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21/09/2015

VARIAZIONE DI BILANCIO / 2 – SÌ DEL CONSIGLIO CON PD, SEL E FAS

Approvato anche il Bilancio consolidato 2014 sulle società partecipate. Nel dibattito investimenti, Modena Fiere e valutazioni sui tagli alla spesa

La variazione al bilancio di previsione armonizzato del Comune di Modena, che prevede un milione e 820 mila euro di maggiori risorse per investimenti, presentata dall’assessora al Bilancio Ludovica Carla Ferrari in Consiglio comunale è stata approvata con il voto favorevole di Pd, Sel e Futuro a sinistra. Contraria Forza Italia e astenuti Movimento 5 stelle, Per me Modena e CambiaModena. Nella stessa seduta è stato approvato anche il Bilancio consolidato 2014 relativo alle società partecipate. A favore Pd, Sel e Fas; contrari M5s, Forza Italia e CambiaModena; astenuto il gruppo di Per me Modena.

Intervenendo nel dibattito, Luca Fantoni (M5s) si è concentrato su Promo e Modena Fiere affermando che “sono diversi anni che Modena non indovina la fiera giusta. Forse è ora di iniziare a valutare con Bologna Fiere un piano per acquisire fiere che possano generare una buona affluenza di persone, perché è vero che il settore fieristico è in crisi ma non tutto. Il nostro problema forse è proprio la scelta del tipo di fiere da promuovere e la loro gestione”. Per il consigliere dubbi da sciogliere ci sono anche su Promo: “Il Comune ha chiesto al Demanio la disponibilità della Stazione agraria per farne il luogo dove valorizzare i prodotti tipici. Dovremmo valutare se spostare lì tutte le attività di Promo e vendere gli stabili in zona fiera, perché è l’unico modo che abbiamo per uscire da questa società”. Per Mario Bussetti la variazione “non presenta particolari problemi mentre il bilancio consolidato, anche se oggi è in equilibrio, rivela invece una criticità preoccupante, che non viene considerata, segnalata dall’accantonamento per le perdite delle società partecipate. Leggendolo in chiave di sostenibilità vediamo che il contributo delle partecipate pesa troppo sul bilancio, quindi o le facciamo rientrare o le ristrutturiamo radicalmente per non avere segni meno”.

Anche per Marco Forghieri (Pd) “si dovrebbe fare un ragionamento con la Regione con l’obiettivo della riorganizzazione delle fiere”. Per quanto riguarda la variazione, “in continuità positiva con il Bilancio di previsione e con l’ultima variazione”, il consigliere ha sottolineato sia l’investimento sui servizi per gli studenti certificati, “che dimostra che l’Amministrazione continua a investire sulla scuola”, sia quello in conto capitale dei fondi recuperati dalla da spesa corrente “grazie a una maggiore efficienza degli uffici”. Marco Malferrari ha affermato che “siamo davanti a una manovra equilibrata che distribuisce le risorse in modo da non lasciare scoperti i capitoli di spesa più importanti per la città, con un’attenzione particolare ai più deboli. Anche in questo caso Modena cerca di fare la sua parte, soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza dei profughi, come è già accaduto nel passato. La variazione testimonia impegno, accoglienza e attenzione alla città nel suo insieme e soprattutto nella sua parte più debole. Un scelta che anche se per Modena è consueta, non è scontata”.

Per Antonio Montanini (CambiaModena) la questione delle partecipate “prima o poi dovrà essere affrontata nel suo insieme e sotto il profilo politico: a livello europeo e nazionale abbiamo indicazioni chiare per l’arretramento e la dismissione e l’Amministrazione dovrà decidere in quale direzione andare, perché l’equilibrio dei conti di una città non deve dipendere dai profitti o dalle perdite delle società partecipate”. Sulle fiere, il consigliere ha rilevato che poiché a Bologna c’è già un polo importante, Modena non potrà che avere un ruolo secondario: “O ci caratterizziamo su un tema unico, legato alla città, oppure, se quello che si fa non ha ricadute sul territorio, meglio privatizzare la società, perché gestirla non è il nostro ruolo”. E sulla vendita delle Farmacie comunali Montanini ha ribadito che “l’operazione è sbagliata perché non saranno né pubbliche né private”.

“Preoccupante” per Marco Cugusi (Sel) è che in variazione sia riportato “un risparmio di 150 mila euro dovuto al maggior utilizzo nelle strutture per anziani di personale interinale che sicuramente costa meno ma, senza nulla togliere a questi lavoratori, abbassa la qualità dell’assistenza. Ridurre la spesa corrente a favore degli investimenti è un’operazione convincente ma bisogna studiare bene dove tagliare e dove investire: non va bene se i risparmi di spesa si ottengono con il ricorso al lavoro interinale perché non si può barattare una qualità minore con l’apertura di nuove case protette”. Sulla Fiera anche Cugusi condivide la “necessità di una riflessione con Bologna per far si che flusso di operatori e visitatori sia distribuito su tutta le regione”.

Adolfo Morandi (FI) ha sostenuto che il Bilancio di previsione “poteva essere lo strumento per dare slancio all’economia locale ma invece non lo fa perché è ancora impostato su una tassazione che pesa notevolmente sulle imprese, che danno lavoro e stipendi, e sulle famiglie. Quindi il fatto che nella variazione non si facciano scelte diverse dal bilancio non è positivo: siamo ancora in crisi economica, come confermano le perdite di Modena Fiere e di Promo, e non si vede un cambio di rotta”. Sulla revisione della spesa corrente dell’ente il consigliere ha affermato che per essere reale, dovrebbe essere affidata a organismi esterni specializzati, “perché spazi di riduzione ci sono ancora ma se viene fatta internamente per forza rimane minimale. L’unico modo per dare slancio all’economia è ridurre il carico fiscale e ridurre anche il peso dell’ente locale, che è troppo rilevante sulla città. Le partecipazioni andrebbero analizzate singolarmente, non ci si può limitare a dire che i conti sono in equilibrio quando questo si raggiunge grazie ai contributi del Comune o di altri enti”.

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