Farsi parte attiva affinché nei percorsi sanitari, a fianco delle terapie mediche, ci si avvalga anche dell’aiuto di Lassie, lasciandolo entrare in ospedale. È quanto chiede il Consiglio comunale di Modena alla Giunta attraverso l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno di Per me Modena “Relazione uomo-animale. Possibilità degli animali d’affezione di far visita al proprio padrone nelle strutture ospedaliere pubbliche e private”.
La mozione, emendata su proposta dei consiglieri Chiara Susanna Pacchioni del Pd e Marco Chincarini di Per me Modena, chiede di attivarsi presso gli ospedali modenesi per dare piena attuazione alla legge regionale che mira a promuovere “la conoscenza, lo studio e l’utilizzo di nuovi trattamenti di supporto e integrazione delle cure clinico-terapeutiche, effettuate in affiancamento alle terapie di medicina tradizionale, con impiego di animali”. In particolare, il documento chiede di curare insieme all’Asl una campagna informativa per la cittadinanza “mirata a far conoscere potenzialità e vincoli della relazione uomo-animale (Pet Relationship) e dell'accesso di animali d’affezione nei luoghi di cura”. La richiesta, infine, è di comunicare e discutere in sede di Consiglio o Commissione competente eventuali studi sugli effetti motori, fisici e psichici dell’utilizzo degli animali di affezione sui pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere modenesi secondo le disposizioni vigenti”.
“Gli effetti benefici rispetto alle terapie applicate – ha sottolineato Marco Chincarini presentando l’ordine del giorno – sono evidenti e riconducibili a quattro ambiti: la promozione del benessere della persona, la facilitazione dei processi di integrazione socio-relazionale, la realizzazione di percorsi assistenziali e la realizzazione di eventi sinergici con i percorsi terapeutici in essere, attraverso la motivazione al percorso terapeutico, l’alleanza medico-malato, l'abbassamento di fattori di compromissione quali lo stress”. Il consigliere ha sottolineato che “Modena ha dimostrato di essere molto avanzata per ciò che riguarda la relazione uomo-animale, tanto che gli studi prendono a riferimento la Carta dei Valori e dei Principi sulla Pet Relationshp promossa nel 2002 dalla Federazione nazionale ordine veterinari italiani e da altri importanti enti di ricerca, con il patrocinio del Ministero della salute, chiamandola Carta Modena. La Carta – ha proseguito – regola le attività svolte con la presenza di animali d'affezione all’interno di ospedali nel rispetto di requisiti posti a tutela del benessere del fruitore e dell'animale”.
In particolare, per l’accesso degli animali, il paziente o i suoi familiari dovranno fare richiesta scritta alla Direzione sanitaria dell'ospedale, pubblico o privato, che valuterà l'attuazione o meno, garantendo però di mettere in atto tutte le azioni possibili affinché tale richiesta possa essere accolta. Gli animali potranno entrare nei luoghi di cura negli orari di visita dedicati ai parenti o, in casi particolari, anche al di fuori quando la loro presenza è essenziale per la tranquillità del paziente, come nel caso dei bambini o di persone anziane. Cani e gatti avranno accesso limitato ad alcuni reparti e non potranno entrare in terapia intensiva, chirurgia d’urgenza, traumatologia d’urgenza, stanze di isolamento, centri trapianto e grandi ustionati, centri dialisi, ostetricia e nursery, sale operatorie o di diagnostica, sale con impianti radiologici e in mensa.
Nel suo intervento, Pacchioni ha sottolineato la necessità “di attenersi a studi scientifici in tema di malattia e salute ma anche di relazione uomo-animale in ambito clinico, superando l’emotività: negli ultimi anni molti studi hanno provato i benefici della relazione con l’animale domestico, dal punto di vista fisico, relazionale e di superamento dello stress, ma ci sono ancora gravi carenze di metodo. Sosteniamo questa proposta – ha concluso – che offre un’opportunità ulteriore in termini di salute”.
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