Il dibattito consiliare su Democenter-Sipe è stato aperto da Giancarlo Pellacani del Pdl che si è espresso a favore, poiché si tratta “di uno dei migliori centri tecnologici a livello nazionale e la trasformazione in fondazione è segno della maggior autonomia raggiunta nel ruolo di cerniera tra ricerca e imprese”. Il consigliere ha anche sottolineato “i risultati estremamente positivi raggiunti dal Centro e la sua collocazione all’interno dell’Università, ricordando infine che per Democenter è prevista la costruzione di una sede autonoma, sempre all’interno del perimetro della facoltà di Ingegneria”. La trasformazione è “utile” per il capogruppo del Pdl Adolfo Morandi per “la particolare attività di Democenter che eroga servizi complessi senza l’esclusiva finalità di produrre utile”. Per il consigliere sarà positivo tener ben separate l’attività commerciale da quella di ricerca, ma continuerà a esistere “un problema di riservatezza e di segreto industriale”; una perplessità riguarda invece il consiglio di amministrazione e chi sarà a dirigere Democenter-Sipe.
Per l’Idv, Eugenia Rossi ha evidenziato quattro aspetti fondamentali: “Democenter mette in rete vari soggetti ed elabora progetti per i giovani; inoltre la modalità della fondazione faciliterà l’accesso a finanziamenti e favorirà le relazioni internazionali del centro”. La consigliera ha quindi chiesto “se si potrà avere un report annuale sull’andamento dei lavori e dei progetti, perché è importante condividerli con la cittadinanza”.
Per il Pd, Guliana Urbelli ha rimarcato “l’alto numero di aziende che con Democenter hanno sviluppato progetti innovativi e il ruolo dell’Università, determinante nell’allacciare rapporti con imprese”. Inoltre, la consigliera ha osservato che “la fondazione di partecipazione è una forma giuridica più consona a una realtà che deve avere carattere no profit” e che in tal modo “Democenter può ricevere finanziamenti da istituti che prima non avrebbero potuto farlo, come le fondazioni bancarie”. Per Stefano Prampolini la trasformazione potrà “favorire la collaborazione tra Università e mondo dell’industria, oltre che valorizzare i risultati della ricerca; inoltre il nuovo assetto si pone l’obiettivo di sviluppare il capitale umano e di promuovere scambi con realtà nazionali e internazionali”. Infine, dal punto di vista fiscale, “la fondazione ha un profilo più complesso, ma essendo un ente non commerciale viene tassato solo quando agisce in modo commerciale, quindi dovranno essere tenute distinte le contabilità”. In sede di dichiarazioni di voto Salvatore Cotrino ha definito il centro “tra i migliori di Italia; un esempio di collaborazione virtuosa” e ha evidenziato che “con la trasformazione in fondazione si agevolano le attività di fund raising”.
Sergio Celloni di Mpa ha invece espresso alcune perplessità, innanzitutto legate al fatto che l’attività di Democenter ha ricadute solo su una minoranza delle migliaia di imprese che costituiscono il tessuto economico territoriale. “Da anni – ha aggiunto - sento parlare di cabina di regia, ma ancora non si è fatto molto; il miglior modo per agevolare le imprese è rivolgersi direttamente a esse”. In sede dichiarazione di voto, Celloni ha aggiunto che “la politica deve stare fuori dal mondo dell’impresa”.
Vittorio Ballestrazzi di Modenacinquestelle.it ha avanzato dubbi legati al fatto che è di Democenter il progetto per l’Autodromo di Marzaglia, quando a dirigere il centro era l’attuale assessore alla Trasformazione urbana. “Il progetto – ha detto - non era per nulla innovativo, ma faceva guadagnare soldi alla società, senza pensare alle conseguenze che avrebbe avuto sull’ambiente, sulle risorse idriche e sulla vita delle persone”. Infine, il consigliere ha annunciato l’astensione dando fiducia alla nuova forma della fondazione che attraverso la delibera il Centro assumerà .
“La delibera va nella direzione giusta” per Davide Torrini dell’Udc, secondo il quale l’unico difetto di Democenter è “aver tentato di ridare una verginità a Sipe, che con il maggior centro innovativo della Regione poco c’entra”. Torrini ha infine auspicato che Democenter “possa continuare a essere un valido strumento sia per il mondo della ricerca, sia soprattutto per quello dell’impresa, per trovare con percorsi e progetti innovativi risposte alla necessità d’innovazione, l’unico fronte in cui le imprese del territorio possono essere competitive”.
Anche il sindaco Giorgio Pighi ha sottolineato soprattutto “l’assai positiva convergenza tra Università, Camera di commercio, enti locali e l’impegno di chi ha dato vita e lavorato al progetto Democenter”.
Infine, l’assessore alle Politiche economiche Graziano Pini ha rimarcato “il ruolo della politica nel facilitare il difficile dialogo tra imprese e mondo della ricerca” e si è fatto carico della richiesta di ottenere da Democenter un report annuale condividendone l’importanza.
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