds) e Colombo (Prc).
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