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29/06/2018

AVVISO SULL’URBANISTICA, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

“Scelta coraggiosa per la riduzione del consumo di suolo” per la maggioranza, “non incisiva” per il M5s mentre FI chiede maggior dialogo tra pubblico e privati

La delibera che dà il via libera all’Avviso pubblico, predisposto dal Comune di Modena per consentire di gestire la fase di transizione prevista dalla nuova normativa regionale, è stata approvata dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 28 giugno con il voto a favore Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena (eccetto Marco Chincarini astenuto), quello contrario del M5s e l’astensione di CambiaModena. Insieme alla delibera è stato approvato (favorevoli Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena; contrario M5s; astenuto CambiaModena) anche un ordine del giorno della che chiede alla Giunta di “attuare un percorso di ascolto e condivisione con i Quartieri sui risultati della ricognizione.

Aprendo il dibattito per Forza Italia, Adolfo Morandi ha sostenuto che “rigenerazione e riqualificazione sono parole di grande impatto sociale ma questa delibera va analizzata andando oltre le semplici parole d’ordine. Con l’avviso si riducono le aree di espansione a favore della rigenerazione e l’assessora afferma che nel passato è mancata una regia nella programmazione della città e che ora invece ci sarà. Questo non è vero – ha affermato il consigliere – e, come dimostrano le 178 schede che avete elaborato a seguito della ricognizione, sono state programmati dal governo precedente accordi e situazioni che sono ancora in essere. Nel progettare e attuare un piano urbanistico – ha proseguito il consigliere – bisogna rapportarsi con chi poi lo realizza e quindi interesse pubblico e privato devono colloquiare”. Annunciando il voto contrario sia sulla delibera che sull’ordine del giorno, Morandi (assente al momento della votazione) ha poi sottolineato che “il policentrismo è certamente negativo ma deriva da scelte fatte dalla sinistra e con le scelte di oggi non potrà che aumentare perché mentre Modena blocca l’espansione i Comuni vicini faranno di tutto per attirare nuovi cittadini”.

Marco Rabboni, M5s, si è domandato “come mai, visto che tutti i dati necessari sono già in possesso dell’Amministrazione, come testimoniano le schede, fatte benissimo, non si sia passati direttamente al Piano urbanistico generale che avrebbe permesso di superare tutte le previsioni precedenti. Scegliere la strada della manifestazione d’interesse fa pensare a un intento elettorale: si annuncia di andare nella direzione dello stop al consumo di suolo e delle priorità volute dai cittadini ma intanto si lasciano intatti gli interventi che stanno davvero a cuore”. Il consigliere si è quindi detto “perplesso da un avviso che espone l’Amministrazione a ricorsi e anticipa scelte che dovrebbero essere esplicitate nel Pug” e ha annunciato il voto contrario “perché il provvedimento non è abbastanza incisivo. Se poi nella delibera di indirizzo saranno stralciati gli interventi più corposi saremo ben lieti di ricrederci”.

Per Simona Arletti, Pd, la delibera “segna una svolta nelle politiche urbanistiche” ed è frutto di “una scelta coraggiosa, anche di trasparenza, che trasforma in politiche urbanistiche gli impegni presi dal sindaco. È un passo verso la riduzione del consumo di suolo, perché non si può sempre aspettare il domani senza dare mai un segnale che si sta andando nella direzione giusta. Un atto che gestisce la fase transitoria verso il Pug nell’ottica dell’interesse pubblico e che guarda in prospettiva cercando di garantire migliore qualità edilizia, migliore sostenibilità ambientale e attenzione alla qualità della vita. L’alternativa – ha proseguito – era gestire un pezzettino alla volta, invece abbiamo scelto di scegliere dando delle priorità in base alle quali dire dei sì e dei no, e non no a tutto come vorrebbe il M5s”. Diego Lenzini ha affermato che “senza la legge regionale e senza la delibera in discussione non avremmo gli strumenti per fermare le previsioni di espansione già in programma: con le regole di oggi se qualcuno chiedesse un accordo perequativo su un’area F, avremmo difficoltà a dire no. La delibera elimina la possibilità di perequazione su queste aree facendo un passo enorme verso la diminuzione delle previsioni di espansione, che non è una decisione di oggi ma era nel programma del sindaco”. Il consigliere ha messo in evidenza anche “la qualità del costruire richiesta dall’avviso in base al quale chi presenterà un progetto dovrà farlo secondo standard di qualità molto alto”. “Oggi ci assumiamo la grandissima responsabilità – ha detto Fabio Poggi – di un piano transitorio che ci conduce dall’eredità del passato a una prospettiva nuova e lo fa con la volontà di governare e pianificare il periodo che ci porterà al nuovo Pug. Stiamo girando pagina ma senza fare finta che prima non ci fosse nulla o che quello che c’era sia cancellabile del tutto. È vero – ha aggiunto – che la legge regionale non obbliga a fare l’avviso: offre una possibilità perché le realtà dei Comuni sono molto diverse e in una realtà come la nostra quella che la legge ci offre è un’opportunità doverosa che, di fronte a pratiche vecchie anche di 15 anni, ci consente di dire fermiamoci e programmiamo”.

Per Art.1-Mdp-Per me Modena, Marco Chincarini ha ribadito che l’avviso è previsto dalla legge regionale, “che pure presenta diversi aspetti critici che non mi vedono d’accordo”. L’avviso, “che ha recepito molte delle osservazioni fatte in commissione”, secondo il consigliere “permette di cominciare a lavorare su obiettivi fondamentali come ambiente, legalità, semplificazione e sviluppo economico, previsti dalla legge, perché potremo anche essere molto bravi a fare il Pug ma ci metteremo tre anni e non possiamo non gestire la città per i prossimi tre anni. Forse – ha proseguito – avremmo potuto fare di più su desigillazione e consumo zero ma su molte aree ci sono diritti acquisiti e ci saremmo esposti a problemi. Oggi, con questa delibera fissiamo dei paletti per non lasciare la città nell’incertezza fino al Pug”. Paolo Trande ha ricordato che “siamo stati noi come consiglieri a chiedere di poter decidere sulle scelte future di questa città e di poterlo fare prima del Pug perché siamo tutti consapevoli che la storia urbanistica di questa città ci ha portato oggi ad avere scelte sospese che, se non governate o governate male, condizioneranno il futuro della città. Oggi la giunta ci sta chiedendo di esercitare questo ruolo assumendoci la responsabilità di una scelta così importante. Con l’avviso – ha proseguito – comunichiamo qual è la nostra idea di città, che non si espande, non mangia suolo, si rigenera, e chiediamo alle imprese se intendono realizzare le potenzialità costruttive secondo questa idea per poter disegnare da subito la città nuova che abbiamo in mente che mette al primo posto la qualità della vita dei cittadini”. Il consigliere ha concluso commentando che “a questa delibera di svolta che ha fatto la scelta, giusta, di puntare tutto sull’interesse pubblico, si oppone un nuovo asse formato da Forza Italia, il M5s e dai costruttori”. In dichiarazione di voto Vincenzo Walter Stella ha sottolineato che “è indispensabile ragionare in termini di area vasta perché è inutile bloccare l’espansione in un solo territorio”, ribadendo poi che “preso atto del dato di fatto costituito dalla legge regionale, l’iniziativa assunta dall’amministrazione è l’unica azione responsabile per ottenere condizioni più favorevoli”.

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