Si conclude con una tavola rotonda il ciclo "Medicina omeopatica: questa mis-conosciuta"
È possibile un’integrazione tra la medicina omeopatica e quella tradizionale nel territorio modenese? Questa la domanda di partenza per la discussione in programma il 3 giugno alle ore 20.30 per l’ultimo appuntamento del ciclo di conferenze “Medicina omeopatica: questa mis-conosciuta” organizzato dal Comune di Modena, assessorato alle Politiche per la salute, associazione ULMUS e la Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati (FIAMO). All’incontro parteciperanno Mauro Ravaglia, Osservatorio regionale medicine non convenzionali, Nicoli D’Autilia, medico e presidente dell’ordine dei medici di Modena, la pediatra Paola Pace e Silvana Borsari, direttrice del Distretto 3 AUSL di Modena. La discussione sarà coordinata dall’assessore alle Politiche per la salute del Comune di Modena, Simona Arletti.
Dall’indagine del 2006 condotta dal settore Salute dell’amministrazione comunale sugli stili di vita è emerso che sul campione di 1500 cittadini di Modena e Carpi il 32% degli intervistati dichiara di aver fatto ricorso a cure alternative, e nel 76% dei casi all'omeopatia, di questi il 39% sono donne, tra i 25 e 40 anni e di scolarità elevata. Dati importanti e significativi per una pratica terapeutica in questi giorni alla ribalta della cronaca e sulla quale non sempre vi è una corretta informazione.
Il metodo omeopatico è stato sviluppato dal medico tedesco Samuel Hahnemann verso la fine del XVIII secolo e si basa sul “principio di similitudine del farmaco” secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia è dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella malata. Si inizia il 20 maggio alle ore 20.30 con un approfondimento sulla storia dell’omeopatia e sul suo sviluppo dal’700 ad oggi soffermandosi sugli aspetti sociologici del fenomeno e, soprattutto, su una sua definizione precisa. Le conferenze si terranno nell’Aula Magna del Liceo classico Muratori in viale Cittadella, 50 a Modena.
Dall’indagine del 2006 condotta dal settore Salute dell’amministrazione comunale sugli stili di vita è emerso che sul campione di 1500 cittadini di Modena e Carpi il 32% degli intervistati dichiara di aver fatto ricorso a cure alternative, e nel 76% dei casi all'omeopatia, di questi il 39% sono donne, tra i 25 e 40 anni e di scolarità elevata. Dati importanti e significativi per una pratica terapeutica in questi giorni alla ribalta della cronaca e sulla quale non sempre vi è una corretta informazione.
Il metodo omeopatico è stato sviluppato dal medico tedesco Samuel Hahnemann verso la fine del XVIII secolo e si basa sul “principio di similitudine del farmaco” secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia è dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella malata. Si inizia il 20 maggio alle ore 20.30 con un approfondimento sulla storia dell’omeopatia e sul suo sviluppo dal’700 ad oggi soffermandosi sugli aspetti sociologici del fenomeno e, soprattutto, su una sua definizione precisa. Le conferenze si terranno nell’Aula Magna del Liceo classico Muratori in viale Cittadella, 50 a Modena.
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