Il Consiglio comunale di Modena ha approvato all’unanimità un ordine del giorno del Pd di sostegno alla campagna “Colesterolo, una questione di famiglia. Indagine Civica sulle criticità assistenziali delle persone con Ipercolesterolemia familiare”.
La mozione, presentata dal consigliere Tommaso Fasano, chiede all’Amministrazione di promuovere la diffusione presso la cittadinanza modenese dei risultati dell’indagine “Colesterolo, una questione di famiglia”, cui hanno partecipato anche le associazioni modenesi ALICE (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) e Gli Amici Del Cuore (Conacuore), che ha come obiettivo far luce sulla patologia dell’ipercolesterolemia familiare, sulle difficoltà della persona affetta e della famiglia, su prevenzione, diagnosi, percorso di cura, gestione e monitoraggio della patologia, oltre che terapia e umanizzazione delle cure.
L’ordine del giorno chiede inoltre di fornire sostegno a tutte le iniziative, promosse da enti sanitari pubblici e associazioni, volte ad aumentare la consapevolezza della cittadinanza sui rischi legati alle malattie cardiovascolari, di “promuovere stili di vita e comportamenti che rappresentino un efficace strumento di prevenzione delle malattie cardiovascolari e di sostenere la maggiore integrazione possibile nella presa in cura dei pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare e da altre malattie croniche, attraverso il rafforzamento della rete tra medicina territoriale, Case della Salute e strutture ospedaliere”.
La mozione riporta come i soggetti colpiti da Ipercolesterolemia familiare in Italia siano compresi tra 120 e 300 mila unità, e in provincia di Modena siano stimati tra 1500 e 3000 unità. Il documento sottolinea inoltre come esistano evidenze epidemiologiche e scientifiche sul fatto che le malattie cardiovascolari rappresentino “la prima causa di mortalità in Europa e in Italia, dove sono causa del 35 per cento dei decessi maschili e del 43 per cento di quelli femminili”, e come uno dei principali fattori di rischio sia rappresentato “da elevati livelli nel sangue di lipoproteine a bassa densità (LDL, il cosiddetto ‘colesterolo cattivo’). L’ipercolesterolemia – si legge – nella maggioranza dei casi nella popolazione è connessa a non corrette abitudini di vita (ad esempio alimentazione, attività fisica, sovrappeso) o a concomitanti stati patologici; valori elevati di colesterolo nel sangue possono però essere dovuti a una causa genetica, frequente nella popolazione. L'Ipercolesterolemia familiare è infatti una condizione ereditaria che, nella forma eterozigote, quella più diffusa, colpisce un soggetto ogni 250-500 e nel mondo tra i 14 e i 34 milioni di persone”. L’ordine del giorno ricorda inoltre che “i soggetti affetti da Ipercolesterolemia familiare hanno una probabilità significativa, intorno al 50 per cento, di trasmettere la malattia ai propri figli”, che “se non trattata, l’Ipercolesterolemia familiare comporta un rischio molto elevato di essere colpiti da malattie cardiovascolari in età precoce (sotto i 60 anni per le femmine e sotto i 55 anni per i maschi)”, e che “in Italia è largamente sotto-diagnosticata: meno dell’1 per cento dei soggetti colpiti riceve una diagnosi genetica precoce e, di conseguenza, la stragrande maggioranza dei pazienti non è conoscenza delle basi genetiche della propria Ipercolesterolemia e non riceve un trattamento adeguato e tempestivo”. Il documento ricorda infine che “la diagnosi di Ipercolesterolemia familiare può spesso essere effettuata anche clinicamente, sulla base di alcuni indicatori come livelli elevati di ‘colesterolo cattivo’ nel sangue ed eventi cardiovascolari precoci nel soggetto o nei familiari”.
Prima del voto sul tema sono intervenuti i consiglieri del Pd Chiara Susanna Pacchioni, Tommaso Fasano e Simona Arletti.
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