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26/10/2012

TRASPARENZE, SABATO DALLE 12 GRAN FINALE PER IL FESTIVAL

Il 27 ottobre si conclude la kermesse di teatro contemporaneo in San Giovanni Bosco

Una performance ispirata a “Edipo Re” e interpretata dagli anziani della casa protetta. Un documentario che racconta la vita ripetitiva di due sorelle ottuagenarie. Il rapporto tra infanzia e mondo adulto indagato attraverso il teatro danza e la condizione dell'attore in un monologo dall'eloquente titolo “Senza niente”. Sono alcuni degli appuntamenti che animeranno, sabato 27 ottobre dalle 12 in poi, tutta la zona di via San Giovanni Bosco per l'ultima giornata di “Trasparenze: atelier della scena contemporanea”, il festival prodotto e organizzato dal Teatro dei Venti (in collaborazione con Ati Teatro dei Segni e Officinae Efesti) nell'ambito di “Andante: rassegna in movimento tra i teatri e la città”.

“Con il nostro festival abbiamo cercato di creare una comunità intorno a un progetto culturale che coinvolga chi vive il territorio e di proporre spettacoli di qualità cercando di ampliare l’offerta”, spiega il direttore artistico Stefano Te.
Il programma comincia alle 12 alla scuola primaria San Giovanni Bosco, con la proiezione del documentario “Viaggio alla radice”, prodotto da Offcinae Efesti con la regia di Marcello Sannino. Racconta una sessione di studi teorici e pratici sull’esperienza del maestro del mimo corporeo Etienne Decroux, avvalendosi della testimonianza di quattro ex-allievi, Yves Lebreton, Marise Flach, Eugenio Ravo e Maria Benoni.
Alle 16.00 nel bar “Barlumi” all’interno del parchetto di via San Giovanni Bosco ci sarà l’incontro “Giovani a teatro: sulla partecipazione attiva”, un dialogo con il critico Simone Pacini, i giovani della Consulta e il pubblico del festival. Nel corso di questo incontro sarà annunciati i vincitori della sezione Residenze del Bando Trasparenze, con la quale si darà la possibilità a tre compagnie di trascorrere otto giorni al Teatro dei Segni per lavorare su una nuova produzione.
Dalle 17, sempre nel parchetto, ci saranno le dimostrazioni di lavoro del laboratorio di percussioni per bambini e del laboratorio sulla tragedia “Edipo Re” che ha coinvolto alcuni anziani della casa protetta . A seguire, le attrici della compagnia serba Teatar Libero, in residenza artistica al festival, mostreranno il loro primo studio per uno spettacolo per ragazzi.
Alle 19 il pubblico potrà entrare nella Casa Protetta per la proiezione di “Nun me movo” (’20) documentario di Sara e Cristiano Regina. La quotidianità di due sorelle ottantenni, Clementina e Immacolata, riassunta in piccoli gesti ripetitivi. Da sempre vivono a Napoli e condividono forzatamente lo stesso spazio, sedute in cucina, alla tv o mentre guardano la finestra del palazzo di fronte, in silenzio o raccontandosi i ricordi di una vita.
Dalle 20.30 si entrerà al Teatro dei Segni per lo spettacolo “La menta sul pavimento”, che racconta il rapporto tra il mondo degli adulti e quello dell’infanzia, la dualità della natura umana e del pensiero politico, il dramma di corpi costretti alla cecità da una cultura contemporanea che non trova risposte alle sue contraddizioni e si fa massificante e totalitaria. La compagnia Progetto Bockenhaus indaga queste tematiche con gli strumenti del linguaggio danzato: nello spazio il corpo si muove e si trasforma, disegna la storia narrata esulando dalla descrittività e indaga le atmosfere dell’infanzia. L’immaginario della compagnia passa da Buster Keaton alle sculture di Hans Bellmer, da Pier Paolo Pasolini a Dusan Makavejev con una attenzione particolare al personaggio interpretato da Ana Prucnal nel film “Sweet Movie”. Creazione e interpretazione sono di Elisabetta di Terlizzi, Francesco Manenti. Il disegno luci è di Mara Cugusi, le musiche originali di Michele Zanni, i video di Terlizzi e Manenti, montati da Emanuel Rosenberg, Francesco Manenti, Riccardo Palmieri, consulenza artistica di Giorgio Rossi. Lo spettacolo è coprodotto da Lo sguardo dell’altro, Sosta Palmizi artisti associati 2010, Arci Aur-Ora, Rete Aretina 2011, con il sostegno di Teatro di Castiglion Fiorentino, La Corte Ospitale.
Alle 22 va in scena “Senza Niente: L’attore” dei mantovani Teatro Magro: uno spazio senza scenografie, un attore senza costume, uno spettacolo senza niente, ma con molta ironia, dove il confine tra attore e personaggio diventa labile, come quello tra finzione e realtà. “Senza Niente” fa parte di un progetto più ampio composto da monologhi seriali sul teatro e sulla cultura contemporanea, e dal suo debutto ha partecipato a diversi festival teatrali nazionali. Lo spettacolo è diretto da Flavio Cortellazzo e vede in scena Alessandro Pezzali.
Gli eventi del pomeriggio sono a ingresso gratuito, gli spettacoli della sera costano 8 euro (14 per assistere a entrambi). “Trasparenze” fa parte della rassegna teatrale "Andante" curata dalle associazioni Amigdala, Peso Specifico e Teatro dei Venti assieme a Comune e Provincia di Modena, Regione Emilia-Romagna e Fondazione cassa di risparmio. Altre informazioni sul web (andantemodena.wordpress.com e trasparenzemodena.wordpress.com) o contattando Salvatore Sofia (334 8352087, comunicazione@teatrodeiventi.it)

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