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27/09/2006

VARIAZIONE BILANCIO, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Tutti i pareri dei consiglieri comunali sulla delibera approvata nel corso della seduta
La discussione sulla variazione di bilancio approvata nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale si è aperta con l’illustrazione da parte dell’assessore al Bilancio Francesco Raphael Frieri, che ha sottolineato da subito come non ci siano “grandi maggiori entrate e questo ci deve far riflettere soprattutto in vista del bilancio del prossimo anno. Ci veniva chiesto dall’opposizione di ascrivere il 5 per mille a bilancio, che pareva la panacea, ma anche oggi non se ne sa nulla e non si sa neanche quando si potrà accertare, di sicuro non per l’esercizio 2006, forse per il 2007. Quindi maggior entrate e maggiori uscite si compensano e non è possibile spalmarle sui vari settori. Le variazioni – ha spiegato - dipendono solo da maggiori o minori trasferimenti, che in alcuni casi vengono girati a chi di competenza. Ci sono diverse variazioni per l’istruzione che dipendono da ridimensionamenti da Regione e Stato e provocano riduzioni. Si segnalano poi le spese e i trasferimenti che si accertano in maggiori quantità per il sociale, quasi 900mila euro, che si traducono in un numero di posti maggiori”.
Frieri ha poi aggiunto che “per la parte in conto capitale abbiamo una variazione di 1 milione e 300mila euro, con opere che vengono previste e altre che vengono rimandate, ad esempio scuole e viabilità, che saranno però comprese nel piano delle opere pubbliche che sarà discusso a breve in Consiglio. Cito tra gli altri interventi il nuovo museo del risorgimento, gli interventi sulle tangenziali e in generale la mobilità intorno alla fascia ferroviaria. Aspettiamo per altre scelte una verifica compiuta alla fine di novembre, in vista dell’ultima variazione”.
Dante Mazzi (Forza Italia) ha auspicato che “non sia passata inosservata la nostra protesta per cui abbiamo trattato un oggetto di cui non conosciamo i dettagli, poiché c’è stata la soluzione pasticciata del 19 settembre in cui si sono riunite in forma congiunta le Commissioni Seta e Risorse che prevedevano sia l’illustrazione dei risultati di Hera che la variazione di bilancio. Noi siamo usciti dall’aula e quindi non abbiamo partecipato, né abbiamo fatto domande in quella sede per approfondimenti. Ci sono contraddizioni in questa giunta che si vanta di essere trasparente, di concertare con associazioni e cittadini, che spende soldi per il bilancio partecipativo, che ha l’obiettivo di una comunicazione integrale e digitale, anche con progetti costosi, come quello presentato dal vicesindaco Lugli. Stanca ha sviluppato progetti ripresi dalle amministrazioni locali, ma tutto questo rimane sulla carta, perché nella realtà quello che chiedono i consiglieri non viene realizzato. Quando chiediamo degli atti – ha aggiunto Mazzi - non dobbiamo essere trattati come scolaretti, chiediamo la stesura digitale, non questi foglietti. Vogliamo il formato digitale ed è giusto che si possa accedere con questa modalità. Inutile voler fare della propaganda di comunicazione quando neanche ai consiglieri date quello che chiedono da tanto tempo, anche se favorirebbe il risparmio di carta, fotocopiatrici, riduzione del tempo di lavoro per i dipendenti - con risorse che si liberano - ma anche lo smaltimento dei rifiuti. Qui la prima operazione utile è di non creare rifiuti, quindi meno carta significa meno probabili rifiuti. Tutte cose che l’amministrazione potrebbe fare, ma non fa. Questa è una mancanza di rispetto totale del consiglio”. Rispetto alla variazione di bilancio, Mazzi ha spiegato che “l’entità non è importante, ma spulciando si vedono cose interessanti, ad esempio gli 820mila euro in meno per i dividendi di Hera. Guarda caso noi lo avevamo detto e questo si è realizzato. Qualcuno dirà che abbiamo però il dato positivo delle farmacie comunali, è vero. Ma questo è curioso. Ci sono 940mila euro in più di dividendo, il che significa che le nostre previsioni erano al ribasso e che quindi le farmacie hanno molti utili. Questo – ha dichiarato Mazzi - vuol dire che la politica di sconti non viene fatta. Da un verso non fanno sconti, dall’altra il governo dello stesso colore dice di dare alle farmacie una pseudo liberalizzazione per cui i farmaci devono costare meno, Ma se è giusto, perché questa cosa non è stata fatta a monte negli anni precedenti dove si poteva realizzare? Si poteva avere non un utile, ma ridistribuirlo ai cittadini con degli sconti. Si stanno analizzando gli effetti sulle farmacie del decreto di poter vendere farmaci negli ipermercati. E’ un conflitto di dividendi. Quindi c’è preoccupazione per ciò che può succedere con il decreto Bersani. Poi c’è un buco colossale, si citano cose fatte e non c’è menzione per la mostra di Covili, non un minimo accenno all’evento epocale museale dell’assessorato. Però c’è il riferimento a minori entrate ai musei per 12mila euro – ha proseguito il consigliere di Forza Italia – Poi c’è la voce curiosa dei rimborsi Hera da destinare ad iniziative del Gabinetto del sindaco per 25mila euro e una parte destinata a iniziative museali. Ci sono fondi che vengono meno dagli enti locali, ma naturalmente non se ne fa cenno”.
Achille Caropreso ha dichiarato che “la variazione di bilancio che stiamo discutendo trova la sua origine nella necessità di fare fronte a spese di carattere sociale: il welfare dei cittadini modenesi. Lo stato sociale di cui godono i nostri concittadini è un servizio di elevato livello cui, probabilmente, gioverebbe una maggiore concorrenza. Tale eccellenza – ha proseguito - persiste pur in presenza della mancata corresponsione al Fondo sociale della ormai nota seconda rata dell’ anno 2005: non l’ ha corrisposta il governo della Casa delle libertà – che con convinzione difesi in tale frangente – né, ad oggi, l’ ha corrisposta il governo di centro sinistra. Non so quanto sia imputabile all’attuale governo la mancata corresponsione, poichè sono stati e sono tempi difficili, le problematiche restano invariate ad appena cinque mesi circa dal cambio della guardia. Non solo, è incontrovertibile la tendenza – iniziata circa 15 anni fa – a rallentare progressivamente i trasferimenti dal governo centrale agli enti periferici. I miracoli non li fa nessuno, né a desta né a sinistra, ed i problemi che attanagliano le economie sono sempre più problemi la cui soluzione è su base scientifica, quasi matematica, e non su anacronistiche e provinciali logiche di schieramento. I temi del bilancio - ha concluso - non mi sono di facile assimilazione e, contrariamente a tanti miei colleghi, fatico a leggere nelle pieghe dei numeri. Mi impegnerò in futuro e, per meglio comprenderli, andrò a ripetizione. Per tal motivo e per essere Indipendente, mi avvalgo della facoltà del non voto, ovviamente rimanendo in aula”.
Davide Torrini (Udc) ha rilevato che “la spesa corrente aumenta del 3,5% rispetto al preventivo e quindi è vero che ci sono entrate che vengono accertate che possono essere inserite successivamente. Essendo però una prassi consolidata che ci sia questo incremento durante l’anno, si pone il solito problema, vale a dire che - per quanto debba vigere la regola della massima cautela - ci si trova a poter gestire cifre di 12 miliardi di vecchie lire per poter aggiustare un bilancio che in una prima fase è penalizzato. C’è una maggiore entrata da attività culturali e l’altro capitolo che risente positivamente di 6 milioni in più è il settore sociale, che era in sofferenza all’inizio. Vorrei capire da dove arrivano questi 12 miliardi di vecchie lire e vedere se possono essere considerati ripetitivi e prevedibili per il bilancio”.
Torrini è passato quindi all’analisi dei dividendi Hera e delle Farmacie comunali, ribadendo che “Hera è in una fase importante, con cambiamenti che possono giustificare difficoltà a preventivare un dividendo, invece non è così per le farmacie. Accertare due miliardi in più mi crea un problema, quindi facciamo qualche sconto in più, non lasciamoli andare alla farmacia di Grandemilia. Al di là della battuta, c’è il tema di aver sbagliato pesantemente la previsione e questa, più dell’altra, mi preoccupa. C’è poi da chiedersi se la maggiore spesa per la gestione del canile nel periodo giugno-dicembre 2006 assorba la maggior spesa di quest’anno. Vorrei insomma capire se questa variazione completa ed esaurisce la variazione della spesa del canile intercomunale”.
Torrini ha quindi giudicato “interessante la voce per cui alla Direzione Generale sono destinati 30mila euro su progetti di ente. E’ un po’ generico per capire cosa siano. Poi nel sociale vedo un contributo extra dell’Ausl sulle case protette e centri diurni che finanzia acquisti di servizi per stranieri che non si capisce cosa siano. Quanto agli storni, vedo che in due voci distinte riferite all’Orazio Vecchi e ad un altro progetto c’è un incremento per incarichi co.co.co. Il centrosinistra li vuole ridurre e invece qui vengono incrementati, tra l’altro su una tipologia come la docenza che comporta una serie di perplessità giuridiche. Ad esempio non ci dovrebbe essere l’orario di lavoro. L’assestamento, insomma, non dice nulla di nuovo, ma chiedo di nuovo a Frieri di mettere i dirigenti e la sua struttura nelle condizioni di poter farci avere il rapporto di gestione sul 2005”.
Mara Masini (Ds) ha ricordato che i dividendi Hera erano stati preventivati “ad 8 milioni e 800mila euro, quindi il risultato è inferiore di 800mila euro. E’ un dato che non ci fa contenti, ma che va analizzato con lucidità, considerando che il dato previsionale era stato calcolato con i dati allora in possesso, diversi dai dati consolidati. La fusione ha inserito Meta in una compagine più articolata che merita un giudizio articolato. Non si può prescindere dal fatto che la vendita delle azioni è stata fatta nell’ambito dell’Opa che - se ha ridotto la quota di partecipazione e quindi dell’utile – è stata però destinata all’anticipo per l’estinzione dei mutui, con grande effetto positivo per la spesa corrente. La relazione sullo stato servizi e sulle strategie future ci consente di pensare positivo per il futuro, sia per il rendimento economico degli azionisti, che per le ricadute territoriali. Da ultimo, ricordo che il titolo è passato da 2,2 euro per azione a 2,77, si è sempre apprezzato e, anche se poco spendibile come dato, conferma il successo dell’operazione. Le minori entrate di Hera – ha aggiunto la Masini – sono compensate da maggiori entrate per le Farmacie. Anche io in un primo momento mi sono chiesta se fosse un errore di previsione. Ma leggendo il bilancio delle Farmacie ci rendiamo conto che il maggior utile non dipende dalla distribuzione dell’utile di esercizio 2005, ma dalla distribuzione straordinaria di un fondo presente in bilancio, fatto perché la gestione era positiva, ma non riconducibile all’utile 2005. Quindi non è una maldestra capacità previsionale, quanto un fatto straordinario che l’assemblea degli azionisti ha votato”.
L’assessore alle Politiche Sociali Francesca Maletti ha preso la parola per ricordare che “la variazione per le case protette e i centri diurni che prevederebbe uno spostamento su fondo stranieri è un rimborso Ausl per spese già rendicontate. Sono arrivati maggiori finanziamenti in quanto si sono sostenute maggiori spese che ci sono state rimborsate. Non sono fondi spostati ad anziani e stranieri. Colgo l’occasione per specificare che in questa variazione c’è un aumento di 746mila euro per acquisto servizi per le case protette convenzionate. Questo perché la regione Emilia Romagna per riequilibrare il numero di posti in strutture protette ha dato un maggior contribuito a Modena ed è stato fatto un riparto interno per il riequilibrio. L’aumento per le case protette c’è proprio perchè c’è stata questa variazione, 420mila euro di maggiori entrate da un fondo sanitario e parte da rette”.
In fase di replica l’assessore al Bilancio si è detto “dispiaciuto per la vicenda della commissione. Rassicuro Torrini, presto avrà il controllo di gestione. Abbiamo avuto un susseguirsi di missioni e il 16 ottobre comincerà a lavorare un nuovo addetto e quindi produrrà il controllo di gestione 2005”. Sul tema delle Collaborazioni coordinate e continuative Frieri ha concordato sul fatto che “debbano esaurirsi, non ci sono dubbi, ma si fanno i conti - purtroppo - con il blocco delle assunzioni e con le risorse che abbiamo a disposizione. Sono però perfettamente d’accordo che il contratto da dipendente sia enormemente più tutelante. Quanto ai minori dividendi Hera, si tratta di inquadrare il flusso di cassa in un periodo più ampio di quest’anno, nel senso che potremo dimostrare come sono stati straordinari gli ultimi due anni, con obbligazioni convertibili. Da questo punto di vista il flusso complessivo che accerteremo nel consuntivo sarà in linea con le aspettative. E’ chiaro, la previsione è ridimensionata ed è dovuta alla percentuale di dividendo per azioni diversamente stabilita in seguito alla fusione dello 0,7%. C’è il vantaggio di essere in una grande società, quotata in borsa, ma questo significa condividere le decisioni e anche cogliere la richiesta di voi stessi alla giunta, cioè di vedere utili in meno e investimenti maggiori. Dimostreremo gli investimenti di Hera sul nostro territorio anche a fronte del minore utile distribuito – ha proseguito Frieri - Se avremo un volume complessivo maggiore o uguale, non potremo che trarne un vantaggio. Per le Farmacie non mi pronuncio oltre, ma riguarda la gestione finanziaria. Il Decreto Bersani esula dalla discussione, è solo una questione di gestione finanziaria e della possibilità di staccare un dividendo straordinario, senza relazione con politiche future e sconti che possono essere fatti al banco. Se ci fosse un’eccessiva liberalizzazione, le farmacie comunali sarebbero penalizzate, non certo avvantaggiate, quindi è una critica la vostra che non va bene”.
Frieri ha aggiunto che “per Covili l’assessore alla Cultura ha già mandato il rendiconto al presidente della commissione apposita. I rimborsi sono effetto di un dato, cioè che il 14 dicembre la Direttrice generale del Comune di Modena metteva a disposizione il suo gettone di presenza, devoluto per metà alla generalità del bilancio. Cifra più che consistente, con un valore non indifferente e che per lo stile ci rallegra, perché l’amministrazione pubblica ha a cuore anche lo stile. Sull’aumento della spesa corrente, pari al 3,5%, Torrini tutte le volte svolge questa considerazione, ma dico che per l’istruzione – ad esempio - non è sempre così. Non siamo in grado di dire che intanto si applica il 3,5% e poi andiamo a stornare. Non è possibile. Ad esempio per il sociale abbiamo avuto un aumento di 900mila euro, ma nessun aumento per l’istruzione. Se avessimo fatto il contrario, sarebbe stato un guaio. Servono atti che permettano di accertare e, se non ci sono, noi aggiorniamo in corso d’anno”.
L’assessore al Bilancio ha spiegato a Mazzi che “entro quest’anno pubblicheremo il piccolo budget del bilancio partecipativo, anche se ho detto tre volte quanto costa e lo scriveremo anche sul sito internet”.
In fase di dichiarazione di voto Davide Torrini (Udc) ha annunciato voto contrario: “Che l’entrata in Hera avesse come presupposto la vendita di azioni lo sapevamo in gennaio – ha dichiarato - L’elemento di un minor dividendo causato da meno azioni è terribile. Come non meno clamorosa è la spiegazione della consigliera Masini sulle farmacie, cioè che ci danno un dividendo maggiore non perché c’è stato un calcolo sbagliato, ma perché si è attinto ad un fondo straordinario delle Farmacie. Ma perché? Per tamponare un buco di Hera? Io provoco in modo malizioso, però l’indicazione di ciò che il Comune pensa di fare sul tema del nuovo modo di vendere farmaci si deve porre, per capire che indirizzi darà alla società per azioni di cui è socia”. Secondo Torrini l’assessore è stato “evasivo sui co.co.co., ma è legittimo. Anche le imprese dicono che usano co.co.co. perchè hanno pochi soldi, sono le stesse risposte. Tante cose fatte da Berlusconi per cui scendevate in piazza, ora le fate anche voi. Quanto al rapporto di gestione, mi sembra un po’ tardi il 16 ottobre, si sarebbe dovuti partire prima”.
Dante Mazzi (Forza Italia), nel merito della questione dei dividendi, ha ribadito che “noi avevamo previsto un taglio del dividendo, ma era insito nell’operazione. Il dividendo fa riferimento alla gestione 2005, quindi non c’entra con la fusione. Sulle farmacie, la gestione finanziaria è un aspetto economico dell’azienda e quindi ci sono i costi e i ricavi e, se si vende a molto, quando i ricavi sono superiori ai costi si ha un utile. Con una politica di sconti da parte di chi poteva farlo ci sarebbero stati meno ricavi e quindi meno utile e meno dividendi. La Smentisco anche su Covili, perché lei annuncia un rendiconto, ma nello stato di attuazione dei programmi non c’è una riga su Covili, ma ce ne sono altri, anche se l’evento più epocale era questo. Per il secondo anno, inoltre, c’è uno storno per le Pari opportunità. L’anno scorso era di 5mila euro, quest’anno di 2500 euro. Hanno dimezzato lo storno che era stato oggetto di contesa in una commissione del 2005. Le Pari opportunità vengono sempre bistrattate. Da ultimo – ha concluso Mazzi - mi domando: visto che c’è dibattito in giunta che ha già stanziato soldi per lo spray per i vigili, mi domando se è stato comperato. Pubblicamente Frieri è contrario, ma in sede di bilancio sono tutti d’accordo. A meno che non venga detto che il peperoncino sia usato per gli spaghetti, ma ci vorrà una bella spaghettata per smaltirlo, visto che si spendono 14 milioni di lire”.
Mauro Manfredini (Lega Nord) ha annunciato voto contrario “per come vengono gestite le entrate e le uscite. E’ un sistema che non condividiamo, non c’è nulla di nuovo, c’è l’aumento della spesa corrente, pochi investimenti e molti favori”.
Baldo Flori (Modena a Colori) ha dichiarato di aver sentito nella replica “introdurre il bilancio compassionevole. Si è detto che per fortuna c’è un dirigente di alto livello che ha rinunciato al gettone e che questa novità significativa potrà incidere sul bilancio. Il gettone servirà per riequilibrare le sorti del bilancio. E’ stucchevole e di cattivo gusto dirlo per il bilancio, quando fino a pochi mesi fa sembrava che avessimo Attila alle porte, per cui si doveva risparmiare, mentre oggi si chiude l’assestamento con una battuta di questo genere”.

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