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17/05/2007

IL CONSIGLIO COMUNALE DISCUTE DELLA MOSCHEE APERTE

L'assessore Maletti risponde ad un'interrogazione di Manfredini (Lega Nord)
“Il 31 marzo scorso insegnanti e scuole modenesi, a tutela degli alunni, non hanno aderito all’iniziativa ‘Moschee aperte’ viste le polemiche della Lega Nord, che aveva creato un clima di strumentalizzazione che non è certo quello in cui si possono stimolare riflessione e rispetto reciproco. Ricordo in ogni caso che l’iniziativa non ha avuto costi a carico del Comune e che tutto è stato sostenuto dalle moschee stesse”.
Lo ha dichiarato nel corso del Consiglio comunale l’assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti, rispondendo ad un’interrogazione – poi trasformata in interpellanza - con cui Mauro Manfredini (Lega Nord) chiedeva di conoscere le ragioni alla base dell’iniziativa, sottolineando in particolare che il 31 marzo coincide con la vigila della nascita di Maometto: “Le istituzioni dovrebbero promuovere una maggiore conoscenza della nostra cultura e delle nostre tradizioni per agevolare una vera integrazione da parte degli immigrati – ha dichiarato Manfredini – Quello che invece viene prospettato da questa iniziativa sembra promuovere un’integrazione dei modenesi verso la cultura islamica e non viceversa. Ci sentiamo insomma di subire un razzismo al contrario visto che si vieta anche di fare il presepe o la festa del papà”.
L’assessore ha proseguito ricordando a Manfredini che da anni vengono organizzati gli Itinerari Didattici con visite a tutti i luoghi di culto, quindi alla Moschea, al Duomo, alla chiesa Ortodossa e alla Sinagoga, auspicando “una reciproca conoscenza delle relative tradizioni culturali e religiose. Non si tratta quindi di proselitismo, ma solo di diffusione di conoscenza della tradizione islamica intesa come realtà culturale di molti immigrati. Ricordo, infine, che ha partecipato anche l’Arcivescovo monsignor Benito Cocchi, a testimonianza del rispetto reciproco”.
“La Lega sarà contenta perché l’incontro con le scuole è fallito – ha sottolineato Achille Caropreso (Indipendente) – Ma a mio avviso dobbiamo rammaricarcene. L’alternativa alla reciproca conoscenza, infatti, è lo scontro. Speriamo quindi che il prossimo anno ci sia questa visita da parte degli studenti”. Secondo Sergio Celloni (Udc) “è giusta la visita delle scuole, ma qui si va un po’ troppo all’esasperazione della politica di integrazione, che invece deve essere naturale”, mentre Dante Mazzi (Forza Italia) ha messo in rilievo che “è giusto che ci sia integrazione a livello locale e conoscere i luoghi di culto, ma bisogna anche sapere cosa si fa in questi luoghi. Il centrosinistra attraverso Amato ha detto che l’Europa fa la mappatura delle moschee, che a volte sono usate in modo sbagliato. Parole che sono un macigno verso il buonismo del Centrosinistra. Nessuno critica l’islam moderato, ma quello fanatico che utilizza le moschee per messaggi di fanatismo e come basi terroristiche”. Giuseppe Campana (Ds) ha ricordato che “una parte minoritaria di musulmani che vivono in Italia sono cittadini italiani, 40mila cittadini italiani sono ebrei, molti milioni sono cattolici e molti milioni sono agnostici e la Costituzione ne tiene conto assicurando il rispetto per le religioni e le razze. Ecco perché un’espressione che ho sentito qui, in un Consiglio comunale come ‘la nostra religione’ è un’espressione impropria, perché le religioni sono tutelate dalla Costituzione. Niente di ciò che ho detto – ha aggiunto - è in contraddizione con la politica della sicurezza. Se poi la sinistra tende al buonismo e la destra alla xenofobia, ognuno guardi in casa propria”.
Enrico Artioli (Margherita) ha stigmatizzato l’atteggiamento della Lega Nord, dichiarando di “non capire le ragioni per cui una comunità che si apre ad altre comunità debba essere osteggiata. Non è mica un virus, non si contrae il virus dell’islamismo”.
Baldo Flori (Modena a Colori) ha invitato a “stare attenti, perché se ci si richiama alla laicità della Costituzione, poi però si utilizza un lessico che si rifà ad ambienti evidenti, con espressioni come ‘peccato veniale’ o ‘peccato mortale’. Non ci sono peccati, non esageriamo, non è in discussione neanche la libertà di pensiero. Bisogna affrontare il problema verificando se le iniziative ci consentono di andare lungo la strada dell’integrazione o se, al contrario, ci bloccano o vengono lette con preoccupazione. Soprattutto oggi non si può dare l’impressione che si usino due pesi e due misure. Ricordo – ha concluso – che io fui tra quelli che si oppose all’idea di un consiglio di circoscrizione all’interno di una moschea”.
Ercole Toni (Ds) ha invitato alla “moderazione e prudenza, altrimenti si cade nel razzismo. Parliamo della moschea di Modena o del resto d’Italia? Sento parlare di covi terroristici, ma a Modena non mi risulta. Se qualcuno sa, presenti delle denunce, non dica cose vaghe o per sentito dire”. Anche per Sergio Rusticali (Sdi) il problema dell’immigrazione “va affrontato con equilibrio e senza strumentalizzazioni”.
E’ stata poi di nuovo la volta di Manfredini che ha chiesto le scuse ufficiali di Campana: “Non sono razzista o xenofobo e pretendo scuse pubbliche. Le altre religioni non ci hanno mai contestato niente, né hanno chiesto di togliere il crocifisso o togliere il presepe, invece questi lo impongono. In alcune scuole non hanno fatto il presepe. Io non voglio essere integrato e non voglio che i miei figli e nipoti siano integrati. Se 10 anni fa mi avessero detto che il Vescovo sarebbe andato ad un’iniziativa del genere avrei detto che era pazzo da legare. Ribadisco che il giorno portare i bimbi alle moschee il giorno della nascita di Maometto è una data sbagliata, è come se fosse il nostro Natale”.
Campana ha replicato dichiarando di “aver detto, rivolto a Mazzi, che una deviazione tipica della sinistra è il buonismo, della destra è la xenofobia. Questi sono due campi portatori di deviazioni da cui guardarsi. Questo ho detto”.
Al termine del dibattito Francesca Maletti ha ricordato che “il 10,38% dei residenti a Modena proviene da 121 stati diversi e, in base a dati della Prefettura, appartengono a 40 diverse confessioni religiose. Porre oggi qui un tema come ‘stranieri si o no’, non ha senso. La domanda da porsi è come possiamo integrare e convivere, come vogliamo Modena tra 5 o 10 anni. Se non ci fossero gli immigrati, le nostre imprese non andrebbero avanti e i nostri anziani non avrebbero assistenza. Non mi risulta poi che a Modena gli stranieri abbiamo chiesto di togliere il crocifisso o di non fare il presepe, non c’è stata alcuna richiesta. Solo nel 2001 e 2002 c’è stato un dibattito innescato da Adel Smith, che tra l’altro ha fatto male solo agli stranieri. Ricordo infine che il tema della sicurezza è diverso dal tema della convivenza. Il tema della percezione della insicurezza è più che direttamente proporzionale all’aumento dei reati, determinato dalla non conoscenza. Se non ci si confronta, perciò, a Modena la convivenza civile diventerà sempre più difficile”.

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