Andranno a rogito entro Natale le 12 famiglie coinvolte nella vicenda della palazzina di via Pannunzio del comparto Peep Cittanova 2, che dopo l’avvio del cantiere nel 2017 era rimasto a lungo bloccato. Il Consiglio comunale di Modena ha dato il via libera alla nuova modifica della convenzione per rideterminare i prezzi di cessione degli alloggi riconoscendo ai soci acquirenti gli ulteriori costi sostenuti, e la modifica rende ora possibile l’atto di vendita.
Nella seduta di giovedì 16 dicembre, è infatti stata approvata all’unanimità dall’Assemblea la relativa delibera presentata dall’assessora all’Urbanistica e Politiche abitative Anna Maria Vandelli. “Come già affermato in passato – ha affermato l’assessora – per l’Amministrazione, l’ultimazione dell’intervento Peep rappresenta un rilevante interesse pubblico, così come la tutela delle posizioni dei soci assegnatari, che hanno anticipato importanti somme di denaro per l’acquisto delle unità abitative, oltre ad assumere obbligazioni dirette di natura fidejussoria nei confronti dell’istituto di credito che ha concesso il mutuo. Riteniamo quindi necessario procedere alla immediata modifica della convenzione affinché il concessionario sia autorizzato a vendere a queste famiglie le unità immobiliari al prezzo massimo rideterminato”.
La nuova modifica alla convenzione riconosce, infatti, un incremento di costi complessivo di 457 mila euro per completare l’intervento, legato a migliorie richieste dai soci (75 mila euro), a spese tecniche, allacciamenti, costi di ultimazione dell’edificio aggiuntivi richiesti dall’impresa costruttrice (266 mila euro), e a interessi aggiuntivi dovuti come oneri finanziari relativi al mutuo concesso da Banca San Felice (116 mila euro). Il costo complessivo dell’intervento, inizialmente quantificato in 2 milioni 163 mila euro è quindi stato rideterminato in 2 milioni 620 mila euro, con un prezzo massimo di cessione unitario di 1.945 euro al metro quadrato. Tale aggiornamento consentirà, di fatto, ai promissari acquirenti di poter rientrare delle maggiori spese sostenute.
I lavori del Peep di via Pannunzio erano stati avviati dalla Cooperativa nel 2017, dopo la concessione dell’area in diritto di superficie da parte dell’Amministrazione, e la conclusione era prevista a marzo 2019. Erano state concesse varie proroghe per il termine di ultimazione, di cui l’ultima a ottobre 2019, ma il cantiere è rimasto bloccato a uno stato avanzato di lavori dopo la richiesta da parte dell’impresa costruttrice del riconoscimento di costi aggiuntivi nella realizzazione dell’edificio. Su istanza delle 12 famiglie coinvolte, il Consiglio comunale aveva approvato a maggio 2020 già un primo provvedimento per il ricalcolo del prezzo massimo di cessione degli alloggi, a parziale riconoscimento dei maggiori costi dell’azienda, ma ciò non era stato sufficiente per raggiungere un’intesa. Dopo una ulteriore deliberazione del Consiglio comunale in estate, lo scorso dicembre la Giunta aveva dato l’ok all’avvio della procedura di decadenza della concessione del diritto di superficie del comparto nei confronti della Cooperativa Edilizia San Matteo per inadempimento contrattuale. Il procedimento è poi stato sospeso e archiviato in corso d’anno a seguito della comunicazione di un accordo tra Cooperativa, soci assegnatari e appaltatore per la ripresa dei lavori, il completamento del lotto e l’assegnazione degli alloggi. In settembre i lavori sono quindi ripresi e, in seguito alla rideterminazione dei prezzi, le famiglie coinvolte ora potranno stipulare i rogiti d’acquisto degli appartamenti.
“È un bel regalo di Natale per queste dodici famiglie – ha detto Stefano Manicardi per il Pd – ma dobbiamo riflettere sulla lezione importante che ci lascia questa storia per fare in modo che, anche attraverso le nostre azioni, situazioni come questa non capitino più”.
D’accordo anche Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena): “Dovremmo prevedere controlli più stringenti sulla regolarità delle azioni dei concessionari di diritto di superficie che, in diversi casi, si sono dimostrati inaffidabili”.
Con questo atto, ha aggiunto Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) l’Amministrazione e il Consiglio “riaffermano il diritto fondamentale alla casa, in una situazione complessa come quella in cui si sono venuti a trovare i promissari acquirenti”. Anche per Silingardi, la vicenda “dovrà servire a modificare le regole sui controlli”.
Sul tema dei controlli, “che va affrontato per non arrivare più a situazioni così estreme e difficili”, è intervenuta anche Paola Aime (Europa verde-Verdi) commentando la soluzione positiva di una vicenda che “ha creato grandissimo disagio e sofferenza per queste famiglie”.
Nella replica, l’assessora Vandelli ha precisato che “c’è l’impegno per la modifica del regolamento per l’edilizia convenzionata e nuovi strumenti verranno dal futuro Pug, che richiede controlli più stringenti sulla capacità finanziaria dei concessionari. Ricordo però – ha proseguito – che su 14 mila alloggi realizzati a Modena, abbiamo avuto solo questi due casi e va riconosciuto il lavoro importante fatto dagli uffici che hanno dialogato con commissari che non conoscono la nostra realtà riuscendo a evitare situazioni più complicate; ha funzionato il lavoro di squadra di Regione, Comune, commissari e soci acquirenti”.
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