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16/09/2015

MATA / 2 - TRE SCULTURE DI TRE GRANDI ARTISTI ALL’ESTERNO

“L’idolo della voglia”, di Cucchi, il “Cavallo di Modena” di Paladino, “Il solitario” di Chia

Tre sculture di grandi dimensioni firmate da tre fra i più importanti artisti della scena contemporanea internazionale sono collocate negli spazi esterni della Manifattura Tabacchi, dove ha sede il nuovo spazio culturale cittadino “Mata” che da venerdì 18 settembre al 31 gennaio 2016 ospita la mostra "Il manichino della storia. L'arte dopo le costruzioni della critica e della cultura”.

Si tratta della fontana di Enzo Cucchi intitolata "L'idolo della voglia" del 1992, del “Cavallo di Modena” di Mimmo Paladino, fusione in bronzo realizzata per l’occasione, e della scultura in bronzo di Sandro Chia intitolata “Solitario” del 1988.

"Nella grande fontana in bronzo di Enzo Cucchi – si legge nel testo in catalogo a firma di Richard Milazzo – vediamo gli astratti contorni muti di una figura femminile sdraiata sulla schiena, che sembra dare alla luce il mondo. L'acqua le sgorga dall'ombelico e si va ad accumulare in un cerchio che la circonda [...] È come una gigantesca dea della terra". La scultura, del diametro di circa 6 metri, simboleggia i quattro elementi della natura, l'acqua (che sgorga), la terra (rappresentata dal bronzo), l'aria (che permea lo spazio) e il fuoco (del sole che risplende sopra di lei) fin quasi a divenire un sottoinsieme della natura stessa.

"Il cavallo di Modena" di Mimmo Paladino, delle misure di circa 4 x 4 metri, collocato su un piedistallo alto 3 metri nella piazzetta “dal Paltadori” accanto alla ciminiera del Mata, è stato concepito dall'artista per "evocare i famosi quadri per la piazza d'Italia di Giorgio De Chirico e per fare un omaggio a questo grande artista italiano classico". “Per me – prosegue Richard Milazzo – i cavalli di Paladino, e questo in particolare, stoici e inesplicabilmente abbandonati, riempiono un dato spazio o un'area  di cui sottolineano il vuoto". "Il cavallo di Paladino – prosegue –  è l'archetipo perfetto del manichino della storia [...] L'artista ha posto questo Manichino della storia in questa piazza di Modena in modo che stia là non come un vuoto monumento al passato ma come uno straripante monumento alla promessa fatta dalla città a se stessa quando ha scavato il suo primo pozzo per trarne acqua. [...] il cavallo di Paladino è un testamento al fatto che siamo tutte culture in attesa di rinascere come una". Sui due fianchi del cavallo, all’interno di due nicchie, sono rappresentate da un lato la trivella, simbolo di Modena, e dall’altro una testa umana reclinata, a significare nel complesso dell’opera il valore del lavoro che trasforma la materia tra pensiero e tecnica.

Davanti all'ingresso dello spazio espositivo, invece, è stata collocata la scultura in bronzo di Sandro Chia “Il solitario”. L'opera richiama la figura di San Sebastiano e, spiega il curatore Richard Milazzo, può rappresentare l’Artista ferito, trafitto su un fianco. Rimanda all’arte classica greca e a quella cristiana, mentre la testa ha elementi di surrealismo italiano e futurismo. Questa sintesi di diverse culture e delle loro espressioni artistiche rappresenta una cifra dell’autore che, prosegue Milazzo, usa la storia come colori, secondo la sua sensibilità e in assoluta libertà. L’opera è del 1988, anno in cui fu esposta alla Biennale di Venezia.

La mostra “Il manichino della storia” inaugura venerdì 18 settembre alle 11; è prodotta dal Comune di Modena con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Apt Servizi Regione Emilia-Romagna, con il sostegno di Confindustria Modena; presenta circa 90 capolavori appartenenti a collezioni private del territorio, realizzati fra gli anni Ottanta e i nostri giorni; rientra nel programma di iniziative del festivalfilosofia, quest'anno incentrato sul tema "ereditare" ed è parte del programma di eventi sviluppato in città per Expo 2015.

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