Lungo dibattito in Consiglio in seguito alla presentazione di due distinte relazioni, una di minoranza l'altra di maggioranza, dell'attività della Commissione Controllo e Garanzia.
Situazione anomala quella verificatasi ieri pomeriggio in Consiglio Comunale dove sono state presentate e quindi votate due relazioni relative ai lavori della Commissione consiliare Controllo e Garanzia: una firmata dal Presidente Sergio Celloni (Udc), l’altra dal vicepresidente Michele Andreana (Ds). Alla base della questione un’interpretazione diversa degli ambiti di competenza della Commissione che ha dato vita ad un animato dibattito a cui hanno partecipato numerosi consiglieri. Al termine è stata approvata la relazione presentata dal vicepresidente Andreana con i voti favorevoli di: Ds, Margherita, Società civile, Prc, Sdi, Udeur, Verdi e Alleanza Nazionale; contrari: Forza Italia e Udc. Non è invece stata approvata la relazione del presidente Celloni che ha raccolto i voti favorevoli di Forza Italia, Udc e Alleanza Nazionale; contrari: Ds, Margherita, Società civile, Prc, Sdi, Udeur e Verdi.
Veniamo ai fatti. Il presidente della Commissione Sergio Celloni ha dapprima presentato la sua relazione evidenziando “l’uso strumentale” dell’Ufficio stampa da parte dell’Amministrazione e ricordando i passi da lui compiuti in questi due anni: “la richiesta che il Consiglio intervenga nella scelta degli addetti stampa del Comune, che vi sia un portavoce del Consiglio, che vengano regolati spazi dedicati al Consiglio nei mezzi di comunicazione del Comune e che si arrivi a stabilire un regolamento dell’Ufficio Stampa”. Celloni ha quindi ricordato come “la Commissione Controllo e Garanzia, l’unica delle quattro commissioni permanenti in mano alla minoranza, sia un organo di garanzia e controllo del regolare svolgimento dell’attività quotidiana dell’amministrazione, che può intervenire solo in casi eccezionali a differenza di quanto avviene in altre città”. Ha quindi citato i casi concreti di cui la Commissione si è occupata, soprattutto in relazione a comunicati redatti dall’Ufficio stampa, e ha ricordato la conferenza stampa convocata per denunciare la mancanza di visibilità data all’azione politica delle minoranze. Celloni ha infine sottolineato di aver richiesto una sottocommissione e di aver presentato un ordine del giorno “per istituire un fondo in grado di garantire autonomia economica a ciascuna commissione per snellire l’operato del Consiglio”.
E’ quindi stata la volta del vicepresidente Andreana che ha rimarcato la difficoltà della Commissione a definire una relazione unitaria per “le differenze che permangono al suo interno sui limiti entro cui svolgere la propria attività” e “il metodo di lavoro delle minoranze tendente a sottolineare l’esigenza di allargare gli spazi comunicativi, richiesta legittima per la quale tuttavia Statuto e Regolamento prevedono strumenti diversi”. La mancanza di una visione definita degli ambiti in cui muoversi avrebbe pertanto generato una sostanziale stasi nel lavoro della Commissione che per il Vicepresidente potrebbe essere superata attraverso uno strumento già ravvisato nella passata legislatura dall’allora Presidente della Commissione, quello della ‘raccomandazione’. E ha concluso: “Crediamo che questa situazione di conflitto interno potrebbe essere superata se si giungesse in tempi rapidi a definire concordemente un blocco di proposte da inserire una ‘raccomandazione’ sul tema della comunicazione”. Dopo aver sottolineato che la Commissione non può trasformarsi nella sede impropria per discutere l’impianto della comunicazione dell’Amministrazione, il vicepresidente della Commissione ha raccomandato alla Conferenza dei Capigruppo di “verificare la possibilità di arrivare ad una soluzione condivisa sul tema della comunicazione”.
“Vorrei sperare che siamo alla fine della querelle – ha detto in apertura di dibattito il consigliere Baldo Flori (Modena a colori) - che ha accompagnato questi due anni di legislatura. In Commissione il confronto è stato ampio e approfondito: c’è stato un fuoco di sbarramento intorno alla competenze della Commissione fino ad arrivare a due relazioni distinte. Nella sostanza il problema esiste tanto che si è cercato un accordo in sede di capigruppo. La sfida lanciata questa sera da Andreana va raccolta e penso che il tema vada affrontato in una revisione dello Statuto, anche se ritengo che la Commissione potesse intervenire anche senza andare alle modifiche del Regolamento”.
Achille Caropreso (Gruppo Indipendente) ha espresso “disagio di fronte a quanto andiamo a votare. In altri tempi i consiglieri hanno avuto un materiale elaborato dal Presidente su cui esprimere un giudizio. Questa sera non c’è. L’aula non dovrebbe votare opinioni o pareri ma fatti”. Fausto Cigni (Ds) ha alzato i toni della discussione: “Perseverare su un’idea vuol dire non avere compreso cosa è la Commissione o andare avanti facendo finta di nulla”, e si è quindi rivolto direttamente al Presidente “che dovrebbe mediare tra le diverse posizioni e che invece in questi tre anni ha continuato a fare qualcosa che non serve; che avrebbe dovuto tutelare i consiglieri di maggioranza e di minoranza, e che invece, dicendo che tutela solo le minoranze, si spoglia del proprio ruolo e che ha fatto della Commissione solo un elemento di battaglia politica”. “Continuare così danneggia questo Consiglio comunale. La Commissione deve intervenire di fronte a fatti gravi che riguardano i consiglieri, è la Commissione Affari Istituzionali che deve occuparsi di altro”, conclude Cigni.
Andrea Galli (An) ha spiegato i motivi per cui si trova d’accordo con la relazione della maggioranza che ha definito “ben fatta”, ma voterà sì anche all’altra. “Celloni ha voluto affrontare in questi tre anni dei problemi reali, e questo è il motivo per cui la Commissione ha girato spesso a vuoto. Non si è voluto trovare una soluzione al problema dei problemi: il modo in cui viene condotto l’Ufficio stampa. Ha quindi manifestato “solidarietà al presidente della Commissione che si è sentito preso in giro per la protervia con cui non sono stati risolti i problemi della comunicazione” e ha concluso: “Un documento di sintesi sarebbe stato possibile se lui fosse stato messo nelle condizioni di poterlo fare. Sono tre anni che quello che diciamo non passa sui giornali, o viene stravolto; è ovvio che siamo amareggiati per questa situazione”.
Ivo Esposito (FI) ha insistito sul fatto che: “La commissione deve garantire i diritti di tutti, anche dei consiglieri di minoranza. In questa situazione, in cui non viene data visibilità alla minoranza, c’è un problema di sostanza, è dunque ragionevole che il Presidente della Commissione si schieri a difesa della minoranza che rappresenta quel 40 per cento di modenesi che non ha votato a sinistra. Forse il presidente Celloni è sembrato sminuire il proprio lavoro, ma in realtà egli ha voluto difendere la pari dignità di tutti”.
William Garagnani (Ds) ha sottolineato “il valore professionale e deontologico di tutti i giornalisti dell’ufficio stampa” e ha ribadito: “La commissione è stata di fatto bloccata sulla questione della comunicazione; chi vi ha partecipato si è trovato ogni volta davanti ad un canovaccio già scritto. Pur nel rispetto di ogni legittima posizione, la reiterazione di questo messaggio è stata oltre misura, anche perché sia il regolamento che la prassi consolidata nella scorsa consigliatura autorizzavano a pensare che la Commissione si dovesse riferire a casi specifici di violazioni delle facoltà dei consiglieri.
Ha invece difeso l’operato del Presidente, Adolfo Moranti (Fi) che lo ha definito “uomo serio, uomo del fare, imprenditore che crede nelle cose che fa” e ha aggiunto: “Quello compiuto sino ad oggi dal Presidente è stato un percorso democratico e coerente, infatti un problema di comunicazione c’era ed è stato più volte posto all’attenzione della Commissione, proprio perché anche la maggioranza se ne è resa conto si sono volute dare alle minoranze alcune possibilità in più di esprimersi”.
Per Davide Torrini (Udc): “Regolamenti e Statuti ci obbligano a passaggi che avremmo preferito evitare. Poco opportuno è votare questi due documenti ma i regolamenti ci obbligano a farlo. All’avvio di questa consigliatura c’è un episodio che non è eliminabile. Siamo fieri oppositori e denunciatori, anche attraverso la conferenza stampa, di scelte che non abbiamo condiviso, ma nessuno ha mai messo in discussione la competenza e la professionalità dei singoli addetti stampa. Stiamo tentando pur con gravi difficoltà un percorso con i capigruppo, questo dibattito cade quindi nel momento meno utile perché questa tregua armata diventi qualcosa di più. Leggo il dibattito di oggi come una fotografia del passato, voterò a favore della relazione del consigliere Celloni perché sono certo che se riusciremo a fare qualche passo avanti lo dovremo alla sua serietà e passione”.
Dante Mazzi (Fi) solleva il problema della differenza tra le altre Commissioni e questa: “l’unica che ha un vicepresidente espressione dell’altra parte politica” e ipotizza che “forse anche per questo peccato originale è nato questo muro contro muro”. Il consigliere inoltre insiste sulla “sottoesposizione mediatica di tutto il Consiglio, non di una sola parte politica” per le modalità giornalistiche utilizzate nella redazione dei comunicati. E aggiunge: “ora si dice che si vuole uscire da questa impasse, ma ritengo che non sia una reale volontà, per farlo bisognerebbe andare in commissione Affari Istituzionali e cambiare il Regolamento. La maggioranza dovrebbe dirsi disponibile a questo passo.”
In conclusione di dibattito il Sindaco introduce alcune precisazioni: “La struttura della Commissione Controllo e Garanzia fu realizzata in modo corale, frutto di una seria e approfondita discussione, e rappresenta un modello funzionale per questo tipo di Commissione, lo sanno bene i consiglieri che la votarono. Siccome il presidente è della minoranza, il vicepresidente deve essere della maggioranza in modo da farla funzionare anche in caso di inerzia del presidente. E’ quindi una struttura di garanzia; il farla funzionare dipende dagli argomenti scelti e dalla capacità di sintesi alte come era accaduto nella consigliatura precedente. Il tema della comunicazione ha polarizzato i lavori della Commissione, inoltre la presenza in questo mandato di un alto numero di gruppi consiliari ha sicuramente appesantito il lavoro delle Commissioni consiliari. Penso si potrebbe andare oltre la tregua armata, perché in realtà ciò che interessa sono i risultati, se riuscissimo a passare ad una scelta in cui siamo tutti consapevoli che ciascuno ha il diritto di esprimere con forza il proprio parere”.
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