All'auditorium Beccaria il Comune si interroga su nidi e scuole d'infanzia.
Il Comune si interroga sulla qualità dei servizi educativi. Sarà l'assessore Adriana Querzè a presiedere giovedì 24 maggio il seminario "Obiettivo qualità: ente locale e servizi educativi", organizzato dall'Ufficio qualità 0-6 anni del Settore Istruzione del Comune di Modena. L'appuntamento è alle ore 9 presso l'Auditorium Beccaria in via Razzaboni 80. L’Ufficio qualità di Modena, l'unico in Regione, è nato nel 2006 per mettere a sistema i percorsi qualità dei servizi, pubblici e privati, di nido e di scuola dell’infanzia; svolge pertanto un’attività di controllo, supporto e ricerca. L’Ufficio tiene monitorata la qualità dei servizi erogati da tutte le strutture, comprese quelle private e convenzionate, che accolgono bambini da 0 a 3 anni; ultimamente questa attività di controllo è partita anche nelle scuole d’infanzia Fism. Oltre agli aspetti più tecnici (personale impegnato, orari, titoli di studio, mantenimento delle condizioni che hanno portato alla convenzione), il monitoraggio si estende sui percorsi pedagogici di tutte le strutture convenzionate e a campione delle altre. Accanto all’attività di controllo, l’ufficio qualità svolge un’importante funzione di supporto attraverso percorsi formativi per il personale e mantenendo i rapporti tra pubblico e privato, oltre che tra i diversi soggetti privati. Parecchie sono le ricerche di cui si è fatto promotore o a cui ha collaborato con l'ufficio ricerche del Gabinetto del Sindaco, per rilevare la qualità interna ai servizi (percepita, organizzativa, pedagogica…) e per individuare i bisogni di famiglie ed educatori. Nel corso del convegno saranno resi noti i risultati della ricerca di customer satisfaction condotta presso i genitori dei bimbi che hanno frequentato il terzo anno del nido e quella sui motivi che inducono le famiglie a rinunciarvi. Un’altra indagine, tradotta in diverse lingue come quella che riguarda le pratiche amministrative d’iscrizione ai servizi, è invece stata rivolta alle famiglie dei bambini di 3 anni che non risultano iscritti in nessuna scuola del territorio. Altre ricerche indagano la partecipazione delle famiglie alla vita del nido e la valutazione del contesto educativo da parte dei genitori.
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