“La situazione è ancora molto work in progress e il Patto per Modena Sicura rimane ancora troppo distante dalla condizione di necessità caratterizzata da molteplici situazioni di problematicità”, ha detto Marco Bortolotti del M5s intervenendo nel dibattito nato dall’interrogazione illustrata da Antonio Carpentieri (Pd) su “Sicurezza in città: aggiornamenti ed azioni concrete” trasformata in interpellanza. Bortolotti ha quindi affermato che “l’Amministrazione deve sollecitare, anche con gesti forti, lo Stato sul fronte della sicurezza e la stessa opposizione la appoggerebbe in quest’azione”. Per quanto riguarda la videosorveglianza, per il consigliere “procedere con il sistema di controllo delle targhe e superare i limiti della privacy imposti per legge è fondamentale”, così come avere informazioni e dati sempre più dettagliati.
Domenico Campana (Per Me Modena) è d’accordo sul fatto che occorra uno sforzo complessivo e una maggiore presenza istituzionale, “però qualcosa non torna – ha osservato - se si guardano i dati, i reati sono tendenzialmente in calo e ciò nonostante aumenti la percezione dell’insicurezza. Non c’è una ricetta, ma sappiamo che se le relazioni sociali sono intense e umanamente ricche di prospettiva e serenità personale, allora la percezione e la realtà si avvicinano”. E ha concluso: “la presenza di Forze dell’ordine sul territorio rassicura ma statisticamente non aumenta la sicurezza reale, quindi è una questione complessa”.
Mario Bussetti del M5s ha sottolineato la difficoltà a avere la disponibilità dei risultati ottenuti con l’intensificazione delle presenze, auspicando che tali dati siano resi disponibili in termini di quante persone vengono assicurate alla giustizia.
Il consigliere del Pd Antonio Carpentieri, in sede di replica, ha sottolineato il ruolo sostenuto dall’Amministrazione comunale “sugli aspetti sociali, di riqualificazione della città, di contrasto al degrado urbanistico e sociale e di controllo del territorio in maniera residuale”, ma anche che “davanti a una criminalità tanto agguerrita, solo lo Stato può mantenere il controllo di quello che accade nei territori”. Si è detto pertanto soddisfatto della risposta ma ha ironicamente invitato il sindaco a diventare “lo stalker del Ministro”, a insistere nel perseguire i contatti e le relazioni, affinché si tenti anche un passo in avanti su sperimentazioni nuove di coordinamento e ha aggiunto: “Lo Stato chiede agli enti locali molto perché non riesce a mantenere il presidio. Modena fa la sua parte e allora anche lo Stato deve collaborare di più”.
Concludendo il sindaco ha, in tal senso, ribadito l’importanza “del ruolo politico del Patto che consente all’Amministrazione di sedere al tavolo del coordinamento e della strategia e senza il quale non potremmo fare queste sollecitazioni allo Stato”. E ha ribadito l’importanza di aggredire, al tempo stesso, le insicurezze sociali trovando le condizioni per dare risposte che consentano di ridare equilibrio.
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