L'assessore Maletti risponde ad un'interrogazione di Flori (Modena a Colori)
“Gli alloggi del centro di prima accoglienza all’interno delle ex-scuole Paolucci in località Navicello non sono pensati per l’assegnazione a singoli nuclei familiari, ma vengono utilizzati in base a precise disposizioni regionali. Queste disposizioni stabiliscono che i centri di accoglienza come le ex-scuole Paolucci siano destinati ad ospitare, anche in strutture ospitanti cittadini italiani o cittadini di altri paesi dell’Unione Europea, stranieri regolarmente soggiornanti per motivi diversi dal turismo, che siano temporaneamente impossibilitati a provvedere autonomamente alle proprie esigenze alloggiative e di sussistenza. La legge Bossi-Fini, inoltre, prevede che il Sindaco, in particolari situazioni di emergenza, può disporre l’alloggiamento nei centri di accoglienza di stranieri non in regola con disposizioni sull’ingresso e sul soggiorno nel territorio dello Stato, fatte salve le disposizioni sul loro allontanamento dal territorio medesimo”.
L’assessore alle Politiche Sociali Francesca Maletti ha risposto così all’interrogazione con cui Baldo Flori (Modena a Colori) chiedeva notizie in merito alla situazione delle ex-scuole di Navicello. Nel dettaglio, il consigliere ricordava che grazie alla ristrutturazione dell’immobile erano stati ricavati quattro appartamenti “che il Comune di Modena doveva destinare, in base alla graduatoria, a famiglie che ne facessero richiesta e che fossero in possesso dei requisiti richiesti dal bando comunale. La ristrutturazione, avvenuta con fondi pubblici, è costata ai contribuenti circa 1 miliardo di vecchie lire, cioè 250 milioni di lire ad appartamento”. Secondo Flori “gli alloggi sarebbero stati assegnati dal Comune ad alcune famiglie di extracomunitari che comunque non abitano quotidianamente in questi appartamenti. Anche le famiglie del posto confermano che gli alloggi risultano spesso chiusi e che raramente vedono qualcuno e comunque sempre per brevi periodi”.
Dopo aver messo in evidenza lo stato di “abbandono del giardino”, Flori rimarcava che “una casa nuova, appena ristrutturata ha bisogno di essere vissuta per non rovinarsi e per far sì che non si crei umidità. Gli alloggi sono comunali, per cui se non vengono utilizzati da queste famiglie potrebbero essere riassegnati a favore di qualcuno che ha veramente bisogno di una casa”.
Il consigliere, in considerazione del fatto che “le famiglie che alloggiano in questi appartamenti, non tornano a casa a dormire tutte le notti”, interrogava quindi la Giunta per chiedere “se il Comune di Modena intenda accertarsi che le famiglie di cui sopra non alloggino già in altre case e che necessitino veramente di un alloggio” e “se il Comune di Modena intenda chiedere la decadenza dell'assegnazione dell'alloggio così come previsto dalla legge Regionale 24 del 2001”, chiedendo infine anche l’ammontare del “canone d'affitto che pagano queste famiglie e se sono in regola con i pagamenti”.
Dopo aver ricordato il quadro normativo regionale all’interno del quale è stato possibile ristrutturare le ex-scuole – con la compartecipazione della stessa Regione al 50% sull’importo di 610mila euro necessari ai lavori – l’assessore Maletti ha spiegato che i primi ingressi si sono avuti nel febbraio del 2006, accogliendo in via d’urgenza alcune persone che erano rimaste senza alloggio (straniere ed italiane) a causa dell’incendio ad un palazzo di via Archirola.
Francesca Maletti, inoltre, ha riepilogato le funzioni del centro di accoglienza, così come previste dalla legge 189 del 2002, in base alla quale queste strutture – oltre all’accoglienza di persone impossibilitate a provvedere autonomamente alle proprie esigenze alloggiative e di sussistenza – svolgono anche un ruolo di integrazione sociale delle persone ospitate, fermo restando il fatto che l’accoglienza è comunque vincolata alla definizione di un progetto di accoglienza individualizzato che prevede obiettivi, tempi e modalità dell’accoglienza stessa: “Risulta quindi importante garantire un rispetto degli impegni degli ospiti e dei tempi di accoglienza definiti dal contratto stesso – ha rimarcato l’assessore – Un alto turn over delle presenze è un indicatore positivo rispetto alla funzionalità di queste strutture, che devono rispondere davvero alle esigenze di intervento legate alle diverse situazioni di difficoltà, senza essere saturate da presenze che si protraggono per tempi troppo lunghi”.
L’assessore ha anche colto l’occasione per ricordare che la gestione è in affidamento al Centro Stranieri e avviene in appalto al Consorzio di Solidarietà Sociale. Gli utenti, inoltre, devono corrispondere una somma per l’accoglienza, anche se l’assessore ha sottolineato che “viste le caratteristiche dell’utenza, spesso in condizioni di gravi difficoltà, si riscontra un aumento delle accoglienze in cui viene previsto l’esonero del pagamento della quota di partecipazione al costo del servizio e che viene sostenuta con l’erogazione di piccoli contributi economici per la sussistenza. Attualmente la media indicativa della durata del percorso di accoglienza è pari a 6 mesi”.
Nel corso della risposta la Maletti ha anche annunciato che sono stati effettuati i lavori di pulizia del cortile e ha concluso ricordando che ad oggi sono state accolte 8 persone, di cui alcune hanno già concluso il percorso di accoglienza: “Si ritiene utile mantenere i posti attualmente liberi come disponibilità preziosa in vista dell’avvio delle azioni di intervento legate all’emergenza freddo. Non si tratta pertanto di alloggi assegnati a singoli nuclei familiari, in quanto i contributi della Regione vincolano gli appartamenti ad utilizzo per attività assistenziale e gli assegnatari non devono corrispondere un canone di affitto”.
In fase di replica Flori si è dichiarato non soddisfatto della risposta, giudicandola “burocratica”. Il consigliere ha aggiunto che “la nostra non è una denuncia per uno scandalo, ma si basa su dati raccolti. C’è stato un intervento tardivo del Comune. Ogni alloggio è costato 300 milioni di vecchie lire per ospitare tre persone per ogni alloggio, quindi sono alloggi normali. Con la scarsità di risorse che si lamenta, ci dovrebbe essere attenzione a usare con oculatezza e continuità queste strutture. In questo caso evidentemente questa vigilanza continua non c’è stata. Si affidano in realtà a persone che poi non utilizzano le strutture perché poi, lungo il percorso dell’intervento, si allontanano per fare altre scelte”.
L’assessore alle Politiche Sociali Francesca Maletti ha risposto così all’interrogazione con cui Baldo Flori (Modena a Colori) chiedeva notizie in merito alla situazione delle ex-scuole di Navicello. Nel dettaglio, il consigliere ricordava che grazie alla ristrutturazione dell’immobile erano stati ricavati quattro appartamenti “che il Comune di Modena doveva destinare, in base alla graduatoria, a famiglie che ne facessero richiesta e che fossero in possesso dei requisiti richiesti dal bando comunale. La ristrutturazione, avvenuta con fondi pubblici, è costata ai contribuenti circa 1 miliardo di vecchie lire, cioè 250 milioni di lire ad appartamento”. Secondo Flori “gli alloggi sarebbero stati assegnati dal Comune ad alcune famiglie di extracomunitari che comunque non abitano quotidianamente in questi appartamenti. Anche le famiglie del posto confermano che gli alloggi risultano spesso chiusi e che raramente vedono qualcuno e comunque sempre per brevi periodi”.
Dopo aver messo in evidenza lo stato di “abbandono del giardino”, Flori rimarcava che “una casa nuova, appena ristrutturata ha bisogno di essere vissuta per non rovinarsi e per far sì che non si crei umidità. Gli alloggi sono comunali, per cui se non vengono utilizzati da queste famiglie potrebbero essere riassegnati a favore di qualcuno che ha veramente bisogno di una casa”.
Il consigliere, in considerazione del fatto che “le famiglie che alloggiano in questi appartamenti, non tornano a casa a dormire tutte le notti”, interrogava quindi la Giunta per chiedere “se il Comune di Modena intenda accertarsi che le famiglie di cui sopra non alloggino già in altre case e che necessitino veramente di un alloggio” e “se il Comune di Modena intenda chiedere la decadenza dell'assegnazione dell'alloggio così come previsto dalla legge Regionale 24 del 2001”, chiedendo infine anche l’ammontare del “canone d'affitto che pagano queste famiglie e se sono in regola con i pagamenti”.
Dopo aver ricordato il quadro normativo regionale all’interno del quale è stato possibile ristrutturare le ex-scuole – con la compartecipazione della stessa Regione al 50% sull’importo di 610mila euro necessari ai lavori – l’assessore Maletti ha spiegato che i primi ingressi si sono avuti nel febbraio del 2006, accogliendo in via d’urgenza alcune persone che erano rimaste senza alloggio (straniere ed italiane) a causa dell’incendio ad un palazzo di via Archirola.
Francesca Maletti, inoltre, ha riepilogato le funzioni del centro di accoglienza, così come previste dalla legge 189 del 2002, in base alla quale queste strutture – oltre all’accoglienza di persone impossibilitate a provvedere autonomamente alle proprie esigenze alloggiative e di sussistenza – svolgono anche un ruolo di integrazione sociale delle persone ospitate, fermo restando il fatto che l’accoglienza è comunque vincolata alla definizione di un progetto di accoglienza individualizzato che prevede obiettivi, tempi e modalità dell’accoglienza stessa: “Risulta quindi importante garantire un rispetto degli impegni degli ospiti e dei tempi di accoglienza definiti dal contratto stesso – ha rimarcato l’assessore – Un alto turn over delle presenze è un indicatore positivo rispetto alla funzionalità di queste strutture, che devono rispondere davvero alle esigenze di intervento legate alle diverse situazioni di difficoltà, senza essere saturate da presenze che si protraggono per tempi troppo lunghi”.
L’assessore ha anche colto l’occasione per ricordare che la gestione è in affidamento al Centro Stranieri e avviene in appalto al Consorzio di Solidarietà Sociale. Gli utenti, inoltre, devono corrispondere una somma per l’accoglienza, anche se l’assessore ha sottolineato che “viste le caratteristiche dell’utenza, spesso in condizioni di gravi difficoltà, si riscontra un aumento delle accoglienze in cui viene previsto l’esonero del pagamento della quota di partecipazione al costo del servizio e che viene sostenuta con l’erogazione di piccoli contributi economici per la sussistenza. Attualmente la media indicativa della durata del percorso di accoglienza è pari a 6 mesi”.
Nel corso della risposta la Maletti ha anche annunciato che sono stati effettuati i lavori di pulizia del cortile e ha concluso ricordando che ad oggi sono state accolte 8 persone, di cui alcune hanno già concluso il percorso di accoglienza: “Si ritiene utile mantenere i posti attualmente liberi come disponibilità preziosa in vista dell’avvio delle azioni di intervento legate all’emergenza freddo. Non si tratta pertanto di alloggi assegnati a singoli nuclei familiari, in quanto i contributi della Regione vincolano gli appartamenti ad utilizzo per attività assistenziale e gli assegnatari non devono corrispondere un canone di affitto”.
In fase di replica Flori si è dichiarato non soddisfatto della risposta, giudicandola “burocratica”. Il consigliere ha aggiunto che “la nostra non è una denuncia per uno scandalo, ma si basa su dati raccolti. C’è stato un intervento tardivo del Comune. Ogni alloggio è costato 300 milioni di vecchie lire per ospitare tre persone per ogni alloggio, quindi sono alloggi normali. Con la scarsità di risorse che si lamenta, ci dovrebbe essere attenzione a usare con oculatezza e continuità queste strutture. In questo caso evidentemente questa vigilanza continua non c’è stata. Si affidano in realtà a persone che poi non utilizzano le strutture perché poi, lungo il percorso dell’intervento, si allontanano per fare altre scelte”.
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