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29/10/2012

LIBERALIZZAZIONI, “IL COMUNE NON HA POTERI DI INTERVENTO”

L’assessore Sitta ha risposto in Consiglio all’interrogazione di Ricci (Sinistra per Modena) che evidenziava l’apertura a Palazzo Europa di due bar uno a fianco all’altro

“La vicenda del bar Europa 2000 rientra nelle normali situazioni autorizzative dei pubblici esercizi. Sulla base del decreto Bersani 2006, infatti, l’apertura di attività è vincolata solo al rispetto della destinazione urbanistica, dei requisiti igienico-sanitari e di quelli morali e professionali dei gestori che ne fanno richiesta. L’Amministrazione comunale non ha nessun potere di intervento dal punto di vista legislativo”.

E’ la risposta che l’assessore alle Politiche economiche del Comune di Modena Daniele Sitta ha dato nella seduta di oggi, lunedì 29 ottobre, del Consiglio comunale all’interrogazione di Federico Ricci di Sinistra per Modena sugli effetti delle liberalizzazioni.

Il consigliere ha chiesto come è possibile impedire effetti paradossali delle liberalizzazioni, come quello del bar Europa 2000, a Palazzo Europa, che traslocando nei locali a fianco ha assistito all’apertura di un altro bar nel locale precedente: “E’ possibile fare in modo che non si arrivi al paradosso dell'apertura di un altro bar esattamente confinante con Europa 2000, anche facendo in modo che la proprietà dell'immobile in cui dovrebbe avere sede riveda la propria decisione?”. Per Ricci, infatti, la situazione che si viene a creare “tende alla perdita di posti di lavoro e non, secondo la logica ispiratrice delle liberalizzazioni, alla creazione di lavoro e guadagno. Inoltre, tale situazione non comporterà una reale maggiore offerta di servizi alla cittadinanza, ma una mera e pressoché inutile duplicazione di un pubblico esercizio, laddove il servizio stesso è già esistente e funzionante”.

L’assessore Sitta ha spiegato che “le condizioni sono tali da far rilasciare le autorizzazioni a entrambi. Capisco che la situazione stupisca – ha aggiunto – ma noi non possiamo far altro che prenderne atto e augurarci che la qualità e la proposta dei gestori consenta di aumentare l’offerta di servizi ai cittadini”.

Il consigliere Ricci ha concluso dicendo di aver temuto “tale conclusione, perché la normativa consente queste storture. Non sono affatto soddisfatto di dovermi semplicemente augurare che ci sia una vita soddisfacente per entrambi gli esercizi: potremmo provare a mettere al centro un interesse comune dei diversi soggetti che sono in campo. Lancio un appello alla Giunta e ai consiglieri – ha aggiunto – affinché si attivino risorse di confronto, concertazione e dialogo, in modo da evitare situazioni di scontro e competizione, perché in gioco ci sono persone, famiglie e attività economiche”.

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