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19/03/2016

VITTIME DEI REATI / 2 - LA FONDAZIONE REGIONALE

Esperienza unica in Italia, interviene su istanza dei sindaci del territorio. Dal 2004 nella provincia di Modena sono stati erogati aiuti economici a 41 famiglie

Nel linguaggio degli operatori di giustizia è parte offesa chi subisce un reato. “Noi, parti offese” si riferisce alle vittime di gravi reati, ma indica anche chi ha visto o incontrato la violenza, perché quando si verifica un omicidio, una violenza sessuale o un maltrattamento reiterato nel tempo, si crea uno strappo nel tessuto sociale, una ferita difficilmente rimediabile che dovrà essere curata con gli strumenti opportuni. Tutta la società è offesa dal reato, così anche il bisogno di ascolto, solidarietà, vicinanza vissuti dalla persona offesa non dovrebbero essere un problema personale ma qualcosa che riguarda l’intera comunità. Si basa su questo la scelta compiuta in Emilia Romagna da Regione, Province e Comuni capoluogo che nel 2004 hanno dato vita alla Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati, che interviene su istanze dei sindaci per prestare aiuto alle vittime.

La Fondazione riceve ogni anno oltre 30 istanze e il territorio modenese è tra quelli che maggiormente hanno beneficiato del suo intervento. Dal 2004 al 2015 nella provincia di Modena sono stati erogati aiuti economici per 41 famiglie colpite da fatti di particolare rilevanza, prevalentemente omicidi e poi lesioni aggravate, violenza sessuale su minore, maltrattamenti in famiglia, furti o rapine di estrema gravità. Le istanze erano state presentate dai sindaci di Modena, Carpi, Novi, Pavullo, Sassuolo, Bomporto, Castelfranco Emilia, Formigine, Marano sul Panaro, Mirandola, Serramazzoni, Spilamberto.

Un tema ricorrente a livello regionale è la violenza di genere: “Il numero crescente dei femminicidi e il rilievo assunto dalla violenza di genere nel discorso pubblico e nelle scelte normative – spiega Elena Buccoliero presidente della Fondazione e giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Bologna - ci hanno indotto a individuare questo tema come centrale riservando agli studenti delle scuole superiori narrazioni che parlano della loro età basate su storie realmente accadute”.

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