La rigenerazione urbana, il muoversi sul territorio, la città attiva e attrattiva, l’abitare tutti. Sono le direzioni verso cui si muoverà il futuro Psc illustrate in Consiglio comunale lo scorso 27 luglio dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli nel corso della comunicazione sulle linee di indirizzo della definizione del Piano strutturale comunale (Psc) e su cui si è sviluppato il dibattito in Aula nella seduta di giovedì 15 ottobre.
Un Psc che ha un orizzonte chiaro, la sostenibilità, e l’obiettivo del rinnovo dell’esistente, senza espansioni, consumo di territorio o incremento clamoroso della popolazione, ma con uno sviluppo nei limiti delle trasformazioni urbanistiche già previste dall’attuale Piano regolatore, che ha ancora una potenzialità di 4.878 alloggi in territorio urbano e 549 in territorio agricolo. Le sfide principali che dovrà affrontare sono la sostenibilità energetica, l’accessibilità e sicurezza del patrimonio esistente, la mobilità cittadina, la residenza e le aree produttive, il paesaggio urbano ed extraurbano. E tra gli snodi cruciali compaiono la rigenerazione della Diagonale ferroviaria dismessa alla Madonnina, il Piano Caserme, le ex Fonderie, l’ex Amcm, le aree delle stazioni ferroviarie e lo Scalo merci.
Il Piano guarderà all’Europa per lo sviluppo economico e le politiche ambientali, dal tema delle acque alla progettazione della forestazione urbana. Punterà a incrementare le opportunità per ricerca, formazione e servizi annessi in città, con forte attenzione ai mutamenti avvenuti nel settore della produzione e della commercializzazione dei prodotti, dando rilievo alla logistica e alle infrastrutture connesse, quali lo scalo e il polo della logistica. Mirerà a valorizzare le eccellenze del territorio riconosciute, come il manifatturiero, e i potenziali ancora poco valorizzati, come il patrimonio culturale.
Il nuovo Piano dovrà definire con chiarezza i limiti della città compatta, finalizzare le trasformazioni del suolo disponibile a politiche di densificazione del costruito e alla rigenerazione, al riuso e alla riqualificazione della città esistente, attivando modalità perequative efficaci e innovative, e dovrà sviluppare le politiche di gestione del patrimonio di aree pubbliche. La rigenerazione diffusa dovrà essere promossa anche attraverso forme di incentivo innovative (crediti edilizi, fiscalità eccetera), con nuova attenzione alla qualità degli interventi e alla capacità di progetto (attraverso concorsi), e andrà sviluppato un sistema di regole in grado di dare immediata risposta alle richieste di flessibilità che le trasformazioni richiedono.
Obiettivo del futuro Piano sarà anche ridiscutere il modello di mobilità urbana, oggi fortemente spostato sull’uso del mezzo privato, migliorando la rete infrastrutturale, puntando su occasioni di sviluppo di una diversa mobilità (come nel caso della Diagonale ferroviaria), ma anche verificando effettive strategie sul sistema delle ferrovie minori, sul trasporto pubblico, e potenziando la mobilità ciclopedonale. Per essere una città attiva e attrattiva, Modena dovrà saper promuovere, accogliere e gestire le opportunità di trasformazione, focalizzando sui contenuti e semplificando le procedure. Per questo nel Psc dovrà essere esplicitato il ventaglio delle possibili trasformazioni e quanto invece non può essere ammesso, limitando l’incertezza e stabilendo un quadro di riferimento chiaro, certo e condiviso. Il Piano, infine, dovrà dare risposte efficienti alle diverse richieste abitative, offrendo politiche e strumenti innovativi a partire dall’analisi delle diverse esigenze e attraverso l’esplorazione delle possibili soluzioni.
Il percorso di definizione del nuovo Psc si concluderà nell’arco di circa tre anni e sarà un percorso condiviso, con la creazione di un Tavolo permanente con associazioni, ordini e collegi. Sono previsti anche sondaggi, seminari formativi, convegni e diverse iniziative di partecipazione. L’iter, dettato dalla normativa regionale, prevede l’avvio con il documento preliminare di Piano che verrà elaborato dalla Giunta, la convocazione della Conferenza di pianificazione per arrivare all’Accordo e quindi all’adozione in Consiglio comunale e, in seguito al periodo di osservazioni, all’approvazione definitiva. Insieme al nuovo Psc sarà inoltre scritto il nuovo Regolamento urbanistico edilizio (Rue) che dovrà puntare alla semplificazione, alla trasparenza e alla certezza del diritto.
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