Rispetto delle regole e buon senso nel farle applicare indicano la via da seguire per tutelare la mobilità ciclistica, considerando che la bicicletta a Modena è il mezzo più utilizzato per gli spostamenti dopo l’automobile e il Comune nel 2010 ha realizzato 212 chilometri di ciclabili.
Lo ha detto l’assessore alla Qualità e sicurezza della città Antonino Marino rispondendo all’interrogazione illustrata nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 24 novembre da Maurizio Dori del Pd. Nell’istanza si chiedeva alla Giunta “quante e quali sanzioni sono state emesse dalla Polizia municipale nei confronti di ciclisti e come si intenda procedere per prevenire e arginare il fenomeno di inosservanza del Codice della strada da parte dei ciclisti”.
L’assessore ha ricordato che “nel 2010, secondo i dati Istat, 241 ciclisti sono rimasti feriti a Modena in incidenti stradali. Nel 2011 la Polizia municipale ha rilevato 202 incidenti a ciclisti, una cinquantina avvenuti in centro storico. A fronte di questi dati – ha osservato Marino - negli ultimi anni abbiamo promosso campagne informative per migliorare la sicurezza stradale, rivolte all’utenza debole: 6mila depliant diffusi in pochi mesi e numerosi incontri realizzati nelle scuole e con gli anziani”. Infine, l’assessore ha comunicato che da gennaio a novembre di quest’anno la Polizia municipale ha elevato 117 sanzioni, di cui, tra le altre, quasi una cinquantina relative a norme di comportamento, come il mancato rispetto del semaforo o del senso di marcia, 27 per violazioni alla segnaletica, 21 per violazioni all’articolo 182 (per esempio uso delle ciclabili e guida senza mani).
L’interrogazione è stata trasformata in interpellanza da Vittorio Ballestrazzi di Modenacinquestelle.it che ha rimarcato “la necessità di curare maggiormente i collegamenti tra le ciclabili per favorire la mobilità sostenibile”; ha definito “una stupidata evitabile le sanzioni in via Canalino” citate nell’istanza, ma è intervenuto soprattutto per sottolineare le 15 violazioni elevate a norme sull’equipaggiamento dei veicoli: “E’ gravissimo – ha osservato - che non siano stati sanzionati centinaia di ciclisti che circolano senza fanali, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri; occorre su questo essere inflessibili” e, allo scopo, ha suggerito una campagna di sanzioni da attuare dalle 18 alle 21.
Per Sandro Bellei del Pdl “117 sanzioni in una città come Modena sono veramente troppo poche e ci vuole più severità nei confronti dei ciclisti che non rispettano i semafori rossi e gli attraversamenti pedonali, poiché è assodato che sono più pericolosi dei pedoni”. Inoltre, a parere di Bellei le campagne di educazione stradale non andrebbero indirizzate tanto ai bambini delle elementari quanto agli adulti.
William Garagnani del Pd ha citato la delibera consiliare sul tema della mobilità ciclistica presentata dal suo gruppo e contenente una serie di indicazioni da attuare, anticipando future interrogazioni in merito. Ha infine espresso “solidarietà al presidente di Fiab, Giuseppe Amorelli, “che collabora a educare e sensibilizzare all’uso della bicicletta ed è stato colpito da un procedimento giudiziario per la manifestazione dimostrativa in centro”. Per Garagnani “le contravvenzioni elevate in via Canalino non hanno funzione di deterrente nei confronti di un modo particolarmente disinvolto di circolare in centro, ma occorre prendere atto del fenomeno e pensare a zone 30 dove è possibile l’uso promiscuo di vari mezzi di circolazione”.
Federico Ricci di Sinistra per Modena ha insistito sulla possibilità, sostenuta da Fiab, “di modificare le regole inserendosi nelle norme nazionali del Codice della strada per ridare ai ciclisti serenità e sicurezza. Una proposta realizzabile – ha suggerito – è quella di sostituire i segnali stradali di divieto d’accesso con altri cartelli che escludono dal divieto i ciclisti; regole in tal senso sono già state adottate da altri Comuni vicini e sarebbe un segnale fondamentale aggiungere questi atti a investimenti importanti già fatti dall’Amministrazione comunale”, ha concluso invitando la Giunta ad aprire un tavolo di confronto.
Dori, in sede di replica, ha stigmatizzato quanto accaduto in via Canalino: “Non era mai accaduto che un agente della Guardia di Finanza fosse costretto a sanzionare una 83enne in bicicletta” e ha espresso solidarietà nei confronti degli agenti. Ma ha anche ribadito che, per quanto riguarda l’equipaggiamento delle bici, “dovrebbero piuttosto essere multate le fabbriche che costruiscono mezzi in violazione alle direttive, senza fanali o senza campanello”.
Antonino Marino, in conclusione, ha evidenziato di rispondere esclusivamente dell’operato della Polizia municipale e “finché i regolamenti e le norme sono questi siamo tenuti ad applicarli”. Ha fatto inoltre notare come “il fatto accaduto in via Canalino diventi occasione e stimolo per riflettere sull’uso sempre maggiore di un mezzo ecologico come la bici, anche dando seguito alla delibera approvata dal Consiglio qualche mese fa”.
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