Tutti i pareri dei consiglieri comunali sulla "Carta d'Intenti" presentata da Tesauro
Il dibattito sulla “Carta d’Intenti della Cooperazione Decentrata e Solidarietà Internazionale”, il documento approvato con il voto a favore della maggioranza, voto contrario dell’opposizione e astensione della Margherita e Udc, ha messo in rilievo la sostanziale convergenza del Consiglio sulla necessità di aiutare le popolazioni in difficoltà, registrando però diverse opinioni sullo strumento della “Carta” e sulla sua applicazione.
Ad aprire il dibattito è stato Achille Caropreso (Indipendente), secondo cui “portare aiuto alle persone sul proprio territorio è la soluzione migliore per contribuire anche a favorire l’occupazione nel paese”, mentre Mauro Manfredini (Lega Nord) ha ribadito che gli obiettivi principali della cooperazione devono essere “il miglioramento dell’economia e della democrazia, per evitare immigrazioni di massa dovuti alla miseria e all’oppressione. Questi obiettivi – ha aggiunto - passano attraverso lo sviluppo delle imprese locali, formazione, assistenza e trasferimento di know-how, evitando il fenomeno della mala-cooperazione e i finanziamenti a pioggia”.
Giorgio Prampolini (Ds) ha inquadrato la questione dal punto di vista della distribuzione del reddito, ricordando che “le tre persone più ricche del mondo hanno un reddito pari al Pil dei 48 paesi del mondo più poveri” e sottolineando lo stato di grande difficoltà dei paesi poveri: “In questo mondo solo apparentemente globalizzato, la solidarietà la possono dare gli enti locali, interpreti del G-local, con misure concrete e la carta di intenti è la cornice in cui sviluppare nuovi rapporti e iniziative, a partire dalla costituzione dell’ufficio eco-equo che potrebbe essere situato in piazza Matteotti, in cui hanno già sede la Bottega equo-solidale e la Banca etica”. Anche l’assessore allo Sport Antonino Marino ha messo in evidenza il valore della cooperazione, rilevando l’impegno messo in campo dal mondo dello sport, come nel caso recente di una sottoscrizione tra associazioni sportive a Modena che ha permesso di raccogliere 20mila euro da devolvere in beneficenza.
Concorde sugli obiettivi, ma non sul metodo seguito, Alberto Caldana (Margherita) ha spiegato che “è positivo darsi una Carta di intenti, ma mi ha molto deluso il fatto che si sia usciti dall’apposita Commissione dicendo che ci sarebbe stata un’ulteriore consultazione con l’associazionismo. E’ deludente che questo non sia stato fatto prima di votare la delibera. Inoltre si poteva osare di più, ad esempio dando indicazioni per il fund raising, cioè la raccolta di fondi, o per lo snellimento della burocrazia che interessa i progetti di cooperazione”.
William Garagnani (Ds) ha invitato a valutare con attenzione la destinazione dei fondi, evitando di commettere errori in buona fede come nel caso del Burundi e del Rwanda, chiedendo anche di “evitare di creare situazioni di dipendenza, come i disastri provocati dalla Nestlè con il latte in polvere in Africa”. E’ stata quindi la volta del presidente della Consulta degli Stranieri, Bueno Liubertsi, che ha invitato a impegnarsi in progetti di cooperazione sui problemi reali e concreti dei paesi, rispettando le loro esigenze: “Bisogna anche saper sfruttare il buon senso la parte della popolazione che c’è qui a Modena e che viene da quei paesi, che conoscono i problemi fino in fondo. Chi meglio di loro per capire quali sono le problematiche del loro paese”?. Eugenia Rossi (Ds) ha dichiarato di voler “ricucire con Caldana” ricordando in particolare che ”i tavoli sono aperti e lo saranno sempre, non c’è chiusura. Le regole, invece, sono indispensabili. Fino ad ora – ha aggiunto - il tavolo ha dato garanzie proprio perché le associazioni non sono mai state contattate una ad una, ma tutte insieme e questa è una base di equità e di vicendevole controllo tra le associazioni”. La Rossi ha anche ricordato che “la cooperazione è ridotta a elemosina, quindi bisogna aumentare le risorse rispettando gli impegni presi, ferma restando la volontà di non collaborare con gli stati canaglia e con le dittature”.
Dante Mazzi (Forza Italia) ha posto una questione procedurale, ricordando che è in corso di approvazione un disegno di legge che istituisce l’Agenzia per la cooperazione allo sviluppo, con controllo da parte del Ministero degli Esteri: “La delibera – ha quindi evidenziato - non fa riferimento a questa innovazione. Il passaggio di oggi è lodevole e interessante, ma non tiene conto che esisterà presto questa agenzia”. Sergio Celloni (Udc) non ha nascosto la sensazione di trovarsi di fronte ad una “propaganda demagogica. Sono cose importanti, ben vengano, ma se chi non si impegna chi è ai vertici, non penso che ci riusciremo noi, a parte fare dei tavoli o degli studi e che rimangono fini a se stessi”.
Andrea Leoni (Forza Italia) ha sottolineato che “il consigliere delegato ha fatto un buon lavoro che, anche se non mi trova del tutto d’accordo, lo rispetto. Ricordo però che si possono dare aiuti e per la cooperazione solo in cambio di democrazia e rispetto dei diritti umani. Tutto ciò è avvenuto raramente. La cooperazione internazionale, infatti, ha spesso consentito a regimi non democratici di prosperare e questo è uno dei motivi per cui giudichiamo negativamente la Carta di intenti del Comune. La Carta, inoltre, non è in grado migliorare i criteri di distribuzione dei fondi, che spesso di disperdono in mille rivoli”.
A conclusione del dibattito il Sindaco di Modena Giorgio Pighi ha riconosciuto che la cooperazione porta con sé “i rischi di un divario tra esigenze reali e la nostra capacità reale. Si devono mettere in campo criteri che diano chiare priorità e che ci tuteli da alcune distorsioni. Inoltre - ha aggiunto Pighi – bisogna selezionare i destinatari dal punto di vista delle caratteristiche, chiedendo il rispetto dei diritti fondamentali. Mi rivolgo anche a Caldana per dire che al punto 6 della Carta c’è la garanzia di un individuazione anche per futuri sviluppi e correzione di anomalie. Sottolineo infine il lavoro di Tesauro, è la prima importante esperienza di consigliere delegato. L’impegno e la sua passione hanno aiutato a lavorare nella direzione giusta. Bisogna quindi arrivare ad impegnarci per raggiungere alla destinazione dello 0,8% delle voci significative del bilancio su questi temi”.
In fase di replica Tesauro ha ringraziato Pighi in particolare per l’obiettivo dello 0,8%, ricordando che “il testo è frutto del confronto dei cooperanti, che hanno lavorato senza tutori, padrini e padroni. È uno strumento che si sono dati in totale autonomia e che fa perno sui valori del volontariato. E’ un documento di partenza, non di arrivo - ha aggiunto –Non è il Santo Graal, non è il documento infallibile, quindi ben venga il confronto”.
Ad aprire il dibattito è stato Achille Caropreso (Indipendente), secondo cui “portare aiuto alle persone sul proprio territorio è la soluzione migliore per contribuire anche a favorire l’occupazione nel paese”, mentre Mauro Manfredini (Lega Nord) ha ribadito che gli obiettivi principali della cooperazione devono essere “il miglioramento dell’economia e della democrazia, per evitare immigrazioni di massa dovuti alla miseria e all’oppressione. Questi obiettivi – ha aggiunto - passano attraverso lo sviluppo delle imprese locali, formazione, assistenza e trasferimento di know-how, evitando il fenomeno della mala-cooperazione e i finanziamenti a pioggia”.
Giorgio Prampolini (Ds) ha inquadrato la questione dal punto di vista della distribuzione del reddito, ricordando che “le tre persone più ricche del mondo hanno un reddito pari al Pil dei 48 paesi del mondo più poveri” e sottolineando lo stato di grande difficoltà dei paesi poveri: “In questo mondo solo apparentemente globalizzato, la solidarietà la possono dare gli enti locali, interpreti del G-local, con misure concrete e la carta di intenti è la cornice in cui sviluppare nuovi rapporti e iniziative, a partire dalla costituzione dell’ufficio eco-equo che potrebbe essere situato in piazza Matteotti, in cui hanno già sede la Bottega equo-solidale e la Banca etica”. Anche l’assessore allo Sport Antonino Marino ha messo in evidenza il valore della cooperazione, rilevando l’impegno messo in campo dal mondo dello sport, come nel caso recente di una sottoscrizione tra associazioni sportive a Modena che ha permesso di raccogliere 20mila euro da devolvere in beneficenza.
Concorde sugli obiettivi, ma non sul metodo seguito, Alberto Caldana (Margherita) ha spiegato che “è positivo darsi una Carta di intenti, ma mi ha molto deluso il fatto che si sia usciti dall’apposita Commissione dicendo che ci sarebbe stata un’ulteriore consultazione con l’associazionismo. E’ deludente che questo non sia stato fatto prima di votare la delibera. Inoltre si poteva osare di più, ad esempio dando indicazioni per il fund raising, cioè la raccolta di fondi, o per lo snellimento della burocrazia che interessa i progetti di cooperazione”.
William Garagnani (Ds) ha invitato a valutare con attenzione la destinazione dei fondi, evitando di commettere errori in buona fede come nel caso del Burundi e del Rwanda, chiedendo anche di “evitare di creare situazioni di dipendenza, come i disastri provocati dalla Nestlè con il latte in polvere in Africa”. E’ stata quindi la volta del presidente della Consulta degli Stranieri, Bueno Liubertsi, che ha invitato a impegnarsi in progetti di cooperazione sui problemi reali e concreti dei paesi, rispettando le loro esigenze: “Bisogna anche saper sfruttare il buon senso la parte della popolazione che c’è qui a Modena e che viene da quei paesi, che conoscono i problemi fino in fondo. Chi meglio di loro per capire quali sono le problematiche del loro paese”?. Eugenia Rossi (Ds) ha dichiarato di voler “ricucire con Caldana” ricordando in particolare che ”i tavoli sono aperti e lo saranno sempre, non c’è chiusura. Le regole, invece, sono indispensabili. Fino ad ora – ha aggiunto - il tavolo ha dato garanzie proprio perché le associazioni non sono mai state contattate una ad una, ma tutte insieme e questa è una base di equità e di vicendevole controllo tra le associazioni”. La Rossi ha anche ricordato che “la cooperazione è ridotta a elemosina, quindi bisogna aumentare le risorse rispettando gli impegni presi, ferma restando la volontà di non collaborare con gli stati canaglia e con le dittature”.
Dante Mazzi (Forza Italia) ha posto una questione procedurale, ricordando che è in corso di approvazione un disegno di legge che istituisce l’Agenzia per la cooperazione allo sviluppo, con controllo da parte del Ministero degli Esteri: “La delibera – ha quindi evidenziato - non fa riferimento a questa innovazione. Il passaggio di oggi è lodevole e interessante, ma non tiene conto che esisterà presto questa agenzia”. Sergio Celloni (Udc) non ha nascosto la sensazione di trovarsi di fronte ad una “propaganda demagogica. Sono cose importanti, ben vengano, ma se chi non si impegna chi è ai vertici, non penso che ci riusciremo noi, a parte fare dei tavoli o degli studi e che rimangono fini a se stessi”.
Andrea Leoni (Forza Italia) ha sottolineato che “il consigliere delegato ha fatto un buon lavoro che, anche se non mi trova del tutto d’accordo, lo rispetto. Ricordo però che si possono dare aiuti e per la cooperazione solo in cambio di democrazia e rispetto dei diritti umani. Tutto ciò è avvenuto raramente. La cooperazione internazionale, infatti, ha spesso consentito a regimi non democratici di prosperare e questo è uno dei motivi per cui giudichiamo negativamente la Carta di intenti del Comune. La Carta, inoltre, non è in grado migliorare i criteri di distribuzione dei fondi, che spesso di disperdono in mille rivoli”.
A conclusione del dibattito il Sindaco di Modena Giorgio Pighi ha riconosciuto che la cooperazione porta con sé “i rischi di un divario tra esigenze reali e la nostra capacità reale. Si devono mettere in campo criteri che diano chiare priorità e che ci tuteli da alcune distorsioni. Inoltre - ha aggiunto Pighi – bisogna selezionare i destinatari dal punto di vista delle caratteristiche, chiedendo il rispetto dei diritti fondamentali. Mi rivolgo anche a Caldana per dire che al punto 6 della Carta c’è la garanzia di un individuazione anche per futuri sviluppi e correzione di anomalie. Sottolineo infine il lavoro di Tesauro, è la prima importante esperienza di consigliere delegato. L’impegno e la sua passione hanno aiutato a lavorare nella direzione giusta. Bisogna quindi arrivare ad impegnarci per raggiungere alla destinazione dello 0,8% delle voci significative del bilancio su questi temi”.
In fase di replica Tesauro ha ringraziato Pighi in particolare per l’obiettivo dello 0,8%, ricordando che “il testo è frutto del confronto dei cooperanti, che hanno lavorato senza tutori, padrini e padroni. È uno strumento che si sono dati in totale autonomia e che fa perno sui valori del volontariato. E’ un documento di partenza, non di arrivo - ha aggiunto –Non è il Santo Graal, non è il documento infallibile, quindi ben venga il confronto”.
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