I pareri dei consiglieri comunali sull'Ordine del Giorno relativo al Sahara occidentale
Maggioranza e opposizione nel corso del lungo dibattito sull'Ordine del Giorno relativo al Saharawi si sono trovate concordi nel sottolineare la necessità del riconoscimento dell'indipendenza e autonomia del popolo Saharawi, sottolineando allo stesso tempo il valore della scelta non violenta di rivendicazione dei propri diritti portata avanti sin qui dalla popolazione. Il dibattito è stato aperto da Eugenia Rossi (Ds), che ha illustrato il documento è ha riepilogato alcune delle attività di sostegno messe in campo dall'Amministrazione comunale in questi anni, anche in collaborazione con associazioni di volontariato. E' stata poi la volta di Omar Mih, responsabile in Italia della Rasd, che in un intervento di pochi minuti ha sintetizzato le tappe che hanno portato alla situazione attuale, chiedendo 'solidarietà e comprensione perché il conflitto del Sahara possa essere risolto al più presto. Ci chiamano il popolo dimenticato ' ha dichiarato Mih ' ma oggi non lo siamo più, grazie anche a questa possibilità riparlare. Noi siamo un paese piccolo, ma nel nostro territorio ci sono risorse naturali, petrolio, fosfati, ferro. Forse il Marocco era interessato a quello e per ritardare il referendum sull'indipendenza ha chiesto all'Onu di chiedere al Tribunale dell'Aia di esprimersi. Si trattava di capire se prima della colonizzazione la nostra fosse terra di nessuno, per potere quindi capire di chi fosse la sovranità, se del Marocco o del Sahara Occidentale. Non è un problema giuridico, perché si mette in gioco il nostro diritto. Malgrado ciò, si è andati avanti, sino a quando l'Aia nel 1975 ha dato il proprio parere, sottolineando che non c'è nessun legame del territorio con il Marocco e che quindi si poteva applicare la risoluzione Onu che stabiliva il referendum. Noi Saharawi non siamo sui giornali tutti i giorni ' ha aggiunto - siamo un popolo piccolo che ha scelto una strada non violenta, non siamo dei fondamentalisti. Il nostro è un progetto di costituzione di stato laico e democratico, dove le donne partecipano con la massima dignità. Chiediamo che l'Europa intervenga per permettere finalmente l'organizzazione del referendum che dia la possibilità di scegliere tra indipendenza o integrazione ' ha continuato Mih ' Aiutate il Marocco, incoraggiatelo a impegnarsi e a rispettare gli impegni. Il conflitto si può risolvere in un'ora, giusto il tempo di organizzarci per andare al seggio e infilare la scheda nell'urna. L'Onu lo ha fatto per la Namibia e per Timor Est e ora lo deve fare anche per il Sahara. L'Italia può giocare un ruolo di pacificatore ' ha concluso ' Grazie a questo Comune per tutto quello che ha fatto fino ad ora'. Michele Barcaiuolo (An) ha aggiunto che 'il popolo Saharawi chiede una cosa semplice, cioè la propria indipendenza. E' dal 1991 che è in vigore la risoluzione dell'Onu relativa al referendum e su questo bisogna puntare. Questo è un popolo che ci è caro per il loro modo di vivere, per l'amore per la propria terra ' ha proseguito Barcaiuolo - Omar Mih sa che stiamo per organizzare un charter per venire a portare solidarietà. Il loro modo di combattere è sempre stato pacifico, ma non ha dato quella pubblicità che altre situazioni internazionali riescono ad avere. E' importante il ruolo dell'Europa, che ha a disposizione i mezzi per risolvere la situazione. Manca però la volontà politica di farlo, si è accecati da interessi economici. Esprimo il biasimo per la politica estera che è succube di interessi economici, quando invece compito della politica del governo italiano e dell'Unione Europea è di fare pressione sull'Onu per far rispettare la risoluzione. Solidarietà quindi al popolo e al Fronte Polisario, con una richiesta: non dimentichiamoci la causa'. L'assessore alle Politiche Ambientali Giovanni Franco Orlando, che ha fatto parte dell'ultima delegazione ufficiale del Comune di Modena, ha sottolineato che 'quando siamo andati lì abbiamo rinnovato anche un patto di amicizia, che non è elemosina, è un aiuto concreto ad una popolazione. L'alluvione ha rovinato molte tendopoli e credo che l'intervento della comunità modenese sia stato importante, fa parte di una battaglia importante. Gli enti locali non hanno possibilità di sviluppare una politica estera, però possiamo sollecitare prese di posizione deii parlamentari, continuando nell'azione di solidarietà quotidiana'. Andrea Galli (An) ha ricordato di aver firmato a titolo personale l'Ordine del Giorno 'perché riconosciamo la battaglia del popolo Saharawi, perciò chiediamo con vie diplomatiche di trovare una soluzione. Oggi è un popolo maturato. Da 30 anni assistiamo a prese di posizioni di diritti anche rumorose ' ha detto rivolto ad Omar Mih - Invece voi avete avuto una maturazione notevole, vi ponete di fronte ai governi con molta pazienza e rassegnazione. Lei ha fatto un intervento pacato e deciso, che pone attenzione alla città su alcuni obblighi e impegni. Per un popolo che vive in tendopoli ' ha aggiunto - certamente la rassegnazione non può essere misurata con i nostri tempi. Oggi, con questa volontà, intendiamo confermare la fiducia, ma con un distinguo, perché riconosciamo che il Marocco ha tentato, tardi e poco, di trovare una soluzione. Voi siete in pochi e le ragioni dell'economia e della politica passano sopra le vostre teste. Ma noi con l'Ordine del Giorno ci impegniamo a trovare una soluzione, ci mettiamo sulla scia di altri che danno appoggio e siamo sicuri che da questo Consiglio uscirà un voto di unanimità'. E' stata poi la volta di Loretta Sgarbi (Ds) che ha rinnovato il ricordo dell'alluvione di febbraio, ricordando anche che 'la collaborazione con le Farmacie comunali di Modena, che hanno affidato farmaci essenziali al personale medico, è importante e dovrebbe continuare. Con le associazioni, inoltre, abbiamo fatto anche sensibilizzazione all'opinione pubblica e promosso una raccolta fondi che servono ad alleggerire alcune situazioni. Cito in particolare la raccolta delle uova, i cui proventi sono stati destinati alla popolazione. L'auspicio, infine, è che possa essere avviato anche un rapporto con l'Università' Giancarlo Montorsi (Prc) ha ringraziato Omar Mih per la sua opera e ha ricordato che nel corso dell'ultimo viaggio nel Saharawi 'abbiamo visto in maniera inequivocabile la capacità di questo popolo di gestire una situazione difficilissima. Loro promuovono le proprie ragioni sul piano politico spendendosi come una vera nazione, avendo anche capacità di motivare il proprio popolo sulla costituzione di una società democratica, aperta e partecipata. Questo ci ha colpito molto, vive in quella situazione, ma pensa al domani e sa organizzarsi. Le donne sono la classe portante della classe politica, che non è affatto scontato. La nostra città deve dare un contributo di sostanza attraverso progetti e azioni per portare condizioni di vita migliori in quei campi, dando la possibilità di costruire strutture scolastiche e tecnologie al passo con i tempi. Allo stesso tempo potrebbe essere d'aiuto un coordinamento tra enti locali e l'associazione, che renda merito agli sforzi che gli enti fanno e faranno per aiutare il popolo Saharawi. Penso anche ' ha concluso ' che l'Italia dovrebbe rivestire il ruolo di mediatore per la causa di autodeterminazione'. Il dibattito ha visto poi l'intervento di Chakir Hassan, uno dei due rappresentanti della Consulta dei Cittadini stranieri in Consiglio comunale, ricordando a Mauro Manfredini che 'deve leggere la storia del Marocco da prima del 1884, perchè la storia non parte da questa data. Il conflitto è durato tanto, anche noi marocchini siamo stanchi. Ma faceva parte della guerra fredda, ecco perché - appena è caduto il muro di Berlino ' è caduto anche il conflitto. Il Marocco ha organizzato una marcia per liberare il territorio dagli spagnoli. Omar Mih dice di aver chiesto un parere all'Aia, ma io dico che è una consulenza giuridica. Non è vero quello che dice, perché la sentenza ha detto che c'è qualche legame di quel territorio con qualche tribù del Marocco. Loro ' ha aggiunto - dicono di aver scelto la strada pacifica, ma solo l'anno scorso hanno liberato 400 detenuti marocchini della guerra. Quanto alla questione del muro ' ha continuato ' questo fa parte della sovranità del Marocco. Il re con la sua tolleranza e via al modernismo ha creato un consiglio di affari con i Saharawi e ha offerto l'autonomia come soluzione pacifica, ma sotto la bandiera del Marocco dopo il fallimento dei due piani Baker. L'Onu dice che ci vuole una soluzione accettata da entrambe. Ricordo che in Spagna c'è la Catalogna, in Canada c'è il Quebec. In altri termini, anche il Saharawi fa parte del Marocco e anche io posso dire di essere Saharawi'. Chakir Hassan ha anche sottolineato che 'alcune città dei Saharawi sono città fantasma, che portano nomi di città che sono sotto la sovranità del Marocco. Loro dicono che con queste tende, dopo la liberazione, torneranno in quella città. Io invito il gruppo che ha visitato il deserto a fare la stessa cosa in Marocco, ad incontrare anche il governo del Marocco perché non si può essere allo stesso tempo reo e giudice'. Mauro Manfredini (Lega Nord) ha invece ricordato che 'la Lega Nord europea è da sempre impegnata per la lotta di liberazione Saharawi, al punto che è stata anche costituita una cooperativa che è presente in zona. Per quanto riguarda l'intervento di Chakir Hassan, può darsi che siano sbagliate alcune date, ma non cambia il succo. La Spagna avrebbe dovuto consegnare il territorio all'Onu quando si è ritirata. E' un errore di cui i Saharawi pagano ancora oggi il prezzo'. Manfredini ha poi aggiunto che 'la situazione è grave, da 30 anni è così, si incarcerano i leader politici e si fa pratica della tortura. E' una vergogna, bisogna intervenire prima che questo popolo venga spazzato via dal Marocco'. Manfredini ha sottolineato che 'non mi aspettavo un intervento del genere da parte di un membro eletto in una repubblica democratica' e Chakir Hassan lo ha interrotto, provocando la reazione di Manfredini che ha ribadito'Lei dice che questo non è un paese democratico' Allora torni a casa sua'. Il consigliere ha aggiunto che 'non può provocare in questo modo, perché offende me e tutto il paese. A noi ' ha concluso ' il secondo Piano Baker sembra ragionevole. Come mai il Marocco si oppone' Chiedo al sindaco di farsi tramite verso il governo per il riconoscimento della repubblica del Saharawi'. Fausto Cigni (Ds) ha invece sottolineato che 'la situazione nei campi è al limite dell'assurdo. Mi rivolgo anche a Chakir Hassan. Lui dice che anche loro sono stanchi' Bene, veniamo fuori da questa stanchezza. La guerra fredda è un'altra cosa. Il muro di Berlino è caduto, ma il muro di sabbia è ancora lì. La ragione di fondo dello stato di questo popolo sta nelle parole del 1975. La colonia era della Spagna, tanto che il Marocco fece la marcia verde e spostò la gente, negando la libertà. Si dia quindi una possibilità al popolo di fare il referendum. Siamo in presenza di una cosa inaccettabile, cioè che si impedisce ai Saharawi di tornare nella propria terra e sfruttare le proprie risorse'. Anche Teodoro Vetrugno (Ds) si è unito al coro di solidarietà verso la popolazione, rimarcando di avere 'la sensazione che dopo l'interveto di Chakir Hassan ci si renda conto di quanto sia difficile arrivare ad una soluzione pacifica e condivisa. Eppure parliamo di una storia drammatica. Che la soluzione debba essere politica è evidente. Bisogna stare attenti a non delegittimare le istituzioni internazionali, rischio che invece si corre con il mancato rispetto delle risoluzioni. Abbiamo bisogno della violenza perché possa essere iscritto all'ordine del Giorno della politica internazionale la questione Saharawi' ' si è chiesto Vetrugno ' I giovani scappano da quelle zone perché non hanno prospettive. Ho una proposta: potremo fare in modo che il Comune di Modena adotti la bandiera del Saharawi fino a quando quel popolo non troverà la propria libertà e indipendenza'. Nel corso dell'intervento di Vetrugno, Chakir Hassan ha abbandonato l'aula. Rosa Maria Fino (Società Civile) ha detto di condividere la proposta di adozione della bandiera Saharawi e si è detta dispiaciuta del fatto che Chakir Hassan avesse abbandonato l'aula: 'Mi preme in questa sede ricordare in particolare le donne Saharawi. La loro è una posizione fatta di estremi. Da un lato molte di loro sono impegnate in attività politiche, al punto che ci sono più donne ministro in Saharawi che in Italia. Alle donne, inoltre, sono affidati molti dei campi profughi già dal 1976, sono loro che hanno condotto nel deserto i loro popoli. D'altro canto, sono le donne che sono state sottoposte a prigionia e a torture inimmaginabili'. L'assessore alle Politiche Giovanili Elisa Romagnoli ha condiviso l'idea dell'appoggio ai Saharawi, dichiarando allo stesso tempo che 'la mia speranza è che lo stesso entusiasmo di oggi sia dimostrato anche per il popolo palestinese e curdo. Io stata sia in Palestina he in Kurdistan e lì i due popoli vivono in situazioni forse peggiori. Chiedo perciò all'amministrazione che prossimamente si possa discutere nel merito, assumendo ' perché no ' anche la bandiera palestinese'. E' stato quindi il turno del Presidente della Consulta dei Cittadini Stranieri, Bueno Kindelan Liubertsi, che ha sottolineato di 'essere d'accordo sull'indipendenza e autonomia del popolo Saharawi e di tutti i popoli del mondo. Prego a tutti i consiglieri ' ha aggiunto - di prendere la parola del mio collega Chakir Hassan come un problema proprio, non della Consulta'. Ivo Esposito (Forza Italia) ha dichiarato che 'il popolo Saharawi ha subìto una vera e propria diaspora, con un paradosso: nel momento in cui veniva riconosciuto, veniva occupato. E ha visto il resto del mondo insensibile'. Secondo Enrico Artioli (Margherita) 'si vedono chiaramente le difficoltà, in particolare l'impotenza della comunità internazionale. Bisogna rilanciare anche il ruolo dell'Europa. Tocca molto l'atteggiamento dei Saharawi che, nonostante le violazioni, non reagisce con la violenza ma aspetta giustizia dagli organismi internazionali'. In fase di replica Eugenia Rossi ha dichiarato che 'questo consiglio ha dimostrato di essere per la libertà e la democrazia di tutti i popoli. Preciso che non si può invertire la storia. Non credo che l'Aia abbia raccontato bugie, tanto più che in questa corte non c'erano rappresentanti del Saharawi, ma del Marocco. Vorrei anche consegnare a Chakir Hassan l'ultima testimonianza delle torture fatte sui Saharawi. Se lui ha dei documenti ' ha continuato Eugenia Rossi - ce li consegni, saremo lieti di condannare i Saharawi, ma non credo che ci troveremo mai in questa situazione. Credo poi che bisogna intendersi sulla tolleranza. Non si può dire che la Marcia Verde è stata una marcia contro la colonizzazione, visto che è stata condannata come invasione e che in quell'occasione è stato anche usato il napalm. Riguardo alle città dei Saharawi ' ha proseguito ' si tratta di tutto tranne che di città fantasma come dice Chakir Hassan. Sono città vere e i loro nomi sono motivati dal fatto che danno il senso della memoria. Questa, infatti, è l'unica traccia di appartenenza alla loro memoria. Ricordo anche che il Marocco non è così insensibile, esiste anche una parte della politica e della stampa che si batte per la libertà dei Saharawi e per la libertà di stampa. Ai rappresentati dell'Onu non è mai stato permesso di entrare nei territori occupati, figuriamoci se lo fanno fare a noi, come dice Chakir Hassan quando ci invita a rapportarci con il governo del Marocco. L'ultima delegazione dell'Onu nei territori occupati ha avuto la possibilità di accedere ad un solo albergo ad El-ajun e hanno incontrato alcuni rappresentanti dei Saharawi che, appena usciti, sono stati poi prelevati dalla Polizia. Ricordo invece a Chakir Hassan che lui ha potuto parlare in questa sede e che fuori non l'ha aspettato la Polizia. I Saharawi sono depredati dei diritti umani e civili, ma anche delle risorse naturali. Condivido, infine, la proposta di adottare la bandiera del popolo Saharawi'. Mauro Tesauro (Verdi) ha concordato con Elisa Romagnoli sulla 'necessità di non scordarsi degli altri. In qualità di consigliere delegato, mi impegno a realizzare ciò che la giunta e il consiglio decideranno nel concreto, dando corpo alle parole di oggi con un atto formale di sottoscrizione del patto di amicizia che Orlando portò nel Saharawi. Ricordo anche alcune iniziative già in atto, a cominciare dall'accoglienza estiva dei bambini Saharawi e propongo anche di studiare una possibilità di fornitura di pannelli fotovoltaici da offrire agli amici, analizzando nel contempo anche l'ipotesi di offrire borse di studio con l'Università ad alcuni giovani del Saharawi'. In fase di dichiarazione di voto Achille Caropreso (Forza Italia) ha annunciato il voto a favore del gruppo, sottolineando che 'votiamo il testo dell'Ordine del Giorno. Alcune invocazioni, tipo il riferimento alle bandiere da portare in aula di consiglio, ci avrebbero trovati forse in disaccordo'.
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