L’area della Stazione Piccola in piazza Manzoni cambierà volto e vi troveranno spazio residenze, una vasta area verde in ampliamento del Parco della Resistenza e una modesta quota di commercio di prossimità. Saranno inoltre rilanciati gli spazi dell’ex circolo Sefta e si insedierà, appunto, la sede della Fondazione Its Maker.
Al posto delle aree e dei fabbricati della rete ferroviaria ormai dismessi, infatti, sorgerà un nuovo comparto che fungerà da nodo di collegamento tra il tessuto urbano del centro e la prima periferia storica di Modena a sud (Parco della Resistenza e zona Morane), costituendo una delle ‘piattaforme pubbliche’ del prossimo Pug, il Piano urbanistico generale
Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna e Fer (società controllata in house della Regione concessionaria della rete ferroviaria regionale) nei mesi scorsi infatti hanno siglato un accordo procedimentale per la dismissione dell’area ferroviaria e l’attuazione di un intervento di riqualificazione, valorizzazione e rigenerazione dell’intero comparto attraverso una trasformazione urbanistica che darà vita a un mix di verde e nuove funzioni. Nell’ottica di una riorganizzazione complessiva della linea ferroviaria Modena-Sassuolo, viene confermato il ridimensionamento a semplice fermata della Stazione Piccola e non sarà più necessaria la presenza di un edificio adibito a stazione né di aree dedicate a stazionamento, scambio e formazione dei convogli ferroviari, né di attrezzature ed edifici di servizio connessi.
Nell’area sarà realizzata una nuova viabilità e verrà risolto il nodo del passaggio a livello di via Morane attraverso la realizzazione di un sottopasso carrabile e pedonale che collegherà trasversalmente via Morane con via Gobetti nell’area antistante la Stazione Piccola. La presenza della fermata della linea ferroviaria, delle fermate del trasporto pubblico locale su gomma, di parcheggi di interscambio, di depositi protetti per biciclette e delle biciclette gialle del servizio di noleggio gratuito comunale “C’entro in bici”, renderanno l’area un nodo urbano intermodale, come previsto nel Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile e nei documenti per il futuro Pug. Gli interventi di viabilità saranno finanziati dalla Regione, proprietaria dell’area, con risorse derivanti dall’alienazione della porzione di comparto destinata alla residenza. La stessa Regione investirà ulteriormente (almeno 8 milioni di euro) per aumentare la sicurezza dei passeggeri e l’ammodernamento della linea ferroviaria Modena-Sassuolo.
La porzione a ovest del comparto sarà ceduta al Comune di Modena per l’ampliamento del Parco della Resistenza. Oltre alla Stazione Piccola, potrà essere presa in carico dal Comune anche la Centrale di trasformazione elettrica, oltre a fabbricati dell’ex circolo Sefta (dei dipendenti dell’allora azienda di trasporto a controllo pubblico), attualmente utilizzati dal circolo “Parco della Resistenza”, su cui sarà possibile un rilancio attraverso una futura assegnazione.
Le residenze troveranno spazio in una porzione di circa 42 mila metri quadrati a nord-est del comparto, oggi adibita ad Attrezzature generali, e costituiranno la risposta alle esigenze abitative emergenti attraverso il riuso di aree già edificate e senza il consumo di suolo, in coerenza con gli obiettivi di rigenerazione urbana del Piano urbanistico generale in corso di definizione e della legge regionale. L’intervento consentirà, inoltre, di desigillare una significativa area oggi pavimentata: una quota significativa di area liberata consentirà infatti di ampliare il parco della Resistenza e di restituire alla città una parte rilevante di aree in posizione centrale.
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