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29/11/2011

SCUOLA, IL CONSIGLIO DISCUTE DEGLI ISTITUTI COMPRENSIVI

Il dibattito ha preceduto l'approvazione in Aula del piano di riorganizzazione

L’approvazione della riorganizzazione della rete scolastica come previsto dalla legge 111 del 2011, è stata preceduta in Consiglio da un partecipato dibattito.
Per il Pd, Ingrid Caporioni si è detta “dispiaciuta che la riorganizzazione sia inserita in una finanziaria che impone di accorpare in fretta, in modo ragionieristico, edifici ed edilizia”. La consigliera, dopo aver denunciato i tagli di docenti e personale Ata “operati sistematicamente dal Governo”, ha auspicato che il tavolo istituito dall’assessorato “svolga le funzioni di monitoraggio anche in vista di possibili assestamenti”. Cinzia Cornia ha spiegato come la legge imponga Istituti comprensivi di almeno mille alunni, senza prevedere oscillazioni e creando quindi gravi problemi, perché quelli inferiori non avrebbero diritto al dirigente scolastico. Cornia ha infine detto di ritenere “l’attuale piano, che rispetta i criteri numerici e territoriali, l’unico possibile ora a Modena”, auspicando che la legge introduca entro l’anno oscillazioni sui numeri. Mentre William Garagnani ha, da una parte, stigmatizzato “il diktat imposto dal precedente Governo con l’unico motivo di fare cassa in modo indiscriminato e orizzontale”, dall’altra, ha posto in evidenza quelli che considera i limiti della riorganizzazione modenese motivando le ragioni del suo voto contrario. E ha, tra gli altri, citato il caso della parte nord est della città “penalizzata perché la scuola elementare Anna Frank è inserita nell’Istituto comprensivo delle Marconi, invece che con le Cavour e la scuola Palestrina è messa con le medie di San Damaso, anziché con le Ferraris”. Garagnani ha inoltre insistito sulle ricadute negative in termini di continuità pedagogica. Stefano Rimini ha invece rimarcato l’ampia partecipazione delle scuole e della Commissione consiliare all’elaborazione del piano. “Il taglio non fa bene alla scuola, né alla città – ha commentato - ma va fatto e non poteva forse essere fatto diversamente. Vedo anch’io i limiti delle soluzioni adottate, ma accolgo positivamente la proposta di valutare e ritoccare poi quanto stabilito ora”.
Federico Ricci di Sinistra per Modena, ha anticipato il voto contrario chiedendosi “perché Modena, dove per quanto riguarda le politiche scolastiche, l’attuale Amministrazione ha operato bene, in qualità ed economia, deve pagare per le scelte scellerate di altri”. Ricci ha lamentato che “la scuola di domani sia disegnata all’interno di un perimetro prima di tutto economico e solo dopo pedagogico”.
Per il Pdl, Gian Carlo Pellacani ha riconosciuto le difficoltà dell’operazione, ma ha definito “gli istituti comprensivi un obiettivo ineludibile che non va considerato solo dal punto di vista del risparmio economico”, perché la continuità, a suo parere creerà benefici per gli studenti. “L’unico rammarico è che non si sia intervenuti prima”, ha detto Pellacani, suggerendo di elaborare un piano di edilizia scolastica per i prossimi anni. Michele Barcaiuolo durante le dichiarazioni di voto, nell’esprimere la posizione favorevole del gruppo, ha ricordato invece che “la riorganizzazione riguarda solo aspetti amministrativi e burocratici, non educativi e pedagogici, che dipendono invece dalla volontà dei docenti”.
Anche Sergio Celloni di Mpa si è espresso a favore della delibera e si è detto d’accordo con l’ipotesi “di lavorare ad un piano di edilizia scolastica e ad uno di più ampio respiro, che tenga conto anche dell’incremento del numero di alunni immigrati nelle classi e della necessità d’integrazione”. Ha, inoltre, sottolineato l’importanza dell’impegno pedagogico dei docenti, senza ricondurre tutto ad un discorso di costi economici.
Stefano Barberini della Lega nord ha soprattutto sottolineato “il ritardo con cui si arriva agli Istituti comprensivi”. Ha parlato “di cattiva gestione da parte dell’Amministrazione comunale” precisando: “Non me la sento di votare contro perché la direzione da seguire è quella degli Istituti comprensivi, ma nemmeno voterò a favore, considerato il ritardo con cui si agisce, quindi mi asterrò”.
In sede di dichiarazioni di voto, Davide Torrini dell’Udc ha insistito sulla necessità “di fare scelte coraggiose per ridurre le spese, come quelle a cui ha lavorato l’assessore all’Istruzione” e si è chiesto “chi dovrebbe razionalizzare sulla scuola, se non una città di pianura con una buona mobilità”. Torrini ha aggiunto di essere favorevole anche alla possibilità di 10 Istituti comprensivi, che avrebbe comportato maggiori difficoltà soprattutto per i dipendenti, “quindi – ha osservato – l’attuale riorganizzazione è già un indietreggiare rispetto a quanto si poteva fare”.
Vittorio Ballestrazzi di Modenacinquestelle.it ha detto di essere pienamente d’accordo con l’intervento di Pellacani e si è espresso a favore della delibera preannunciando interrogazioni periodiche per verificare l’attuazione del piano.
Infine, anche Nicola Rossi, capogruppo di Lega moderna, ha annunciato voto favorevole riservandosi di tenere monitorato il percorso e anticipando, più in generale, che “su queste tematiche l’atteggiamento del nuovo gruppo sarà aperto e di volta in volta valuterà il da farsi”.
 

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