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30/04/2013

ORTI / 1 - IL CONSIGLIO CHIEDE DI APRIRE ANCHE AI GIOVANI

Approvate due mozioni del Pd e un emendamento di Poppi (Msa). Si domanda inoltre di preservare le realtà esistenti e di individuare nuove aree da assegnare

Estendere la possibilità di utilizzare gli orti sociali del territorio modenese anche a giovani e famiglie, prestando particolare attenzione alle condizioni di disagio economico e sociale dovute alla difficile situazione lavorativa (disoccupazione, cassa integrazione, mobilità e altro) o a condizioni di disagio psicofisico. E ancora, individuare nell’ambito della pianificazione urbanistica e delle risorse disponibili nuove aree da destinare ad uso ortivo, assegnandole anche provvisoriamente ad associazioni, comitati di cittadini o semplici cittadini senza limiti di età.

E’ quanto chiesto dal Consiglio comunale nella seduta di lunedì 29 aprile con l’approvazione di due ordine del giorno del Pd, di cui uno emendato dalla consigliera Sandra Poppi (Modenasaluteambiente.it) per abbassare l’età minima di accesso a 50 anni. Si sono espressi a favore del primo il Pd, Modena futura e Msa, mentre si sono astenuti Pdl, Fratelli d’Italia, Sel, Lega nord, Mpa, Etica e legalità, Udc, e il consigliere del Pd Michele Andreana. L’emendamento proposto da Msa ha ottenuto anche il voto favorevole di Modena futura e l’astensione di tutti gli altri consiglieri presenti in Aula. Hanno votato a favore del secondo oltre al Pd, Fratelli d’Italia e Modena futura, mentre si sono astenuti Pdl, Udc, Sel, Lega nord, Mpa, Etica e legalità, Msa, e Andreana del Pd.

La prima mozione chiede di prevedere, nella prospettiva del rinnovo del Regolamento comunale, le modifiche necessarie per la parte relativa ai requisiti di ammissione, alle modalità di assegnazione dei lotti e alla durata della concessione degli stessi, oltre a definire sulla base degli indirizzi indicati le modalità di selezione delle richieste a cura degli organi o delle commissioni competenti. L’ordine del giorno, oltre a evidenziare l’importante funzione degli orti urbani dal punto di vista urbanistico, del presidio e della qualità della vita, e sociale, sottolinea la possibilità di risparmio, per le famiglie in difficoltà economica, che può derivare dalla coltivazione diretta di prodotti destinati all’autoconsumo. Questa possibilità potrebbe consentire alle famiglie in disagio “di non rinunciare per ragioni economiche all’apporto di elementi nutritivi essenziali. La crisi economica incide pesantemente sui redditi delle famiglie e dei giovani, andando ormai a toccare anche le abitudini alimentari. La spesa alimentare infatti si e’ ridotta in misura tale da tornare nei primi mesi del 2012 ai livelli di quasi 30 anni fa e i più colpiti sono i prodotti ortofrutticoli”. Il documento evidenzia inoltre il beneficio “dell’osmosi generazionale derivante dallo scambio culturale tra generazioni e da un aiuto reciproco” che potrebbe avvenire nella coltivazione degli orti, finora prerogativa dei Comitati anziani. La seconda mozione chiede inoltre di preservare e valorizzare le esperienze esistenti nel territorio modenese, come ad esempio quella attiva alla fattoria Cento Fiori di Marzaglia, e di prevedere specifici regolamenti in modo da dare vita attiva ma regolata e responsabile al modello degli orti urbani.

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