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18/06/2013

FONDAZIONE CRESCIAMO, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Positivo il giudizio della maggioranza, ma per l’opposizione il problema resta

Pacato il dibattito che lunedì 17 giugno ha preceduto la votazione della delibera con cui l’assessore all’Istruzione Adriana Querzè ha illustrato il primo anno di attività della Fondazione Cresci@mo e ufficializzato l’ingresso di un’ulteriore scuola (favorevole la maggioranza; contrari Pdl, Udc, Fratelli d’Italia, Modena futura, Mpa, Etica e Legalità; astenuti Modenasaluteambiente.it e Lega nord).

Ad aprire la discussione è stata, per il Pd, Ingrid Caporioni che ha evidenziato “la portata innovativa della fondazione alla cui creazione Sel ha lavorato con l’Amministrazione; l’ottima qualità del servizio rilevata dalle verifiche; l’aspetto delle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dalla fondazione, in controtendenza con le attuali politiche del lavoro”. La consigliera ha infine invocato “una battaglia comune a difesa del processo formativo in sinergia con le famiglie”. Per William Garagnani “la fondazione si è innestata nella consolidata storia dei servizi educativi locali e rappresenta l’applicazione del modello virtuoso di Modena: rispondere con un servizio sociale a un bisogno dei cittadini. La fondazione è un esempio di come si possa riformare lo stato sociale in modo virtuoso. Ma questo non toglie – ha aggiunto - che dobbiamo tacere sulle gravi carenze dello Stato”. Rossella Maienza, per la quale “l’idea della fondazione ha avuto il merito di salvaguardare il servizio in tempi di crisi, oltre che di creare posti di lavoro”, ha espresso “l’unica perplessità che la delibera sia sbilanciata sull’istruzione pubblica e non tenga sufficientemente conto che il fiore all’occhiello dell’istruzione modenese è costituito dal sistema misto”, auspicando infine “che la fondazione possa avvalersi anche di scuole Fism”. Giudizio molto positivo sulla fondazione è stato espresso da Cinzia Cornia “per il grado di efficientamento del servizio, il mantenimento dell’alto livello di qualità e la riduzione dei costi, anche se contenuta, finalmente non a scapito dei lavoratori”. La consigliera ha ricordato la genesi della fondazione, nata “per un tentativo sperimentale della Giunta di scongiurare il rischio di non poter garantire a tutti i bambini un posto alla scuola d’infanzia” e ha accennato all’importanza del welfare mix e alle difficoltà in cui versano anche molte scuole Fism della provincia. Soddisfazione anche per Enrico Artioli che ha però invitato a sperimentare di più: “Stiamo progettando una Ferrari ma la usiamo solo fino in quarta, perché questo modello avrebbe potenzialità enormi pensando non a scuole comunali ma a scuole che il Comune cogestisce mettendole a disposizione delle famiglie coinvolte in modo decisivo non come utenti del servizio, ma partecipi alla sua identità”.

Per Eugenia Rossi di Etica e Legalità “occorre trovare soluzioni nuove a un problema ostico, dove la scuola pubblica si è indebolita anche per responsabilità dei partiti, e non sarà Modena a poter risolvere da sola il problema, per quanto ottimo sia il lavoro svolto. Mi sarei stupita che il grado di soddisfazione in fondazione non fosse alto – ha detto - ma i problemi sono legati ai mancati risparmi, oltre al contenzioso con i sindacati, e sono destinati ad aumentare, occorre una profonda riforma del sistema”. E Davide Torrini, capogruppo dell’Udc ha ribadito: “La fondazione è stata fatta per aggirare le difficoltà normative nelle sostituzioni delle insegnanti, un’operazione paravento, e il nostro giudizio di fondo resta negativo; avremmo preferito si razionalizzasse meglio la spesa, ma questo non è più il momento delle scelte strategiche e il tema su come trovare la stessa qualità ma spendendo meno resta in eredità. Oggi, c’era almeno lo spazio per passare due scuole in Fondazione, invece si è optato per una sola e per alcune assunzioni dirette”. È concorde il capogruppo del Pdl Adolfo Morandi:  “Il risparmio rispetto alle scuole comunali è esiguo, soprattutto confrontato con quello che si sarebbe potuto realizzare appaltando all’esterno. Resta aperto il tema su come si fa a garantire il servizio senza gestire direttamente le scuole visto che i tempi non lo consentiranno più. Infine, perché non andare a ricontrattare gli appalti di servizio anche nelle scuole a diretta gestione comunale”.

Invece, per Sandra Poppi di Modenasaluteambiente.it “l’istruzione deve rimanere pubblica e la Fondazione serve a razionalizzare le spese anche se il risparmio, nell’ordine di 46 mila euro, è modesto. Importante è che il controllo rimanga pubblico, non capisco però – ha precisato - perché non dire quale la scuola entrerà in fondazione a settembre, aspetto che, assieme alle proteste dei sindacati, mi fa annunciare l’astensione dal voto”.

In conclusione, il sindaco Giorgio Pighi ha sottolineato che “tutti gli elementi hanno la stessa di dignità nel sistema di welfare mix modenese, a cui siamo arrivati grazie alla dedizione di una serie di amministratori, da Sergio Neri a Sandra Forghieri a Mario Benozzo, animati dalla preoccupazione di garantire un posto alla scuola d’infanzia ai nostri bambini. La soluzione individuata attraverso la fondazione voleva evitare di trovarsi costretti poi a privatizzare come è accaduto altrove e ad un anno di distanza ci sono le condizioni per poter dire che funziona”.

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