Il 22 e il 26 maggio appuntamenti con artisti stranieri nelle gallerie Mazzoli, 42 e D406 per la prima edizione di una rassegna organizzata dal Comune e dal Centro musica
La musica contemporanea entra nelle gallerie d’arte di Modena per coniugare suoni e immagini in un percorso che riscopre, saltando i confini, il rapporto tra le espressioni artistiche. E si intitola appunto “Sconfini” la prima edizione di una rassegna promossa dal Centro Musica e dall’assessorato alla Cultura del Comune, in programma alla Galleria Mazzoli, alla Galleria 42 e alla Galleria D406 il 22 e il 26 maggio (ingresso gratuito, informazioni al numero 059 2032651 e nel sito www.musicplus.it).
“E’ un nuovo esperimento – spiega l’assessore comunale alla Cultura Mario Lugli – che fa tesoro anche dell’esperienza del Centro musica, che dal 1999 al 2002 ha realizzato il progetto Toys, master di composizione con Franco Donatoni, Adriano Guarneri, Salvatore Sciarrino, Alvise Vidolin e ha organizzato rassegne di musica contemporanea con docenti e allievi dei master”.
Tre gli appuntamenti in programma, proposti da artisti stranieri e da un direttore artistico italiano che vive e lavora all’estero, il compositore e saxofonista Marco Visconti Prasca, per performance che hanno come filo conduttore la parola “cantata, detta, trasfigurata, urlata, talvolta rigurgitata”. Si tratta di tre gruppi “che non sono formazioni strumentali, o non solo, che non fanno musica, o non solo, che non si esibiscono in una sala da concerto o in un altro luogo tradizionalmente deputato all’officio della musica”, spiega Visconti Prasca.
Gli inglesi Black Hair Soloist – che suoneranno alla galleria D406 sabato 26 maggio alle 19.30 - rappresentano il momento di massima teatralità in cui la prosodia fornisce allo stesso tempo la forma e il contenuto, azione drammaturgica e articolazione musicale. La gestualità di “Dum” e i “soliloqui” ideati da Georges Aperghis sono di un virtuosismo che paradossalmente rasenta la banalità ed è questo l’aspetto più intrigante del gruppo inglese: dimenticare di essere bravissimi
Le voci degli inglesi Causa Pulchritudinis – in scena alla Galleria 42 sabato 26 maggio alle 18.30 - rappresentano invece la purezza del canto a cappella. ‘Una sorta di ‘come eravamo’ prima che l’asprezza della realtà ci cambiasse e corrompesse ciò che sembrava immutabilmente certo. Da sentire come antecedente obbligato ai Black Hair”, commenta Visconti Prasca.
E per ultimo il “prologo” del duo MKII, che si esibisce martedì 22 maggio alle 18.30 alla Galleria Mazzoli. ‘La voce - spiega Visconti Prasca - è sinonimo di canto, declamazione di versi e il saxofono è lo strumento del Jazz; un po’ più arduo è immaginarsi l’apparato vocale come una sorta di ‘oscillatore naturale’ e il saxofono come ‘una macchina per produrre intervalli musicali’ più o meno temperati”.
“E’ un nuovo esperimento – spiega l’assessore comunale alla Cultura Mario Lugli – che fa tesoro anche dell’esperienza del Centro musica, che dal 1999 al 2002 ha realizzato il progetto Toys, master di composizione con Franco Donatoni, Adriano Guarneri, Salvatore Sciarrino, Alvise Vidolin e ha organizzato rassegne di musica contemporanea con docenti e allievi dei master”.
Tre gli appuntamenti in programma, proposti da artisti stranieri e da un direttore artistico italiano che vive e lavora all’estero, il compositore e saxofonista Marco Visconti Prasca, per performance che hanno come filo conduttore la parola “cantata, detta, trasfigurata, urlata, talvolta rigurgitata”. Si tratta di tre gruppi “che non sono formazioni strumentali, o non solo, che non fanno musica, o non solo, che non si esibiscono in una sala da concerto o in un altro luogo tradizionalmente deputato all’officio della musica”, spiega Visconti Prasca.
Gli inglesi Black Hair Soloist – che suoneranno alla galleria D406 sabato 26 maggio alle 19.30 - rappresentano il momento di massima teatralità in cui la prosodia fornisce allo stesso tempo la forma e il contenuto, azione drammaturgica e articolazione musicale. La gestualità di “Dum” e i “soliloqui” ideati da Georges Aperghis sono di un virtuosismo che paradossalmente rasenta la banalità ed è questo l’aspetto più intrigante del gruppo inglese: dimenticare di essere bravissimi
Le voci degli inglesi Causa Pulchritudinis – in scena alla Galleria 42 sabato 26 maggio alle 18.30 - rappresentano invece la purezza del canto a cappella. ‘Una sorta di ‘come eravamo’ prima che l’asprezza della realtà ci cambiasse e corrompesse ciò che sembrava immutabilmente certo. Da sentire come antecedente obbligato ai Black Hair”, commenta Visconti Prasca.
E per ultimo il “prologo” del duo MKII, che si esibisce martedì 22 maggio alle 18.30 alla Galleria Mazzoli. ‘La voce - spiega Visconti Prasca - è sinonimo di canto, declamazione di versi e il saxofono è lo strumento del Jazz; un po’ più arduo è immaginarsi l’apparato vocale come una sorta di ‘oscillatore naturale’ e il saxofono come ‘una macchina per produrre intervalli musicali’ più o meno temperati”.
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