Sul cantiere Hera di via Emilia Centro si sono sviluppate discussioni e polemiche basate a volte su elementi concreti, più spesso sul nulla o meglio, sulla scarsa conoscenza dei vincoli di natura tecnica che sempre intervengono quando si tratta di interventi complessi, e ogni intervento in centro storico è di per sé complesso e impegnativo.
Vale quindi la pena ricostruire i diversi passaggi di questa vicenda. Il cantiere di via Emilia Centro era stato aperto oltre un anno fa per rinnovare le tubazioni di acqua e gas. I lavori erano stati programmati dopo il grave episodio della rottura di una condotta dell’acqua che aveva prodotto un allagamento importante della zona e di alcun negozi intorno a piazza Mazzini.
Dopo alcuni mesi di lavori e per non interferire oltre con le attività del centro, era stato deciso di fermare il cantiere al primo stralcio dell’intervento previsto, rinviando il completamento all’autunno di quest’anno, quindi oltre gli eventi che caratterizzano il settembre modenese.
Una serie di circostanze specifiche, rilevamenti e singoli episodi, hanno però indotto a pensare che potessero verificarsi nuove rotture, sia delle tubature dell’acqua che della rete del gas. A quel punto si è rivelato indispensabile anticipare la riapertura del cantiere: è stato fatto in agosto, con la ragionevole prospettiva di concludere i lavori in tempo utile almeno per il Festival Filosofia.
Gli interventi in centro storico, però, comportano sempre un margine di incertezza piuttosto ampio: in questo caso sono state riscontrate condizioni particolarmente compromesse dei sottoservizi che hanno richiesto un’ulteriore estensione dello scavo lungo la via Emilia. Non solo, nel corso dei lavori sono state individuate diverse emergenze archeologiche che hanno richiesto più tempo per la verifica e la catalogazione. Il risultato è stato il protrarsi dei lavori fino ai giorni scorsi.
Ora il cantiere è terminato su via Emilia, mentre sono necessari ancora alcuni giorni di lavoro per via San Carlo. Nel frattempo sono arrivate altre scadenze: oggi il giro ciclistico dell’Emilia, domani la Maratona D’Italia, entrambi con transito previsto sull’incrocio interessato dai lavori. In particolare la Maratona, il cui percorso viene ovviamente misurato al centimetro, non consente cambi di itinerario.
Per questa ragione lo scavo è stato chiuso e asfaltato. Nei prossimi giorni verrà riaperto solo in un tratto di pochi metri in via San Carlo per consentire l’ultimazione dell’intervento. Anche questa è una procedura normale in Centro Storico dove i cantieri devono convivere tanto con le attività ordinarie quanto con quelle occasionali che, per fortuna, sono numerose e ormai distribuite in tutti i periodi dell’anno.
Al termine dei lavori verrà ripristinato l’asfalto. Si aspetteranno almeno sei mesi per consentire al fondo stradale di stabilizzarsi e solo allora si procederà alla posa dei cubetti di porfido come da programma. Quasi certamente nell’agosto del 2014.
Insomma, un cantiere in Centro Storico deve stare in equilibrio tra molte esigenze ed interessi diversi, spesso contrastanti o comunque di difficile composizione: l’esigenza delle attività commerciali di avere gli spazi urbani in ordine deve bilanciarsi con l’interesse generale della sicurezza degli impianti; la necessità di procedere in fretta con l’esigenza di garantire la qualità dei lavori e, quando necessario, il rispetto dei beni archeologici. L’interesse dei singoli a godere del centro storico deve trovare riscontro nella tutela dell’interesse generale ad avere una città il più possibile ordinata e ben tenuta.
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