L'assessore Maletti risponde ad un'interrogazione di Flori (Modena a Colori).
Nove le gare con cui l’Amministrazione comunale ha dato in appalto diversi servizi di welfare. In tutti i casi l’amministrazione ha seguito procedure di affidamento conformi alle direttive europee e della Regione Emilia Romagna. Le gare hanno avuto ampia pubblicità in ambito non solo locale ma anche nazionale e comunitario, ciononostante sette su nove hanno vista la presentazione di un’unica offerta. Lo ha fatto sapere l’assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti che ha spiegato in dettaglio l’esito delle gare rispondendo ad un’interrogazione di Baldo Flori (Modena a Colori) che chiedeva “quali fossero i risultati economici e quali innovazioni fossero state conseguite con la lunga tornata di rinnovo per gli appalti inerenti al welfare”.
In particolare alla prima gara d’appalto per la fornitura pasti alle case protette S. Giovanni Bosco, Vignolese e i servizi di assistenza domiciliare è giunta solo l’offerta della Cooperativa Italiana di Ristorazione che se lo è aggiudicato per oltre 4 milioni con un ribasso rispetto alla base d’asta di 23.736 euro. Una sola offerta, quella della Consorzio Solidarietà Sociale di Modena (che se lo è aggiudicato per 3 milioni e 890.292 euro) è giunta anche alla gara per la gestione di Centro stranieri e Ufficio nomadi; così come a quella per l’organizzazione e la gestione dei servizi dell’area handicap adulti andata ad un’associazione d’impresa Gulliver e il Consorzio di Solidarietà Sociale per 6 milioni e 300.574 euro; a quella per la gestione di RSA e Centro Diurno 9 Gennaio andata per 14 milioni e 936.778 euro ad un’associazione temporanea d’imprese (Ati) formata da Domus, Gulliver, Cir, Manutencoop, Consorzio di Solidarietà Sociale; quella per la gestione della Casa Protetta e Centro Diurno Ramazzini andata all’Ati composta da Domus, Cir, Consorzio di Solidarietà sociale, Progetto Lavoro Società Cooperativa per 11 milioni e 938.764 euro con un ribasso di circa 1.200 euro; quella per la gestione della Protetta Rsa e Centro Diurno Cialdini andata per circa 19 milioni e 600 euro, con un ribasso d’asta di circa 900 euro, all’Ati formata da Gulliver, Cir, Manutencoop, Consorzio di Solidarietà sociale. E infine è giunta una solo offerta anche alla gara per l’appalto riguardante i progetti di formazione e inserimento lavorativo per disabili che il Consorzio di Solidarietà Sociale si è aggiudicato per 832.352 euro con un ribasso di circa 4.350 euro. Tre le offerte giunte, invece, per la gestione del servizio di assistenza domiciliare e dell’attività educativa territoriale rivolta i minori, ad aggiudicarsi l’appalto è stata l’Ati formata da Domus e e Gulliver per oltre15 milioni e 740 mila euro. Sei, infine, le offerte presentate alla gara d’appalto per l’affidamento del servizio di fornitura di lavoro temporaneo per la sostituzione di lavoratori assenti che si è aggiudicata l’Adecco Italia per 2milioni e 590 mila euro con un ribasso di oltre 23mila euro.
“Innovazione nei servizi di assistenza domiciliare, consolidamento di modelli gestionali nelle strutture Ramazzini e Cialdini, la trasformazione per la casa protetta Guicciardini e l’ampliamento delle attività di tutoraggio e accompagnamento lavoro sono alcune delle effettive innovazioni introdotte nei servizi – ha affermato l’assessore – novità che quindi non stanno tanto nelle procedure di affidamento, vincolate a normative regionali e comunitarie, quanto nei contenuti degli appalti e dei capitolati di gara”.
Secondo Flori le procedure d’appalto non hanno per nulla ampliato il mercato, né sono riuscite a dare risultati economici degli di considerazione. “A Modena – ha affermato il consigliere – esiste un mercato protetto, non per colpa dell’assessore, ma piuttosto a causa delle normative regionali. Il welfare mix è quindi solo apparente, in realtà una serie di condizioni strutturali portano sempre gli stessi interlocutori, le grande cooperative delle aree politiche di maggioranza, singole o associate, ad aggiudicarsi i servizi”.
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