Si intitola “Stanche di guerra, testimonianze femminili di Resistenza e Democrazia”, la lettura a più voci in forma di spettacolo che darà il via alle 16.30 del 25 aprile alla Festa per tutti in piazza XX settembre a Modena. Per la regia di Irene Guadagnini, 16 cittadini e cittadine rappresentativi della società modenese, leggeranno sul palco testi tratti da diari e racconti di donne che hanno partecipato attivamente alla lotta di liberazione e alla costruzione della democrazia italiana a partire dal dopoguerra. L’iniziativa e la scelta delle testimonianze sono a cura del Centro documentazione donna e dell’Istituto storico di Modena.
I lettori saranno: Roberto Alperoli, assessore alla Cultura del Comune di Modena; Micol Bemporad, della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia; Caterina Liotti, presidente del Consiglio comunale di Modena; Claudio Calafiore, dell’associazione Faber Artis; Mariapia Cavani, giornalista; Maria Vittoria Coltella, studentessa; Patrizia Comitardi, dell’associazione A different eye; Tony Contartese, dell’associazione culturale Sted; Francesca Corrado, docente universitaria; Roberta De Piccoli, musicologa; Sara Falsetti, impiegata; Andrea Ferrari dell’associazione culturale Anfitrione; Elisabetta Imperato, insegnante; Mara Masini, di Legacoop; Charag Uddin, studente; Irene Vignone, studentessa.
“La selezione delle testimonianze dai nostri archivi – spiega Vittorina Maestroni, presidente del Centro documentazione donna - è stata realizzata sulla base di tre blocchi tematici: la guerra e l’antifascismo; il biennio resistenziale 1943-1945; il dopoguerra, la conquista del diritto di voto e l’impegno politico. Nel primo caso abbiamo voluto mettere in evidenza la dimensione esistenziale e la vita quotidiana durante i primi anni di guerra dal punto di vista delle donne: dalla scuola al lavoro, ovvero i legami familiari e le ingiustizie subite che hanno fatto nascere un senso di ribellione e la volontà di lottare ed essere protagoniste e parte attiva della lotta antifascista. Nel secondo blocco tematico – prosegue Maestroni - si è voluto fare emergere le motivazioni della scelta e i diversi tipi di Resistenza femminile selezionando testimonianze sia di staffette che di donne che presero parte alla lotta armata (come Irma Marchiani, Gina Borellini e Norma Barbolini), ma anche dando spazio a forme di ‘Resistenza civile’ o ‘senz’armi’, dal carattere anonimo e collettivo e pertanto meno conosciute, come dare rifugio agli alleati, offrire abiti ai renitenti alla leva, protestare contro la penuria di pane e reclamare i generi alimentari razionati, protestare contro le deportazioni in Germania, paralizzare la produzione con atti di sabotaggio e con scioperi. L’ultimo blocco – conclude la presidente del Cdd - è incentrato sul tema del diritto di voto alle donne, sulle emozioni e il nuovo senso di responsabilità nella partecipazione agli organismi democratici sia locali che nazionali: le donne si trovano ad affrontare nuove sfide e ruoli, dal parlare in pubblico al loro ingresso in Parlamento”.
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